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Campania: tutti contro De Luca per il coprifuoco

23 Maggio 2020 | Autore:
Campania: tutti contro De Luca per il coprifuoco

Non piace agli esercenti la decisione del governatore di far chiudere i locali della movida alle 23. Il presidente: faremo campagna «cafoni zero».

La sua determinazione e la sua estrosità nello spiegare pensieri e provvedimenti è nota a tutti. Vicenzo De Luca, il governatore della Campania che riempie di note sempre colorite i suoi discorsi, questa volta si è tirato, però, tutti contro con la sua decisione di mettere un vero e proprio coprifuoco alla movida nella sua regione: i locali dovranno chiudere alle 23 «per avere di sera meno droga, meno pasticche, e per cancellare l’abitudine a rincretinirsi con l’uso di superalcolici che mandavano in coma etilico decine di ragazzi, anche di 13 anni».

Si sente incompreso, De Luca. Non che la cosa gli interessi più di tanto, perché lui è abituato a tirare avanti per la sua strada, ma teme di non essere stato del tutto compreso da chi contesta questa sua decisione. Quindi, prova a ribadirlo di nuovo, a modo suo: «Dobbiamo spiegare ai giovani che tornare alla normalità non significa tornare a fare quello che facevamo prima. Negli ultimi anni – continua il governatore – sono andati crescendo comportamenti irragionevoli, una massificazione alienante anche per il divertimento e la socializzazione. Non dobbiamo generalizzare, ma questi fenomeni hanno avuto una dimensione impressionante anche per comportamenti irresponsabili dei gestori dei bar che, pur di guadagnare 10 euro in più, non hanno esitato a rovinare la vita dei giovani». Quindi, ecco la chiusura a effetto a cui ci ha abituati: «Dobbiamo sviluppare una campagna non solo per avere epidemia zero, ma anche cafoneria zero. Vogliamo far partire una campagna anche internazionale: no boors, cafoni zero. È un’occasione per far crescere lo spirito civico e umanizzare i momenti di incontro e di divertimento, per umanizzarli e non renderli più alienanti».

Parole durissime che hanno avuto l’opportuna risposta da parte di Confcommercio: «Chiudere la movida alle 23 è un attacco a imprese e lavoratori e non ha nulla a che fare con la difesa dei giovani dall’uso di alcool e droghe», sostiene il direttore generale di Confcommercio Campania, Pasquale Russo. «Dovrebbe domandare ai genitori che si trovano a vivere questo dramma se questa è la soluzione ad una vicenda tanto complessa e dolorosa per molte persone. Ha ragione quando dice che ci sono persone senza scrupoli che per pochi euro vendono sostanze alcoliche, ma allora – suggerisce Russo – dovrebbe preoccuparsi di intensificare i controlli e far applicare le leggi dello Stato che consentirebbero di chiudere le attività di questi gestori scorretti e vale la pena ricordare che chi si comporta male può farlo ovviamente anche prima delle 23. Chiudendo le attività economiche – conclude il responsabile dei commercianti campani – è urgente individuare adeguati indennizzi per gli imprenditori che subiscono questi provvedimenti».

Intanto, da oggi in Campania è consentita la riapertura delle attività degli stabilimenti balneari nel rispetto del protocollo di sicurezza, in virtù di un’ordinanza firmata proprio da De Luca. Prevista anche la fruizione delle spiagge a libero accesso.


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