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Coronavirus: come ci si potrà spostare dal 3 giugno

22 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus: come ci si potrà spostare dal 3 giugno

Nulla è ancora deciso sulla mobilità tra una regione e l’altra: occorrerà attendere i dati sui livelli di rischio forniti alla fine di maggio.

In teoria, la fase 2 dell’emergenza coronavirus prevede che dal 3 giugno siano liberi gli spostamenti da una regione all’altra. In teoria, però: l’ultima parola non è stata ancora detta. Forse, tutto verrà deciso tra una settimana, il 29 maggio. Per quella data è previsto l’arrivo del dossier sul monitoraggio della situazione contagi. Quei numeri faranno capire al Governo se è il caso di abbattere le barriere che ancora separano le varie regioni e consentire gli spostamenti in tutto il Paese oppure di mantenere ancora chiusa qualche zona. Insomma, il 3 giugno ci potrebbe essere qualche amara sorpresa in alcune regioni.

La linea di principio che il Governo intenderebbe seguire è questa: permettere ai cittadini di muoversi solo tra le regioni che hanno lo stesso livello di rischio. Il che potrebbe avere dei risvolti non indifferenti sulle vacanze.

Funziona così: le Regioni devono comunicare ogni settimana il tasso di contagiosità, che prima era noto con la sigla R0 e che ora si chiama Rt. Ma devono anche far arrivare altre informazioni, come il numero dei tamponi che sono stati fatti e la situazione del sistema sanitario, in particolare delle terapie intensive. La combinazione di questi dati offre il livello di rischio: basso, moderato o alto.

Ed è su questi livelli che si vorrebbe ragionare per gli spostamenti dal 3 giugno: se in qualche regione si registra un grado di rischio alto, i suoi cittadini resteranno confinati all’interno ancora per un po’. Ma questa regola potrebbe interessare non un’intera regione, bensì una determinata zona o una singola città.

La decisione che verrà presa alla fine del mese non sarà definitiva ma verrà aggiornata a seconda dell’andamento settimanale dei dati. Significa che, ad esempio, se la Lombardia (per citare la regione che ha pagato il prezzo più caro in termini di contagi e di vittime) registra un livello di rischio alto, il 3 giugno resterà chiusa ma potrebbe riaprire il 10 giugno se durante la settimana il grado di rischio diminuisce e lo consente.

Va sottolineato che i presidenti delle Regioni hanno una certa autonomia sulle le modalità e sui tempi di apertura dei propri territori. Ad esempio, se Giuseppe Conte firma un Dpcm in cui consente il transito di cittadini in tutto il Paese, un governatore può decidere di mantenere chiusa la sua regione perché non ritiene che ci siano le condizioni per aprire i confini. Allo stesso modo, può decidere di consentire gli spostamenti in tutta la regione tranne che in una determinata zona dove il rischio di contagio può essere più elevato rispetto al resto del territorio. Ma può decidere anche sulle modalità di ingresso. Come nel caso della Sardegna, dove il presidente della Regione, Christian Solinas, ha disposto che si potrà entrare nell’isola con l’obbligo di quarantena o l’esibizione di un test sierologico aggiornato all’ultima settimana. Una scelta del tutto simile a quella che ha in mente il governatore della Sicilia, Nello Musumeci.


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