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Cointestare auto marito e moglie

24 Maggio 2020
Cointestare auto marito e moglie

Vantaggi e svantaggi della comproprietà di un’auto cointestata tra coniugi: assicurazione, multe, confisca, fermo auto, bollo.

In questa guida parleremo dei vantaggi, degli svantaggi e degli effetti del cointestare l’auto a marito e moglie. Ci occuperemo poi degli adempimenti che, a tal fine, vanno svolti dai coniugi.

Cominciamo subito col dire che l’auto cointestata è un’auto che appartiene a due (o più persone). Nel caso di coppia sposata, l’auto diventa quindi di proprietà di entrambi i coniugi per quote uguali. I due possono però stabilire quote diverse, imputando ad uno di loro una percentuale superiore rispetto a quella dell’altro.

Cointestare l’auto a marito e moglie implica che entrambi i coniugi appaiano come proprietari al Pra; pertanto, i rispettivi nomi appariranno sul libretto di circolazione.

La cointestazione dell’auto è cosa diversa da quella sorta di comproprietà che si realizza in caso di «coppia in comunione dei beni». In tale situazione, infatti, l’auto può ben essere intestata formalmente a uno solo dei coniugi ma, su di essa, anche l’altro vanterà comunque i propri diritti in pari misura. Difatti, se la coppia dovesse decidere di separarsi, il bene andrà diviso: il che significa che o verrà assegnato a uno dei due coniugi, con liquidazione all’altro del controvalore, oppure verrà venduto con spartizione del ricavato per quote uguali.

Cosa comporta cointestare l’auto a marito e moglie?

Molto spesso la cointestazione dell’auto deriva da una donazione e non da un acquisto congiunto. In buona sostanza, chi compra il veicolo decide di intestarlo anche al coniuge pur se quest’ultimo non ha versato un euro per il prezzo. Da tale donazione, derivano una serie di effetti.

La cointestazione dell’auto implica già di per sé una responsabilità solidale per tutti i debiti derivanti dalla proprietà del mezzo: debiti che possono essere sia di natura fiscale, sia di natura risarcitoria.

Così, per l’omesso versamento del bollo auto entrambi i coniugi saranno responsabili in pari misura e potranno subire un pignoramento da parte della Regione per l’intero importo.

Lo stesso dicasi per le multe stradali: nel caso infatti di contravvenzione notificata direttamente a casa, per impossibilità di identificare l’effettivo conducente, il proprietario – in questo caso entrambi i coniugi – è responsabile in solido.

Da un punto di vista attivo, allo stesso modo, entrambi i coniugi possono agire per ottenere il risarcimento dei danni causati al veicolo: si pensi a un incidente stradale determinato dalla altrui condotta imprudente, nel qual caso sia il marito che la moglie potranno chiedere l’indennizzo all’assicurazione.

Fermo amministrativo e confisca dell’auto cointestata

Sul punto, non c’è ancora una giurisprudenza univoca ma, secondo alcune pronunce, l’agente per la riscossione esattoriale non può imporre il fermo amministrativo sull’auto cointestata a due soggetti per debiti di uno solo dei due. Così, ad esempio, se il marito non ha pagato delle cartelle esattoriali per imposte sulla casa, l’auto cointestata alla moglie non può subire le ganasce fiscali.

Diverso è il discorso per la confisca dell’auto per violazioni del Codice della strada. Secondo alcune sentenze, si può confiscare la macchina in caso di guida in stato di ebbrezza anche se la stessa è cointestata al coniuge. Solo nel caso in cui l’automobile è interamente intestata a un terzo soggetto, e non al conducente trovato ubriaco al volante, non si può procedere alla confisca.

Auto cointestata e assicurazione

Quando si stipula la polizza rc-auto obbligatoria, l’assicurazione può attribuire all’auto cointestata la classe di merito più “sfavorevole” tra i due proprietari o addirittura tenere conto della combinazione dei dati più “sfavorevoli” (oltre alla classe di merito, anche la residenza, l’età, ecc.). Per questo è bene fare attenzione prima di operare tale scelta.

Vero però è che, con la Legge Bersani, è diritto dell’assicurato acquisire la classe di merito più favorevole di un familiare a condizione che questi:

  • abbia una polizza attiva;
  • sia presente nello stesso nucleo.

Per ottenere tale agevolazione non c’è bisogno di avere un’auto cointestata.

Separazione e auto cointestata

Come dicevamo, l’auto cointestata va divisa al momento della separazione, e ciò vale sia per le coppie in comunione che in separazione dei beni. Difatti, ciò che conta è la contitolarità del diritto di proprietà. Avviene dunque ciò che succede con tutti gli altri beni mobili e immobili dei coniugi in comunione.

I coniugi dovranno trovare un accordo in merito alle sorti del veicolo. Le soluzioni sono due: o uno dei due coniugi mantiene la proprietà del mezzo, riconoscendo all’altro (in natura o in denaro) il controvalore della metà, oppure l’auto viene venduta e il ricavato diviso in due.

Auto cointestata marito e moglie: che succede in caso di morte?

In caso di morte di uno dei due coniugi, solo una metà dell’auto andrà in successione, quella cioè di proprietà del defunto. L’altra, invece, resta di proprietà del coniuge superstite. Quest’ultimo, pertanto, avrà diritto anche a una quota dell’eredità e, quindi, alla metà della macchina caduta in successione.



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