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Decreto Liquidità: decollano le norme salva prestiti

22 Maggio 2020
Decreto Liquidità: decollano le norme salva prestiti

Innalzato l’importo concedibile, introdotta l’autocertificazione, allungati i tempi di rimborso. E arriva anche lo stop alle segnalazioni in Centrale Rischi.

Un antidoto per superare i numerosi ostacoli incontrati presso le banche dalle imprese e dai lavoratori autonomi alla ricerca dei prestiti garantiti dal Decreto Liquidità: dilatazione dei tempi, richiesta di ulteriori documenti e, talvolta, subordinazione della concessione dei nuovi finanziamenti all’estinzione di vecchi debiti con gli istituti bancari.

Stavolta non si tratta dell’ipotesi di uno “scudo penale” per le banche a protezione di un’eventuale accusa di concorso in bancarotta nei casi di concessione di prestiti a imprese poco solide, ma di iniziative più concrete che puntano a irrobustire e a velocizzare il meccanismo di erogazione in favore dei richiedenti.

Nell’iter parlamentare finalizzato alla conversione in legge del Decreto, le Commissioni Finanze e Attività produttive della Camera hanno già apportato alcuni importanti correttivi alla formulazione originaria predisposta dal Governo: c’è l’innalzamento dell’importo dei microprestiti con garanzia statale al 100%, che passa da 25mila a 30mila euro, e l’allungamento a 10 anni dei tempi di rimborso (a fronte degli iniziali 6 anni, un periodo troppo corto per molte attività economiche) che, per i prestiti fino ad 800mila euro, potrà estendersi fino a 30 anni.

Proposte già approvate nelle Commissioni e che ora attendono il via libera definitivo dall’Aula di Montecitorio, dove il provvedimento sarà discusso all’inizio della prossima settimana ed il clima è favorevole anche perché molti emendamenti sono stati introdotti in modo bipartisan, con il contributo delle opposizioni, come sottolinea in una nota la capogruppo di Forza Italia alla Camera, Mariastella Gelmini.

Ora il capogruppo Pd alla Camera, Graziano Delrio, intervistato dall’agenzia stampa Adnkronos, sottolinea che “Il lavoro parlamentare fin qui svolto ha migliorato il Decreto Liquidità e lo ha reso più efficace nelle risposte che i cittadini e le imprese attendono. Diverse misure, in un dialogo costante con il governo, sono state riviste: la semplificazione, la facilità di accesso al credito, l’ampliamento dei tempi delle rateizzazioni, delle agevolazioni“.

Adesso, prosegue Delrio,”le imprese con fatturato fino a 3,2 milioni nel 2019 potranno chiedere il finanziamento fino al 25% restituendolo in 30 anni e non più in 10 con la copertura delle garanzie pubbliche all’80% e per il restante 20% anche da Confidi. Viene anche prevista la facoltà di distribuire gli ammortamenti delle perdite di quest’anno in più bilanci, e la possibilità di chiedere prestiti garantiti dallo Stato è estesa a broker e assicuratori”.

E ancora, per accelerare l’iter “è stata introdotta – prosegue Delrio – l’autocertificazione per chi chiede prestito e garanzia, ciò servirà a facilitare l’accesso rapido al credito superando resistenze degli istituti bancari. Sono state introdotte norme che vietano la delocalizzazione delle produzioni e che impediscono che i finanziamenti accordati finiscano nei paradisi fiscali. Queste tra le novità che servono a dare forza al comparto delle Pmi, da sempre fondamentale per l’economia e l’occupazione”.

Inoltre, nel provvedimento definitivo potrebbe arrivare lo stop alle segnalazioni in Centrale Rischi: qui la proposta è stata introdotta dal Movimento 5 Stelle è anch’essa è stata approvata dalle Commissioni riunite Finanze ed Attività produttive con l’appoggio delle forze di maggioranza e di Forza Italia. La presidente della Commissione banche, Carla Ruocco, nel commentare le norme in arrivo, si dichiara “veramente soddisfatta dell’emendamento che sospende le segnalazioni alla Centrale Rischi e ai sistemi di informazioni creditizie da parte di banche e intermediari fino al 30 settembre“. Si tratta, aggiunge Ruocco, “di un altro importante traguardo”.



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