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Certificazione energetica ha una scadenza?

17 Agosto 2020 | Autore:
Certificazione energetica ha una scadenza?

Documenti, attestazioni e certificazioni immobiliari. Tutto quello che c’è da sapere sulle classi di energia e sul rispetto dei criteri ambientali.

Tu e tuo fratello siete rimasti improvvisamente orfani. I vostri genitori molto anziani sono deceduti a distanza di poco tempo l’uno dall’altro. Vi trovate adesso nella situazione di dover gestire tutto il loro patrimonio.

In particolare, oltre ai soldi presenti sul conto corrente avete ereditato un appartamento e un garage. Tuttavia, per ragioni di lavoro, ormai da tanti anni vivi lontano da casa e non sei interessato a mantenere la proprietà di tali beni. Decidi allora di trasferire le tue quote a tuo fratello e avvii le procedure per la compravendita. Contatti il notaio che ti chiede di consegnare una serie di documenti: tra questi per preparare il rogito ha bisogno della certificazione energetica.

In realtà, tu sei già in possesso di questa attestazione perché l’avevi richiesta diversi anni prima a un architetto. Non ti resta allora che verificare se la certificazione energetica ha una scadenza.

Vediamo nelle righe che seguono quali sono le caratteristiche essenziali di tale documento.

Che cos’è la certificazione energetica?

La questione della certificazione energetica degli immobili, a differenza di quanto si può pensare in un primo momento, è tutt’altro che semplice. Sull’argomento, infatti, sono state adottate diverse direttive europee. Queste ultime sono poi state recepite dalle norme nazionali che hanno attuato le indicazioni dell’Eurozona.

La ragione di tale attenzione è la necessità di far fronte all’emergenza climatica. Infatti, il tema della classe energetica degli edifici si collega alle problematiche di inquinamento ambientale. Per tal motivo, nel corso degli anni, le diverse riforme hanno portato alla definizione dell’attuale APE, ossia l’attestazione di prestazione energetica.

Tale certificazione, che si rivolge a ogni tipologia di edificio, deve prendere in considerazione tutti i fattori che incidono sulla quantità di energia consumata ogni anno dall’immobile. In tal senso, per realizzare una stima attendibile, occorre valutare tutte le condizioni che incidono sul consumo familiare:

  • esigenze interne ed esterne di climatizzazione invernale ed estiva;
  • necessità di ventilazione;
  • illuminazione degli impianti (anche relativi a eventuali scale o ascensori);
  • riscaldamento dell’acqua per scopi igienici e sanitari.

Il documento di attestazione energetica non può essere realizzato da chiunque. Se hai bisogno di tale certificato devi rivolgerti a un esperto abilitato alla progettazione o alla realizzazione di un edificio (architetto o ingegnere). Soltanto un professionista del settore è in grado di utilizzare la giusta metodologia di calcolo e di prendere in considerazione tutti i fattori richiesti per legge. Pensa, ad esempio, alla necessità di verificare:

  • se si tratta di un edificio di nuova costruzione: per rispettare i criteri ambientali deve essere a energia quasi zero e, quindi, deve avere un’altissima prestazione energetica;
  • se sono state fatte delle ristrutturazioni importanti;
  • se è stata operata nel corso degli anni una riqualificazione energetica.

Il certificato, infine, deve fornire delle raccomandazioni per il miglioramento dell’efficienza dell’appartamento.

Quali caratteristiche deve avere il certificato?

Il certificato di prestazione energetica è obbligatorio per tutti gli immobili che devono essere venduti o dati in affitto, siano essi di nuova realizzazione oppure già esistenti. Nel primo caso, l’attestato deve essere consegnato dal costruttore, mentre nella seconda ipotesi deve essere prodotto dal proprietario dell’appartamento.

Tuttavia, gli edifici di nuova costruzione e quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti devono essere dotati di un attestato di prestazione energetica prima del rilascio del certificato di agibilità.

L’attestato deve essere asseverato (ossia garantito) dal professionista e avere il contenuto previsto per legge:

  • dati generali: fanno riferimento alle finalità per cui la certificazione è rilasciata;
  • dati identificativi dell’edificio: indirizzo, anno di costruzione, comune catastale, Regione in cui ha sede, servizi energetici presenti;
  • classe di appartenenza dell’edificio: ve ne sono dieci e vanno dalla più efficiente (A4) alla meno efficiente (G);
  • riferimenti agli immobili simili e alla loro classificazione media.

L’attestazione della prestazione energetica può riferirsi anche a una o più unità immobiliari facenti parte di un medesimo edificio. In questo caso la certificazione può essere presentata soltanto se le unità prese in considerazione hanno:

  • la medesima destinazione d’uso;
  • la medesima situazione al contorno;
  • il medesimo orientamento;
  • la medesima geometria.

Inoltre esse devono essere servite dallo stesso impianto termico destinato alla climatizzazione invernale e, qualora presente, dal medesimo sistema di climatizzazione estiva.

Quanto dura la certificazione energetica?

La certificazione energetica non ha durata illimitata, ma ha una validità temporale massima di dieci anni a partire dal suo rilascio. Il documento deve essere aggiornato a ogni intervento di ristrutturazione o di riqualificazione che modifichi la classe dell’edificio o dell’unità immobiliare.

La validità temporale massima è però subordinata al rispetto delle prescrizioni previste per legge. Il proprietario dell’appartamento deve, infatti:

  • controllare periodicamente l’efficienza energetica dei sistemi tecnici dell’edificio e, in particolare, degli impianti termici;
  • porre in essere gli eventuali adeguamenti necessari.

Nel caso di mancato rispetto di tali disposizioni, l’attestato di prestazione energetica perde efficacia il 31 dicembre dell’anno successivo a quello della prima scadenza non rispettata per le operazioni di controllo di efficienza energetica. A tal fine, i libretti degli impianti sono allegati, in originale o in copia, all’ape. Facciamo un esempio.

Hai ottenuto l’APE del tuo edificio nel 2018. Devi fare la manutenzione del tuo impianto di riscaldamento entro il 30 dicembre 2020. Se non adempi a tale scadenza, il tuo certificato di prestazione energetica, pur avendo una durata di altri otto anni, decade il 31 dicembre 2021.

L’adeguamento alla normativa è stato imposto anche alle amministrazioni che hanno in uso edifici aperti al pubblico. In tal caso, il proprietario o il soggetto responsabile della gestione hanno dovuto:

  • produrre l’attestato entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore delle disposizioni di legge;
  • affiggerlo all’ingresso dell’edificio stesso o in altro luogo chiaramente visibile al pubblico.

La violazione dei tempi e delle procedure imposte dalla legge è assoggettata all’applicazione di sanzioni amministrative.



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