Coronavirus: buone notizie sui prestiti alle imprese

23 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus: buone notizie sui prestiti alle imprese

Accordo Abi-industrie sulle moratorie ai finanziamenti. Commissione al lavoro alla Camera sul Dl Rilancio: niente segnalazioni alla Cri fino a fine settembre.

L’Associazione bancaria italiana (Abi) e le organizzazioni che rappresentano tutte le realtà industriali del Paese hanno raggiunto un accordo che introduce importanti novità sul fronte del credito alle imprese danneggiate dalla crisi del coronavirus. Attorno al tavolo c’erano rappresentanti, oltre che delle banche, di Confindustria, Rete Imprese Italia, Alleanza delle coop, Confedilizia, Confetra, Confimi Industria, Confapi, Coldiretti, Cia-Agricoltori italiani e Claai.

Tra i punti principali dell’intesa, l’estensione delle moratorie ai finanziamenti in essere al 31 gennaio 2020, erogati alle piccole e medie imprese, anche alle aziende più grandi. Inoltre, possono beneficiare della moratoria sia le grandi imprese che le Pmi con esposizioni classificate come «deteriorate» dopo il 31 gennaio. Restano escluse le imprese ritenute «in sofferenza».

Occhio di riguardo particolare per le filiere produttive o per tutte le aziende dei settori che hanno avuto maggiori difficoltà a causa del virus: le banche possono estendere la durata della sospensione della quota capitale dei finanziamenti fino a 24 mesi.

Sarà possibile chiedere le moratorie fino al 30 giugno 2020. L’accordo potrà essere prorogato, in base alle indicazioni dell’Autorità bancaria europea.

Altre novità arrivano dalle commissioni Finanza e Attività produttive della Camera, al lavoro sul decreto Rilancio che approderà lunedì in Aula. Tra queste, quella che riguarda alberghi e terme: non sarà dovuta alcuna imposta sostitutiva sui beni rivalutati. Il nuovo valore fiscale dei beni sarà immediatamente riconosciuto ai fini degli ammortamenti. Inoltre:

  • viene concessa a tutte le imprese interessate la facoltà di posticipare almeno fino al 2022 la rivalutazione nei bilanci successivi al 2019. In pratica, l’impresa potrà decidere in quale bilancio rivalutare i propri asset;
  • eliminata ogni responsabilità dal punto di vista civile e penale per i datori di lavoro che applicano i protocolli di sicurezza sanitari in caso di nuove infezioni da coronavirus tra i propri lavoratori;
  • via libera all’autocertificazione per velocizzare le procedure di erogazione dei finanziamenti delle aziende in difficoltà. Non potranno usufruirne i grandi evasori fiscali, per i quali la sono scattate le pena accessorie;
  • possibilità di richiedere la garanzia Sace anche per le cessioni di crediti con garanzia di solvenza prestata dal cedente effettuate dalle imprese a banche e a intermediari finanziari;
  • sospese fino al 30 settembre di quest’anno le segnalazioni alla Centrale dei Rischi e nei Sistemi di informazione Creditizie (Sic) da parte degli istituti bancari e degli intermediari finanziari;
  • mutui sospesi anche per artigiani, ditte individuali e piccoli imprenditori, piccoli commercianti e chi esercita un’attività professionale in proprio: la banca avvierà lo stop dalla prima rata in scadenza fino al 31 dicembre 2020.

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