HOME Articoli

Lo sai che? Tracciabilità: posso versare o prelevare dal conto in banca più di 3000 euro per volta?

Lo sai che? Pubblicato il 31 dicembre 2017

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 31 dicembre 2017

Prelievi e versamenti sul conto corrente bancario, anche se di importi superiori a tremila euro, sono sottratti alla normativa sulla tracciabilità dei pagamenti, per cui si può operare anche superando il predetto limite. 

Devi saldare il conto con il dentista, l’avvocato o con la ditta che ti ha fatto i lavori in casa; ti è stato però chiesto di pagare una parte della fattura in contanti ma si tratta di un importo superiore a tremila euro. Hai ricevuto una serie di regali per il compleanno, il matrimonio o la laurea e, prima di spendere la cifra, preferisci depositarla in banca; anche in questo caso, però, ti poni il problema se sia possibile versare più di 3mila euro in contanti. Non sono pochi i contribuenti che, come te, si chiedono: posso versare o prelevare dal conto in banca più di 3000 euro per volta? Questo perché esistono molti dubbi in materia di tracciabilità dei pagamenti, dubbi alimentati soprattutto dal clima di tensione che la lotta all’evasione ha generato in questi ultimi anni. Val la pena, quindi, chiarire alcune delle domande più frequenti sull’argomento.

Pagamenti tracciabili: cosa prevede la legge?

Prima però di spiegare se è lecito prelevare o versare dal conto corrente più di 3mila euro per volta, dobbiamo ricordare cosa prevede la legge. A partire dalla legge finanziaria per il 2016, la normativa in materia di tracciabilità dei pagamenti ha stabilito che ogni volta in cui una somma di denaro passa dalle mani di un soggetto a un altro (sia che ciò avvenga a titolo di corrispettivo per la vendita di un bene o di un servizio che a titolo di donazione), se l’importo è di almeno 3mila euro, non è possibile usare i contanti ma bisogna servirsi di strumenti tracciabili ossia il bonifico bancario (anche online), l’assegno non trasferibile, la carta di credito o il bancomat. In pratica, per tutti i trasferimenti di denaro tra soggetti diversi (anche se uno dei due è una pubblica amministrazione, come nel caso di pagamento delle tasse) il contante è possibile solo per importi fino a 2.999,99 euro.

Se si viola questo divieto si subisce una sanzione amministrativa che va da 3mila a 50mila euro (a partire dal 4 luglio 2017 non vale più la vecchia pena compresa tra l’1% e il 40% dell’importo trasferito). Non siamo quindi – è questo un aspetto importante da chiarire – nell’ambito degli illeciti tributari: in altre parole chi paga in contanti non subisce un accertamento fiscale né corre il rischio di un controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate. La normativa in commento, oltre a evitare l’evasione fiscale, persegue anche degli obiettivi di prevenzione dei crimini com i riciclaggio del denaro sporco.

Posso prelevare dal mio conto corrente una somma superiore a tremila euro?

Contrariamente a quanto molta gente ancora crede, non vi è alcun divieto di legge a prelevare, dal proprio conto corrente, somme superiori a tremila euro (importo così aggiornato alla Legge di Stabilità 2016 che ha portato il limite all’uso di contanti da 1.000 a 3.000 euro).

Con le nuove norme sulla “tracciabilità”, che impongono – come noto – l’obbligo di utilizzare assegni, carte di credito, bonifici bancari ecc. per tutti i trasferimenti di denaro superiori a mille euro, si è diffusa la convinzione che il medesimo tetto riguardi anche i prelievi dal conto in banca. Insomma, qualcuno crede che non sia possibile prelevare, in un’unica soluzione, 3.500 euro dallo sportello o dal bancomat (ammesso che quest’ultimo lo consenta), ma che lo si possa fare solo frazionando la somma in tanti prelievi inferiori a tremila euro, in svariati giorni.

Si tratta di un convincimento errato. Le nuove norme vietano il trasferimento di denaro in contanti tra soggetti diversi per importi a partire da 3000 euro. Tali trasferimenti devono essere necessariamente fatti con sistemi tracciabili come la carta di credito, gli assegni, ecc. Ciò vale a prescindere dalla causa del trasferimento (pagamenti, donazioni, prestiti, ecc.). Invece, per quanto riguarda le operazioni allo sportello della banca o delle Poste, come i prelievi o i versamenti, esse non sono soggette a tale normativa. E questo per una ragione molto semplice: nel momento in cui il correntista deposita i soldi sul conto corrente, la proprietà del denaro non si trasferisce in capo a un altro soggetto (la banca) ma resta sempre in capo a lui; la banca è solo un depositario, ossia un soggetto che detiene il denaro e lo custodisce per conto di un’altra persona. Non si ha quindi quel «trasferimento» in senso stretto che la legge invece richiede nel momento in cui impone l’utilizzo di strumenti tracciabili.

Il risultato è abbastanza scontato: il correntista ben potrà prelevare somme di denaro anche per svariate migliaia di euro, senza incorrere in responsabilità. Addirittura potrebbe anche presentarsi in banca con una valigia e chiedere che vi vengano riposti, in contanti, tutti i soldi che ha sul conto corrente. Tutt’al più, lo sportellista della banca può richiedere al correntista lo scopo del prelievo del denaro; in ogni caso, le informazioni che gli verranno date non verranno poi comunicate all’Agenzia delle Entrate bensì solo alla direzione dell’istituto di credito. I vertici della banca decideranno, a loro volta, se segnalare l’operazione all’Unione Informazione Finanziaria (Uif); lo faranno tuttavia solo se si tratta di una manovra che potrebbe apparire sospetta. La segnalazione alla Uif quindi non è automatica, ma rimessa alla valutazione dell’Istituto. A questo punto la Uif valuterà, a sua volta, se interessare la Procura della Repubblica qualora ravvisi la possibilità di un tentativo di riciclaggio di denaro sporco. In tutto questo passaggio di segnalazioni il fisco non viene minimamente interessato.

Per evitare tale segnalazione, potrebbe essere opportuno giustificare le operazioni di versamento e prelievo di contanti, indicando le relative causali, anche per propria futura memoria.

Posso versare in contanti sul conto oltre 3mila euro oppure devo fare un bonifico?

Così come ogni correntista è libero di prelevare l’importo che vuole dal proprio conto corrente è altresì libero di eseguire un versamento di contanti senza essere soggetto ad alcun limite di importo.

Anche in questo caso, come nel precedente, il versamento di somme in contanti presso la propria banca non è soggetto ad alcun limite di importo. Ciò vale anche nell’ipotesi in cui il beneficiario dell’operazione sia una società.

Qui però è necessaria una precisazione. Nel caso di versamenti sul conto – siano essi provenienti da contanti depositati in banca che da un bonifico di una terza persona – è possibile innescare la macchina dei controlli fiscali. In particolare, l’Agenzia delle Entrate non può chiedere al contribuente chiarimenti e giustificazioni sui prelievi effettuati dal proprio conto corrente; lo può fare solo nei confronti delle società e imprenditori (ma solo a condizione che detti prelievi superino la soglia di mille euro al giorno o 5mila euro al mese). Discorso diverso riguarda invece i versamenti di contanti o i bonifici provenienti da terze persone: il fisco può sempre chiedere chiarimenti sulla provenienza del denaro e sulle giustificazioni della disponibilità di tale somma se non trova corrispondenza nella dichiarazione dei redditi. Un esempio servirà a chiarire meglio come stanno le cose. Immaginiamo un lavoratore dipendente che percepisca mensilmente 1.600 euro di stipendio sul proprio conto. Durante il mese di luglio e di agosto, però, questi versa in banca complessivamente 4mila euro. Poiché dalla dichiarazione dei redditi non risultano altri proventi se non la normale busta paga, l’Agenzia è autorizzata a presumere che si tratti di soldi ottenuti in nero (ad esempio l’affitto di un appartamento estivo), quindi sottratti a tassazione; pertanto vi applica le imposte e le sanzioni. Nessun reato, dunque, ma sanzioni di carattere tributario che possono pesare fino al 90% dell’imposta evasa.

In sintesi: se i prelievi sul conto corrente non vanno mai giustificati (salvo per gli imprenditori e le società), i versamenti invece (sia che provengano da contanti che da bonifici di terzi) vanno sempre dimostrati, o meglio va data prova della ragione dell’accredito del denaro, della sua provenienza e della ragione di tale disponibilità. La dimostrazione deve essere sempre basata su un documento scritto. Non basta quindi dire «Si tratta di un regalo di un amico» e portare la testimonianza di quest’ultimo per avvalorare la propria difesa.

Posso frazionare il pagamento in trance di importi inferiori a 3mila euro?

Quando si è debitori di un importo superiore a tremila euro, è possibile “eludere” l’obbligo della tracciabilità del pagamento effettuando tanti versamenti in contanti di acconti singolarmente inferiori a tremila euro, ma complessivamente superiori.

Per esempio: è possibile pagare il compenso dell’avvocato, dell’importo complessivo di 6.000 euro, anche in tre rate mensili da 2.000 euro versate in contanti e non con assegno. In questo caso non si elude la norma che impone di usare strumenti tracciabili. Ma la legge consente di ritenere ogni singola rata come un autonomo pagamento solo ad alcune condizioni:

  • il frazionamento deve essere previsto dalla natura stessa dell’operazione (per esempio, un appalto d’opera per lavori in casa viene normalmente pagato per s.a.l. ossia a stati di avanzamento d’opera; per cui non è possibile parlare di un’elusione della normativa, essendo usuale pagare a step);
  • oppure deve derivare da un preventivo accordo tra le parti: sarà quindi necessario firmare un contratto in cui le parti si accordano in anticipo che il corrispettivo sarà pagato a rate. Si pensi al contatto professionale con l’avvocato il quale chiedi l’accredito della parcella in diverse fasi del processo ordinario;
  • inoltre, per ogni singolo pagamento, deve essere conservata la disposizione scritta dei contraenti circa la corresponsione e l’accettazione del versamento.

Così, è ipotizzabile una rateizzazione del debito con il proprio dentista, ma lo è molto meno l’anticipo dato a un costruttore per l’acquisto di una casa. La pluralità di pagamenti a scadenze prefissate, infatti, è frutto di un’ordinaria dilazione di pagamento che scaturisce dal preventivo accordo delle parti. In questo caso, non si configura alcuna violazione alla normativa sulla tracciabilità in quanto è fisiologico che, nella prassi commerciale, il pagamento di determinati importi venga rateizzato.

Tuttavia, è stato anche osservato che, al fine di dimostrare le caratteristiche della dilazione, le modalità di pagamento (frazionato) devono scaturire da un accordo preventivo tra le parti. In buona sostanza, al fine di prevenire possibili contestazioni, è necessaria l’esistenza di un atto o un documento scritto dal quale si desuma che acquirente e venditore si siano accordati sin dall’inizio in relazione alla possibilità di effettuare un pagamento dilazionato in più rate.

Posso chiedere al commerciante di cambiarmi un assegno superiore a tremila euro dietro consegna di denaro?

Per i motivi appena detti, non è più possibile, in caso di importi pari o superiori a tremila euro, chiedere  a un commerciante o ad altri soggetti di cambiare un assegno con del denaro in contante, pratica un tempo diffusissima ed oggi via via sempre più desueta.

Esiste un limite di importo per un bonifico bancario?

Proprio perché il bonifico bancario è uno strumento di pagamento tracciabile non esiste un limite di importo nei pagamenti fatti da conto a conto. Ciò vale anche se si usa il bonifico online (cosiddetta home ranking).

Esiste un limite per i bollettini postali?

I bollettini postali possono essere pagati in contanti per un importo pari o superiore a tremila euro. Si tratta, infatti, di pagamenti che avvengono attraverso un intermediario, Poste italiane, e che, quindi, sono tracciati. Quindi una persona può effettuare, con bollettino postale, un pagamento di cinque mila euro senza che il dipendente delle Poste possa opporsi alla consegna del denaro contante.

Posso frazionare il pagamento?

Se si acquista un oggetto di valore elevato, per esempio un televisore di 3.500 euro, il consumatore non può pagare in contanti 2.999,99 euro e il residuo con strumenti tracciabili (per esempio con carta di credito). Egli deve usare la carta di credito o l’assegno.

Donazioni, regali di nozze e pagamento delle spese

Se, dopo un matrimonio, marito e moglie hanno ottenuto regali in contanti per una cifra superiore a tremila euro potranno certamente depositarla in banca ma non possono ad esempio pagarci il conto del locale per la cerimonia, per il quale bisogna utilizzare strumenti tracciabili. Potrebbero, per esempio, versare prima il denaro ottenuto in regalo sul proprio conto corrente e poi effettuare il pagamento con un bonifico. L’eventuale emissione di tante ricevute per gruppi di invitati, e per importi sotto soglia dei tremila euro, potrebbe essere considerata elusione alla normativa in commento.

Cosa prevede la legge per i libretti al portatore?

Dal 4 luglio 2017 è ammessa esclusivamente l’emissione di libretti di deposito, bancari o postali, nominativi ed è vietato il trasferimento di libretti di deposito bancari o postali al portatore che, ove esistenti, sono estinti dal portatore entro il 31 dicembre 2018. Dunque il libretto al portatore bancario e postale scomparirà: banche e uffici postali potranno proporre ai risparmiatori solo libretti nominativi, sui quali sarà d’obbligo un’ adeguata verifica della clientela. Il tutto con il preciso obiettivo di rendere tracciabile il denaro e operare nell’ambito della prevenzione del riciclaggio.

Le nuove norme prevedranno uno stop dell’emissione dei libretti al portatore, per favorire la prevenzione del riciclaggio internazionale e il finanziamento al terrorismo o a traffici illeciti. Tali categorie di operazioni sono difatti  state effettivamente oscurate per decenni utilizzando titoli di credito «al portatore» che venendo pagati semplicemente a chi li tiene in tasca non garantiscono sufficiente tracciabilità.

Che significa tracciabilità dei pagamenti?

Tracciare i pagamenti significa permettere al Fisco di ricostruire tutti i movimenti che ha fatto il denaro: se ad esempio, Tizio ha accreditato qualcosa sul conto di Caio, il Fisco lo sa.

Naturalmente, per tracciare il denaro è necessario che il suo movimento sia effettuato attraverso strumenti che non siano il denaro contante che non ha né nome nè possessore e non lascia alcune traccia, appunto.

Con la tracciabilità dei pagamenti, il legislatore vuole contrastare il riciclaggio dei capitali di provenienza illecita, l’evasione ed elusione fiscale (che consiste nel mettere in pratica, da parte di un contribuente, comportamenti per pagare meno tasse. Ad esempio, si può usare una società per azioni non per un’attività imprenditoriale, ma per trasferire la proprietà di un immobile, oppure si può lavorare non come semplice lavoratore autonomo, ma tramite una società, per avere una tassazione agevolata e maggiori detrazioni).

Eliminando il contante, non solo si riduce l’evasione fiscale ma anche un altro fenomeno, per il quale, ancora una volta, il nostro Paese registra un triste primato: parliamo del denaro contraffatto


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

13 Commenti

  1. Buon giorno io sono un titolare di carta di credito mi è capitato più volte di prelevare dalla carta per ricoprire un acquisto del mese precedente… Volevo sapere prelevando dalla carta e versando sul mio controcorrente per risanare un debito del mese precedente sempre della stessa carta .. È una cosa legale? È soggetta a controlli da parte dell’agenzia delle entrate?

  2. buon giorno ho intenzione di comprare un appartamento ai miei figli ho risparmiato per anni del denaro e ora ho in casa del contante posso versare sul mio conto corrente postale una somma che si aggira ai 30,000 per fare poi un bonifico al venditore?

  3. Maurizio l’hai letto l’articolo?
    Certo che può. Non c’e’ alcun illecito
    Poi però dovrà essere in grado di spiegarne la provenienza in caso di verifica (che non è automatica, ma solo eventuale)

  4. mi e’ stato detto dalla mia banca che sono soggetto a segnalazione sia che versi o ritiri dal mio conto + di 1000 per contanti, qui non ci si capisce più nulla, ma è vero???
    Ho un’ attività al dettaglio e maneggio tanto contante, quindi mi capita di poter fare anche versamenti superiore ai 1000 euro, pur denunciandoli e pagandoci le tasse sono lo stesso soggetto a controlli?

    1. Le rispondiamo con un articolo che, in giornata, pubblicheremo. Grazie per la domanda che ci consentirà di chiarire questo aspetto. La redazione.

  5. salve volevo sapere un chiarimento in merito a questa discussione … ma se io ho dei spiccioli messi da parte e gli vorrei versare sul mio conto lo posso fare tranquillamente oppure vengono segnalati come soldi a nero?…
    si parla di poche centinaia di euro non di grandi cifre…
    grazie

  6. salve dopo dieci anni finalmente sono stato risarcito (assicurazione di un incidente avuto) e ho aperto il conto e versato assegno di 40.000 euro . vorrei regalare con bonifico bancario sia a mio padre che mia sorella 4.000 euro ciascuno. ma in banca mi hanno detto che sono troppi e potrei avere dei controlli visto la legge antiriciclaggio. che non posso prelevare piu di 3.000 euro in contanti sempre con lo stesso motivo,Io sono disoccupato ho sempre arrotondato con dei lavoretti ora che ho un po di liquidita’ non posso prendere i miei soldi tutto questo e’ possibile? aspetto una vostra risposta grz

  7. Buongiorno,
    Mio zio ogni mese mi accredita diverse somme di denaro sul mio conto ovviamente inferiore ai 1.000 dove io faccio acquisti con la mia carta di credito in diversi negozi,è possibile farlo..???? O mi comporta una sanzione..????
    Attendo un vostro cortese riscontro.saluti

  8. buongiorno ,vorrei sapere se possibile quanto si può prelevare al giorno in contanti allo sportello ,e comprare un auto nuova con bonifico si può?grazie

  9. Buongiorno, sono cittadina AIRE in un paese in Africa, dove ho residenwa ed attività. Vorrei ritirare dal mio conto italiano 15000 euro. Posso incorrere in sanzioni o il prelievo é già giustificato dal fatto stesso che vivo all’estero?

    Grazie

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI