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Riabilitazione dopo saldo e stralcio

16 Agosto 2020 | Autore:
Riabilitazione dopo saldo e stralcio

Come ottenere la cancellazione dagli elenchi dei cattivi pagatori dopo avere raggiunto un accordo con la banca o la finanziaria e tornare così a godere della fiducia degli Istituti di credito.

Ritardare il pagamento delle rate di un finanziamento può costare caro; ancora di più, non riuscire a restituire, in modo definitivo, il denaro preso a prestito da una banca o da una finanziaria. Si rischia infatti di essere iscritti nelle liste dei “cattivi pagatori”: persone che le banche considerano poco affidabili e che, per questo motivo, non possono più accedere al credito. Per fortuna, si tratta di una situazione dalla quale è possibile uscire. Uno dei modi per farlo è quello di trovare un accordo con l’Istituto di credito ed ottenere che si accontenti di una parte della somma dovuta. Questa soluzione viene detta saldo e stralcio.

Una volta saldato, sia pure in parte, il debito avviene la cancellazione dalla “lista nera” dei cattivi pagatori. In questo articolo ti spiegherò dunque come avviene la riabilitazione dopo un accordo a saldo e stralcio.

Cosa succede se tardo a rimborsare un finanziamento?

Prima di spiegarti come si procede alla riabilitazione dopo un accordo con saldo e stralcio, è necessario che tu sappia quali sono i rischi che corre chi non paga le rate di un finanziamento. La conoscenza, infatti, può aiutare a prevenire quelle situazioni per le quali, se si verificano, è poi necessaria la riabilitazione.

Il ritardo nel pagamento delle rate di un finanziamento comporta l’iscrizione in alcune banche dati, che consentono a tutti gli Istituti di credito di venire a conoscenza di questa informazione.

A tal proposito, occorre distinguere secondo che il ritardo nel versamento sia più o meno grave; infatti:

  • se il ritardo riguarda un piccolo importo, oppure il pagamento di una o due rate soltanto, la banca o la finanziaria lo segnala alle Società di informazione creditizia (Sic). Si tratta di società private (ad esempio Crif, Experian, Consorzio tutela credito, Assilea), che gestiscono elenchi nei quali vengono inserite tutte le informazioni riguardanti i finanziamenti in corso. In particolare, vi vengono registrati: la richiesta di finanziamento da parte di una persona, il fatto che l’interessato abbia eventualmente rinunciato, l’accettazione o il rifiuto da parte dell’Istituto di credito, il pagamento puntuale o ritardato delle rate, il mancato pagamento;
  • se, invece, si tratta del ritardo nel pagamento di diverse rate e per un importo più consistente, l’Istituto di credito segnala il nominativo del debitore alla Centrale rischi della Banca d’Italia: un elenco nel quale vengono iscritti tutti coloro che banche e finanziarie considerano inaffidabili.

Come vedi, si tratta di due banche dati molto diverse. Infatti:

  • negli elenchi delle Sic figurano, oltre a coloro che sono in ritardo nel pagamento di un finanziamento, anche i “debitori virtuosi”, puntuali nel pagamento delle rate;
  • nella banca dati della Centrale rischi, invece, sono iscritti coloro che gli Istituti di credito considerano in stato d’insolvenza: si tratta di una condizione di grave difficoltà economica, tale da rendere impossibile il pagamento dei propri debiti.

Quali sono le conseguenze dell’iscrizione negli elenchi Sic?

Gli elenchi tenuti dalle Sic hanno lo scopo di informare gli Istituti di credito del comportamento di un soggetto rispetto ai finanziamenti. Ciò consente alla banca o alla finanziaria di decidere se concedergli o meno denaro in prestito. In questa valutazione il fatto che una persona si trovi in ritardo nel pagamento di una o due rate può non essere determinante.

Ti faccio un esempio.

Massimo ha stipulato un finanziamento per l’acquisto dell’auto. Gode di uno stipendio soddisfacente ed ha sempre pagato le rate con puntualità. Una sola volta, tuttavia, a causa di un ritardo nell’accredito dello stipendio, il rimborso della rata è avvenuto 15 giorni dopo la scadenza. Questa circostanza è stata registrata nelle banche dati delle Sic. Successivamente, Massimo decide di stipulare un mutuo per l’acquisto della casa. La banca alla quale si rivolge, consultati gli elenchi Sic, rileva il ritardo nel pagamento in cui è incorso Massimo. Tuttavia, notando che gli altri versamenti sono stati regolari e che egli gode di uno stipendio più che sufficiente per far fronte ad un eventuale mutuo, glielo concede.

Insomma: l’iscrizione nelle banche dati delle Sic per un ritardo nel pagamento di una o due rate può dare fastidio, ma non pregiudica i rapporti con le banche se, complessivamente, tutto fa pensare che l’interessato sia una persona affidabile. Per questo gli Istituti di credito, prima di procedere alla segnalazione, devono avvertire il debitore con un semplice sms, senza ulteriori formalità.

In ogni caso, non si tratta di una situazione irrimediabile: al verificarsi di certe condizioni avviene la cancellazione dagli elenchi delle Sic. Una possibilità è quella di procedere alla riabilitazione dopo un accordo con saldo e stralcio, come vedremo in seguito.

Quali sono le conseguenze dell’iscrizione nella Centrale rischi?

Le conseguenze dell’iscrizione nella banca dati della Centrale rischi sono molto diverse e più gravi; esservi segnalati comporta:

  • non potere più accedere a nessuna forma di credito. Non è possibile chiedere mutui, prestiti e varie altre forme di finanziamento, nè fare ricorso al fido bancario. Anche se la persona segnalata intrattiene ottimi rapporti, ad esempio, con il direttore di una banca, quest’ultimo non potrà mai concederle un finanziamento;
  • non potere emettere assegni;
  • non potere utilizzare la carta di credito e non poterne richiedere altre.

Date le gravi conseguenze, la Corte di Cassazione ha stabilito che la segnalazione può avvenire solo in presenza di un grave inadempimento, che faccia presumere uno stato d’insolvenza del debitore [1]. Come ti ho già detto, questa è una condizione di impossibilità di far fronte ai propri impegni, che non può risolversi nell’arco di pochi mesi.

Inoltre, l’Istituto di credito, prima di procedere alla segnalazione, deve avvisare il debitore con raccomandata a.r., assegnandogli un termine entro il quale effettuare il versamento di quanto dovuto; la lettera deve contenere il chiaro avvertimento che, in caso di mancato pagamento nel suddetto termine, la banca o la finanziaria procederà alla segnalazione del debitore alla Centrale rischi.

Anche nel caso dell’iscrizione alla Centrale rischi è possibile procedere alla riabilitazione dopo un accordo con saldo e stralcio.

Cos’è l’accordo con saldo e stralcio?

Spesso, per gli Istituti di credito è più conveniente accordarsi con i propri debitori, piuttosto che procedere legalmente nei loro confronti. Infatti, i procedimenti giudiziari sono lunghi, hanno dei costi a volte elevati e non sempre garantiscono il recupero del credito.

Vi sono poi casi in cui il debitore non possiede nulla, quindi la banca o la finanziaria non può nemmeno sperare di sottoporre i suoi beni a pignoramento. Per questa ragione, può essere bene accetta una proposta del debitore, mirata a soddisfare il credito con il pagamento di una percentuale soltanto del suo importo.

L’accordo con saldo e stralcio è costituito da due elementi:

  • il saldo, ossia il versamento di una somma ridotta rispetto al debito originario. In genere, secondo le circostanze, si può proporre una riduzione che va dal 40% al 70%. Ad esempio, su un debito di 10.000 euro il debitore può proporre di pagare subito dai 3.000 ai 6.000 euro;
  • lo stralcio. In cambio del pagamento immediato del saldo, il creditore consegna al debitore una dichiarazione liberatoria, con cui rinuncia ad ogni altra pretesa nei suoi confronti, ovviamente in relazione al debito che è stato pagato. Poniamo, per chiarire, che una persona abbia verso una banca due debiti, corrispondenti a due diversi finanziamenti. Se per uno di essi egli si accorda con l’Istituto di credito per il pagamento a saldo di una percentuale, la banca gli rilascerà la liberatoria solo per il debito già pagato; rimarrà l’altro debito, in relazione al quale la banca potrebbe decidere, in seguito, di agire nei confronti del debitore.

Come si fa un accordo con saldo e stralcio?

Per raggiungere l’obiettivo dell’accordo con saldo e stralcio il debitore deve, innanzi tutto, fare pervenire la sua proposta al creditore. Deve, quindi, scrivergli una lettera nella quale propone di pagare, a saldo e stralcio, una certa percentuale della somma dovuta. Nella lettera, deve essere precisato esattamente il debito al quale ci si riferisce, con il numero del finanziamento. La proposta deve essere inviata a mezzo raccomandata a.r. o pec (posta elettronica certificata).

Può essere che l’Istituto di credito non accetti la percentuale proposta dal debitore, ma a sua volta gli proponga il pagamento di un diverso importo. Ad esempio: il debitore ha proposto di pagare il 30% del suo debito, mentre la banca gli risponde che accetterebbe il pagamento del 50%. Se il debitore è in grado di far fronte al pagamento deve comunicare la sua accettazione, sempre con raccomandata a.r. o pec.

Quando il debitore versa la somma concordata alla banca o alla finanziaria, quest’ultima deve rilasciargli una quietanza, vale a dire una dichiarazione liberatoria in cui – particolare importantissimo – deve precisare di rinunciare alla differenza tra quanto in origine dovuto dal debitore e quanto dallo stesso effettivamente versato [2].

Dopo che l’accordo a saldo e stralcio ha avuto esecuzione è possibile procedere alla riabilitazione.

Come ottenere la riabilitazione dopo il saldo e stralcio?

Vediamo adesso come avviene la riabilitazione dopo che l’accordo con saldo e stralcio ha avuto esecuzione. Una volta avvenuto il pagamento, l’Istituto di credito ne darà comunicazione alle banche dati di cui ti ho parlato. Ciò determinerà la cancellazione del debitore e quindi la sua riabilitazione.

Precisamente:

  • nel caso degli elenchi Sic, la cancellazione avverrà dopo che saranno trascorsi 36 mesi dal pagamento;
  • nel caso della banca dati della Centrale rischi, la cancellazione avviene appena comunicata dall’Istituto di credito. Il nominativo del debitore, anche se non più presente, rimarrà visibile a banche e finanziarie per un periodo di 3 anni, ma questo non gli pregiudicherà la possibilità di chiedere ed ottenere nuovi finanziamenti, essendo completamente riabilitato.

Ricorda che la soluzione dell’accordo con saldo e stralcio può essere proposta all’Istituto di credito non appena ci si rende conto della difficoltà di rimborsare l’intero debito, prima dell’iscrizione nelle liste dei cattivi pagatori. Ciò può evitare che si arrivi a questa fastidiosa conseguenza.


note

[1] Cass. sent. n. 7958/2008.

[2] Art. 1236 cod. civ.


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