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Cosa farà il Governo dopo il Btp Italia

23 Maggio 2020
Cosa farà il Governo dopo il Btp Italia

Ci saranno altre analoghe opportunità di investimento rivolte ai risparmiatori per sostenere il debito pubblico. In Europa, Conte punta al Recovery Fund.

All’indomani dello straordinario successo del nuovo Btp Italia il Governo può tirare un respiro di sollievo. Dopo la soddisfazione espressa dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, adesso anche il premier Giuseppe Conte dichiara la vittoria e annuncia i nuovi piani del Governo, che è pronto a ripetere l’esperienza.

“I 22 miliardi raccolti con i Btp Italia sono un’iniezione di fiducia, offriremo ai risparmiatori altre opportunità di investimento”, dice oggi il presidente del Consiglio in un’intervista a Milano Finanza riportata dall’agenzia stampa Adnkronos.

Conte sottolinea un’apparente stranezza che però rivela un’opportunità: “Da un lato l’Italia è un Paese ricchissimo”, con 10mila miliardi di ricchezza finanziaria, e dall’altro lato “è uno Stato povero” perché ha 2.500 miliardi di debito pubblico. Ma – sostiene il premier – “in molti casi si tratta di due facce della stessa medaglia: gli italiani sono storicamente forti risparmiatori e il debito pubblico italiano è uno strumento sicuro in cui investire”.

Cosa farà il Governo ora? “Dobbiamo senz’altro lavorare per offrire ai risparmiatori delle opportunità di investimento convenienti, che possano anche accrescere il capitale infrastrutturale del Paese”, ha evidenziato il premier, dando anche un’indicazione sulla direzione dei prossimi passi quando ha ricordato come “nella scorsa Legge di Bilancio, ad esempio, abbiamo voluto introdurre i green bond“.

Perciò, proseguendo su questa linea “dobbiamo semplificare la burocrazia e ricostruire un Paese più verde, digitale e inclusivo”. “Il successo dei Btp Italia dimostra che il Paese può aiutarsi da solo” scandisce il premier, ribadendo la sua volontà di non utilizzare i 37 miliardi del Mes: un prestito, sia pure ad interessi vicini allo zero e senza condizionalità, che il premier aveva già anticipato nei giorni scorsi di ritenere “inadeguato in questo momento” e giudicando le risorse “insufficienti”.

Conte adesso punta, invece, ad altre azioni di politica comune sul fronte europeo, come i Recovery Fund che dovranno essere discussi in Commissione Ue a Bruxelles nella prossima settimana e per i quali il nostro premier ha già discusso con la presidente, Ursula von der Leyen, richiedendo un intervento “più ambizioso” rispetto alla proposta franco-tedesca di 500 miliardi di euro, per arrivare allo stanziamento di almeno un bilione, cioè mille miliardi; ma alcuni Paesi del Nord, e in particolare l’Austria, frenano e si oppongono a qualsiasi condivisione del debito.

Mentre sul fronte interno, dopo il varo del Decreto Rilancio, il Governo sta lavorando sul nuovo Decreto che prenderà il nome di “Semplificazioni“: un progetto riformatore che prevede una drastica semplificazione della macchina amministrativa e burocratica e una forte scossa per accelerare la realizzazione del piano infrastrutturale”, sottolinea Conte nell’intervista a Milano Finanza, preannunciando che “sarà la madre di tutte le riforme, con cui getteremo le basi per dare all’Italia lo shock economico di cui ha estremamente bisogno”.



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