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Prestiti garantiti dallo Stato: chi li sta chiedendo

23 Maggio 2020
Prestiti garantiti dallo Stato: chi li sta chiedendo

Finora sono state presentate 330mila richieste ma il totale potrebbe superare i 2 milioni di domande. Su 5 milioni di partite Iva, molte sono escluse in partenza. Penalizzato il Sud. 

Le richieste di finanziamento, coperte da garanzia pubblica, presentate dalle piccole e medie imprese italiane e dai lavoratori autonomi con partita Iva sono finora poco meno di 330mila ma i prestiti garantiti potrebbero arrivare entro l’anno fino a 2,5 milioni su una platea totale di circa 5 milioni di soggetti potenzialmente interessati.

E’ quanto stima la Fabi (Federazione Autonoma Bancari Italiani) in un’analisi riportata oggi dall’agenzia di stampa Adnkronos, dalla quale emergono i numeri delle domande presentate finora e la distribuzione territoriale, insieme a numerose considerazioni che mostrano come molte imprese sono escluse dalla concreta possibilità di chiedere questi finanziamenti.

Secondo il calcolo della Fabi, il fenomeno infatti interessa una platea potenziale di 5 milioni di imprese e di partite Iva ma non tutti vi possono accedere. Va sottratta una quota di circa 5-600mila soggetti (pari al 10%) cosiddetti inattivi e che, quindi, non possono presentare alcuna domanda di liquidità.

Poi c’è un altro mezzo milione di partite Iva che non è nelle condizioni di poter ottenere queste forme di finanziamento poiché si trovava in stato di difficoltà o dissesto già prima dell’emergenza Covid-19 ovvero prima del 31 gennaio 2020.

E altre 500mila partite Iva hanno incassi dichiarati di 15mila euro annui: siccome il tetto del finanziamento concedibile è il 25% dei ricavi per i prestiti fino a 25mila euro, questo mezzo milione di imprese otterrebbe crediti di importo molto ridotto, di pochissime migliaia di euro: in questi casi l’intera procedura risulterebbe costosa e addirittura sconveniente.

Dei restanti 3,5 milioni di soggetti, invece, la Fabi stima che 1 milione potrebbe non avere “le carte in regola per presentare domanda” e quindi se lo facesse verrebbe escluso per mancanza di requisiti, oppure avere in cassa liquidità sufficiente e, quindi, non aver bisogno di credito aggiuntivo.

Secondo la Fabi, dunque, il totale delle domande di finanziamento fino a 25mila euro e fino a 800mila euro – ovvero quelli gestiti con il Fondo centrale di garanzia – oscillerà tra i 2 e i 2,5 milioni. Ora queste stime potrebbero variare per le novità sui prestiti garantiti al 100% che il Parlamento sta apportando al Decreto Liquidità, estendendo i requisiti per l’accesso e rendendo le condizioni più favorevoli: le norme salva prestiti introdotte negli emendamenti correttivi che approderanno in Aula la prossima settimana potrebbero cambiare il quadro e orientare diversamente le scelte.

Intanto sul fronte della situazione attuale la Fabi ha anche incrociato i dati sull’andamento dei fascicoli finora ricevuti dagli istituti, relativi ai finanziamenti accompagnati da coperture statali, con le indicazioni raccolte sul territorio e nelle agenzie bancarie. In totale, finora sono state presentate (dato al 21 maggio) 329.393 domande per un importo complessivo di 14,9 miliardi: sono 295.780 le richieste di finanziamento fino a 25mila euro per un totale di 6,1 miliardi (20.861 euro l’importo medio), mentre sono 33.613 le richieste di finanziamento fino a 800mila euro (260.301 euro l’importo medio).

Ma dall’elaborazione emerge che l’operazione prestiti corre il rischio di penalizzare il Mezzogiorno, favorendo le sole aree settentrionali d’Italia considerato che quasi la metà (47,6%) delle richieste finora presentate è circoscritta ad appena quattro regioni: Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna.

Finora sono state presentate 69.589 domande in Lombardia (il 21,1% del totale), per complessivi 3,3 miliardi (48.254 euro l’importo medio), segue l’Emilia-Romagna con 33.449 domande (10,2%); la terza regione per numero di richieste è il Lazio con 30.424 fascicoli (9,2%). Così, quattro regioni hanno fatto la parte del leone: Lombardia (21,1%), Emilia-Romagna (10,2%), Veneto (8,7%) e Piemonte (7,6%) hanno quasi la metà delle operazioni (47,6%).

Per trovare la prima regione meridionale bisogna arrivare fino al settimo posto della classifica e si incontra la Campania: le richieste sono 20.829 (6,3%) per 1,1 miliardi (56.617 euro l’importo medio); subito dopo, restando sempre al Sud, si trova prima la Puglia – con 18.269 domande (5,5%) per 719 milioni (39.403 euro l’importo medio) – e poi la Sicilia, con 16.185 domande (4,9%) per 760 milioni (46.969 euro l’importo medio). Dodicesima posizione per la Calabria con 8.631 richieste pari al 2,6% del totale e 236 milioni complessivi (27.369 l’importo medio).

Inoltre, “alcune banche, per loro convenienze, stanno penalizzando determinati territori e ne stanno favorendo altri: il risultato è che in specifiche aree del Paese, soprattutto del Sud, si sta allargando il rischio usura per le imprese, perché chi non ottiene finanziamenti in banca finisce molto probabilmente in mano alla criminalità organizzata. Sarebbe interessante conoscere i dati relativi ai tempi di erogazione da parte dei singoli gruppi bancari”, commenta il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni.


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