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Si possono filmare i vigili che prendono il caffé al bar?

24 Maggio 2020
Si possono filmare i vigili che prendono il caffé al bar?

Che succede se ci sono tante automobili in seconda fila e gli agenti della polizia municipale non fanno le multe perché parlano o fanno colazione?

Sotto casa tua ci sono sempre tante auto parcheggiate in divieto di sosta o in seconda fila. I vigili lo sanno, lo vedono ma spesso non fanno nulla e, anzi, addirittura chiacchierano tra di loro come se nulla fosse. Ti capita, a volte, di vederli al bar a prendere il caffè proprio mentre ti disperi a individuare i proprietari delle macchine che ti “chiudono” l’accesso al cancello.

Hai così deciso di denunciare al pubblico tale situazione, facendo un vero reportage video. Hai cioè intenzione di riprendere gli agenti pigri proprio quando il traffico, al di fuori, impazza in modo indisciplinato. Lo puoi fare? Si possono filmare i vigili che prendono il caffè al bar? Potresti, in un momento successivo, pubblicare su Facebook o su qualche altro social, il video-denuncia nella speranza che qualche funzionario del Comune sanzioni gli ufficiali? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Partiamo da un dato di fatto: il bar è un luogo privato aperto al pubblico. Il titolare dell’esercizio commerciale, quindi, potrebbe impedirti di usare le telecamere all’interno del proprio locale. Per prima cosa, dunque, devi chiedere il permesso o quantomeno controllare che non vi siano cartelli che lo vietino.

Se non dovessero esserci ostacoli, sappi che la legge ti consente di riprendere poliziotti e carabinieri con una telecamera o uno smartphone solo nel momento in cui si trovano nell’esercizio delle proprie funzioni. Il che non significa che devono essere per forza intenti ad elevare contravvenzioni o a eseguire controlli su strada, ma devono “essere in servizio”.

Dunque, in linea teorica, se i vigili stanno prendendo il caffè prima di iniziare il servizio non è possibile filmarli. Viceversa, se dovessero essere intenti a fare colazione invece di svolgere le loro funzioni, possono essere oggetto di riprese.

Si tenga però presente che, per legge, non è possibile diffamare una persona anche quando questa commette un reato. Il che significa che il filmato con la ripresa dei vigili che stanno al bar non può essere pubblicato su un social network o inoltrato tramite chat ad altri contatti. Il documento video, infatti, può essere acquisito solo per tutelare i propri diritti che, in questo caso, sono quelli del cittadino e dell’interesse pubblico al corretto e buon funzionamento della pubblica amministrazione.

Chi dovesse pubblicare il file video o audio non potrebbe appellarsi al diritto di cronaca giornalistica ma rischierebbe una querela per diffamazione.

L’unico modo per rendere pubblica la ripresa sarebbe di oscurare i volti o “pixellarli” con una tecnica di post-produzione, in modo da rendere irriconoscibili i volti e le identità dei soggetti coinvolti.

Naturalmente, nell’esercizio dei propri diritti, il cittadino-contribuente può inviare il file alla Procura della Repubblica tramite un esposto o al Comando di Polizia affinché valuti se sussistono gli estremi di una azione disciplinare nei confronti dei pubblici ufficiali coinvolti nella vicenda.

C’è un ultimo aspetto da chiarire su cui, molto spesso, si forma un equivoco. Il fatto che il vigile non faccia il suo lavoro comporta solo una violazione dei doveri di dipendente pubblico e, quindi, un illecito nei confronti dello Stato. Il cittadino, invece, non può vantare alcun interesse personale. Questa premessa serve per spiegare che, se anche il vigile ha multato un automobilista per divieto di sosta, lasciando nel contempo impunite tutte le altre auto che, come lui, hanno parcheggiato l’auto in modo irregolare o senza pagare il relativo ticket sulle strisce blu, il trasgressore più sfortunato non può appellarsi al principio di uguaglianza e di non discriminazione per far annullare il verbale ricevuto. Secondo infatti l’orientamento della giurisprudenza, nessun giudice può sindacare l’organizzazione della Pubblica amministrazione e magari stabilire se e quanti agenti questa debba predisporre in una data via per elevare le contravvenzioni. Con il risultato che, se gli agenti multano solo un automobilista e non gli altri, il primo non potrà farci nulla.

Del resto, i motivi di nullità della multa sono indicati dalla legge e risiedono nella violazione delle regole che riguardano il procedimento di contestazione, a nulla valendo invece le successive condotte del verbalizzante nei confronti di altri automobilisti.



6 Commenti

  1. Buongiorno, vorrei saper se si puo istallare all’interno della propria autovettura una video camera , in modo di registrare tutto cio’ che avviene sia all’interno dell’abitacolo che all’esterno e durante la marcia. Grazie

    1. L’esigenza di nascondere una telecamera all’interno dell’abitacolo di un’auto affinché funga da sistema di videosorveglianza contro atti vandalici è stata già analizzata dalla Cassazione, dalla Corte di Giustizia Europea e, a più riprese, dal Garante della Privacy. Il problema di fondo è che nell’obiettivo potrebbero finire anche altre persone che passano di lì, sicché vi potrebbe essere una grave violazione dell’altrui privacy. Quindi, un sistema di controllo è possibile solo a condizione che non si risolva in una forma di controllo generalizzato di tutti gli altri condomini. La Suprema Corte ha sdoganato l’installazione di una telecamera su un balcone privato, puntata in direzione della propria macchina ed a tutela della stessa, solo a patto che venga affisso un cartello di avviso e che, nell’obiettivo della ‘cam’, non finisca l’intero spiazzo. Bisogna cioè limitare al minimo il raggio di azione dell’obiettivo. Va infatti bilanciato il diritto alla privacy con l’interesse alla tutela della proprietà. La Corte ha così sottolineato che «l’installazione di sistemi di videosorveglianza con riprese del pubblico transito non costituisce in sé un’attività illecita, né lo sono le concrete modalità di attuazione di tale condotta neanche se ciò può comportare un cambiamento delle abitudini da parte di alcuni vicini di casa» (magari costretti a fare “il giro largo” o percorsi alternativi per non finire nel mirino nell’impianto). Si tratta infatti di condizionamenti minimi se rapportati all’interesse del titolare dell’impianto, quello alla sicurezza personale e della sua abitazione. Anche il Garante per la Privacy, in relazione a un sistema di videosorveglianza puntato verso il proprio posto auto, ha decretato la liceità dello stesso a patto che sotto l’occhio della telecamera finisca solo il box auto e non tutto il garage o tutto il parcheggio condominiale. In buona sostanza, la videocamera che inquadra il parcheggio condominiale è lecita a condizione che, nelle riprese, non finiscano gli altri condomini o le loro auto. L’uso della videocamera da parte del condomino è inoltre condizionato al fatto che avvenga per fini esclusivamente personali (come appunto nell’ipotesi di tutela dai ladri) e le immagini non vengano né comunicate sistematicamente a terzi, né diffuse (ad esempio attraverso apparati tipo web cam). In ultimo, sul punto, è intervenuta anche la Corte di Giustizia Europea. Secondo i giudici di Lussemburgo, un condomino può dirigere le riprese sul suolo pubblico, in direzione di una strada dove transitano i passanti, previa installazione di un cartello di avviso se agisce allo scopo di proteggere valori come la salute, la vita propria e dei familiari, ma anche la proprietà privata. A queste condizioni, il filmato potrà essere utilizzato in processo contro eventuali responsabili di atti vandalici. Si tratta di una prova ammissibile in giudizio, sia civile che penale. Anche sull’uso della telecamera per riprendere la strada si pone ugualmente la necessità di tutelare la privacy degli altri utenti. E quindi, se anche in questa situazione non è possibile posizionare un cartello di avviso, è comunque necessario oscurare, dai filmati, le targhe delle altre autovetture e i volti dei soggetti interessati. Il filmato per uso strettamente personale è lecito e non occorre alcun permesso. Se però lo stesso viene pubblicato (ad esempio, su internet) è necessario tutelare l’altrui privacy. Come? Semplice: se non è possibile chiedere il consenso alle persone finite nell’obiettivo della telecamera bisogna utilizzare degli strumenti di post-produzione volti a “pixellare” o sfocare volti e targhe dei veicoli. Il problema può essere risolto a monte evitando che la cam faccia riprese nel dettaglio, ma solo panoramiche sulla folla. Leggi sul punto https://www.laleggepertutti.it/253397_e-legale-filmare-la-strada

  2. La chiara esposizione del problema purtroppo conferma, non tanto l’eccellenza delle leggi Italiane, ma che sono farcite di cavilli e controcavilli a cui i trasgressori possono appellarsi. Sappiamo benissimo che i Vigili in particolare, sono persone del luogo o di zone limitrofe, e quindi che impunemente possano multare uno o solo alcuni per lo stesso reato, ne è la lampante conferma.

    1. Signor Armando:
      1) non è chiaro cosa ha scritto, qual’è il suo disappunto
      2) se gli operatori di polizia ” multano ” nel senso lato, generico del termine, significa che non si è in presenza di un reato ma di una violazione amministrativa

  3. L articolo dice una mezza verità e andrebbe rettificato in quanto non è solo il vigile (anche se dal 1986 è un poliziotto locale), ma a norma dell art. 12 del cds anche la polizia di stato, carabinieri e guardia di finanza sono polizia stradale e dovrebbero, loro ancor più dei “Vigili” elevare sanzioni al CDS che spesso non fanno e i cittadini sono convinti che per le violazioni al codice della strada bisogna chiedere solo ai “Vigili” e non alle altre forze di polizia. Quindi sarebbe il caso che a far compagnia ai vigili su questo articolo ci siano tutte le forze di polizia che hanno la qualifica di polizia stradale. Grazie

  4. Sono perfettamente in accordo con Simone…sembra che vi sia una sottile e periodica ‘caccia al vigile’, e sembra, ripeto sembra, che solo ‘il vigile’ debba preoccuparsi di mantenere una condizione decente della viabilità..sembra.., la legge dice ben altro

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