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Impugnazione cartella esattoriale consegnata a un familiare

24 Maggio 2020
Impugnazione cartella esattoriale consegnata a un familiare

Raccomandata informativa per tutte le notifiche effettuate a persona diversa dall’effettivo destinatario.

Metti che un giorno, mentre sei al lavoro, arrivi a casa tua il postino per consegnarti una cartella di pagamento con la richiesta di pagamento di tasse. In quel momento, ad aprire la porta c’è un tuo familiare che firma al posto tuo ma poi si dimentica di darti la raccomandata. La busta va così smarrita in mezzo a tante altre carte. Dell’intimazione di pagamento vieni a conoscenza solo dopo un paio di anni, quando l’agente della riscossione ti invia un preavviso di pignoramento. A quel punto, vorresti opporti ma ti dicono che è troppo tardi. È davvero così? È possibile l’impugnazione di una cartella esattoriale consegnata a un familiare?

La questione è stata posta alla Cassazione che, con una recente sentenza [1], ha ricordato come debbano avvenire le notifiche a persone diverse dall’effettivo destinatario e spiegato che, per gli atti tributari, vigono regole diverse rispetto agli atti giudiziari. 

In particolare, i giudici si sono focalizzati sul ruolo della cosiddetta «raccomandata informativa», quella cioè che deve essere spedita al contribuente tutte le volte in cui la busta non finisce direttamente nelle sue mani. 

Ed allora la questione si pone su questi termini: come fa il destinatario a sapere se la cartella esattoriale è stata consegnata a un familiare (convivente o meno che sia) se quest’ultimo e nessun altro – quindi neanche l’ufficio postale – glielo comunica?

Ecco qual è la soluzione al caso prospettato e come effettuare una impugnazione della cartella esattoriale consegnata a un familiare.

Notifica a familiare

Le norme sulle notifiche prevedono che la cartella possa essere notificata sia con consegna diretta dell’atto a mani del destinatario, sia con una raccomandata sigillata. 

In entrambi i casi, l’atto va affidato al destinatario o, in caso di sua momentanea assenza, a un familiare presente all’interno della sua abitazione (purché con almeno 14 anni e non palesemente incapace) o a persona addetta alla casa (la colf). 

Il familiare che riceve la notifica non deve essere per forza convivente stabile ma neanche un ospite occasionale. Sul punto, leggi Se la notifica la riceve un familiare è valida?

Se nessuno di tali soggetti è presente, l’addetto alla notifica affida la busta al portiere dello stabile condominiale. In mancanza anche di quest’ultimo, lascia nella cassetta delle lettere del destinatario un avviso (cosiddetto avviso di compiuta giacenza) con cui lo informa della possibilità di recuperare la raccomandata all’ufficio postale o, in caso di notifica a mani, presso la Casa comunale. Successivamente, gli invia una seconda raccomandata (cosiddetta raccomandata informativa) ove viene ribadito il tentativo di notifica non andato a buon fine. Senza tale raccomandata informativa, la notifica è nulla [2]. 

Raccomandata informativa 

Intanto, è possibile ritenere valida una notifica fatta a familiare presente nell’abitazione del destinatario, a patto che questi sia momentaneamente assente (si pensi a un’assenza per lavoro o per vacanza o per fare la spesa). Non sarebbe valida, quindi, la notifica fatta al vecchio indirizzo del contribuente ove questi non abita più ma vivono ancora i suoi genitori. La firma sul registro delle raccomandate da parte della madre o del padre non avrebbe alcun valore.

In secondo luogo, nella pronuncia in commento, la Cassazione ricorda che la notifica della cartella esattoriale a mani di una persona di famiglia è valida solo se viene successivamente spedito l’avviso a mezzo raccomandata, ossia la cosiddetta raccomandata informativa. E, difatti, solo in questo modo il destinatario effettivo può acquisire la consapevolezza piena del tentativo di notifica avvenuto in sua assenza. 

Come tutelarsi dalla notifica della cartella ai familiari?

Il contribuente che intende avviare l’impugnazione della cartella notificata a un familiare può chiedere, all’agente per la riscossione, l’esibizione della prova dell’invio della seconda raccomandata informativa. In assenza di tale prova, la notifica è nulla. 

La richiesta può essere presentata sia online che con istanza allo sportello. 

Perché la raccomandata informativa è obbligatoria per le notifiche a familiari

La Corte ha spiegato perché la notifica della cartella a familiare convivente richiede sempre la seconda raccomandata informativa. 

Secondo la disciplina ordinaria, l’obbligo di inviare l’avviso di avvenuta notifica sussiste solo nel caso di consegna dell’atto a un vicino o al portiere.

Ma, afferma la Corte, le norme speciali sulla notifica degli atti della riscossione [3] prevalgono sulle regole generali contenute nel Codice di procedura civile.

La disciplina tributaria, infatti, prevede l’obbligo dell’avviso per la consegna dell’atto a qualunque persona diversa dal destinatario, anche se si tratta di persone di famiglia, e anche se l’atto viene notificato presso la sede di una società (tanto più nel caso di consegna al portiere o al custode).

In caso di contenzioso, quindi, per dimostrare l’avvenuta notifica, l’Agenzia delle Entrate dovrà dimostrare di aver inviato l’avviso con raccomandata tutte le volte che non potrà provare che l’atto è stato consegnato nelle mani del destinatario effettivo, altrimenti la cartella andrà annullata.

Notifica a familiare: ultime sentenze

Familiare non necessariamente convivente

In tema di notificazioni, la consegna dell’atto da notificare è validamente effettuata anche quando l’atto è consegnato a persona di famiglia. Con la dizione persona di famiglia non è fatto riferimento al solo rapporto di parentela, né all’ulteriore requisito della convivenza del familiare con il destinatario dell’atto, ma è sufficiente l’esistenza di un vincolo di parentela o di affinità che giustifichi la presunzione che la persona di famiglia consegnerà l’atto al destinatario. Resta, in ogni caso, a carico di chi dichiara di non aver ricevuto l’atto l’onere di provare il carattere del tutto occasionale della presenza del consegnatario in casa propria, senza che a tal fine rilevino le sole certificazioni anagrafiche del familiare medesimo.

Comm. trib. reg., Campobasso, sez. II, 22/05/2019, n. 372

Il procedimento di notifica della raccomandata c.d. informativa

In tema di procedimento di notifica ex art. 140 c.p.c., la raccomandata cosiddetta informativa, poiché non tiene luogo dell’atto da notificare, ma contiene la semplice notizia del deposito dell’atto stesso nella casa comunale, non è soggetta alle disposizioni di cui alla Legge n. 890/1982, sicché occorre per la stessa rispettare solo quanto prescritto dal regolamento postale per la raccomandata ordinaria disciplinata dal d.m. 9 aprile 2001. Il decreto in questione dispone che tutti gli invii di posta raccomandata siano consegnati al destinatario o ad altra persona individuata, dietro firma per ricevuta e che sono abilitati a ricevere gli invii di posta presso il domicilio del destinatario, anche i componenti del nucleo familiare, i conviventi e i collaboratori familiari e, qualora vi fosse, anche il portiere.

Dunque, è sufficiente che sia avvenuta la consegna del plico al domicilio del destinatario, senz’altro adempimento per l’ufficiale postale se non quello di curare che la persona da lui individuata come legittimata alla ricezione apponga la sua firma sul registro della corrispondenza.

Pertanto, non è ravvisabile alcun profilo di nullità ove la raccomandata, debitamente consegnata nel domicilio della persona destinataria, sia corredata da avviso di ricevimento sottoscritto da persona ivi rinvenuta, ma della quale non risulti dall’avviso medesimo la qualità o la relazione con il destinatario dell’atto.

Comm. trib. reg. Palermo, (Sicilia) sez. III, 17/01/2018, n.225


note

[1] Cass. sent. n. 8700 dell’11.05.2020.

[2] Cass. sent. n. 1699/2019.

[3] Art. 60 del dpr 600/73.


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