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Come diventare perito tribunale

24 Maggio 2020 | Autore:
Come diventare perito tribunale

Ctu, perito d’ufficio, perito di parte: quali adempimenti sono necessari per ricoprire questi ruoli durante un procedimento?

I tuoi colleghi parlano spesso di alcuni professionisti, iscritti al vostro stesso ordine, che “non conoscono crisi” perché sono periti del tribunale: le loro consulenze sono spesso richieste nell’ambito dei procedimenti giudiziari, quindi, secondo quanto ti hanno riferito, questi professionisti riescono ad avere un flusso costante di lavoro e pagamenti “sicuri”.

Vorresti dunque anche tu diventare consulente tecnico nell’ambito dei procedimenti giudiziari: ma come diventare perito tribunale?

In primo luogo, devi sapere che vi sono tre differenti categorie di periti che operano in ambito giudiziario: i consulenti tecnici d’ufficio, o Ctu, i periti d’ufficio ed infine i periti di parte. Soltanto I Ctu ed i periti d’ufficio, però, sono ausiliari del giudice.

Ma grazie all’incarico di Ctu o di perito d’ufficio ci si assicura un introito costante tutto l’anno? Di regola, gli incarichi sono conferiti a rotazione: pertanto, maggiore è il numero degli iscritti all’Albo dei Ctu o dei periti, minore sarà la frequenza con la quale sono conferiti gli incarichi. Il giudice, peraltro, ha discrezionalità in materia ed è plausibile che, nell’ambito di procedimenti particolarmente delicati, preferisca conferire l’incarico a un consulente di fiducia e di comprovata esperienza.

Ad ogni modo non scoraggiarti: in Italia il numero dei procedimenti è tutt’altro che esiguo, si può affermare che, relativamente alla maggior parte delle professioni, ci sia spazio per tutti.

Facciamo allora il punto su Ctu, perito d’ufficio e consulente tecnico di parte: quali requisiti ed adempimenti sono necessari per ricoprire questi ruoli?

Chi è il Ctu?

Ctu è l’acronimo di consulente tecnico d’ufficio: secondo quanto previsto dal Codice di procedura civile [1], il Ctu è un professionista che possiede delle conoscenze specifiche in un determinato campo; può trattarsi, ad esempio, di un consulente del lavoro, un commercialista, un ingegnere o uno psicologo. Questo professionista aiuta il giudice a comprendere gli atti di un procedimento, se verte su materie per le quali sono richieste specifiche conoscenze che il magistrato non possiede.

Ad esempio, in un procedimento di lavoro il Ctu può essere un consulente del lavoro che si occupi di quantificare le differenze retributive o, ancora, in un procedimento di esecuzione può trattarsi di un ingegnere che si occupi di periziare un determinato immobile al fine di stabilirne il valore

Chi è il perito d’ufficio?

Il perito d’ufficio, come il consulente tecnico d’ufficio, è un professionista ausiliare del giudice, che lo aiuta nella comprensione di determinati argomenti, nell’ipotesi in cui un procedimento richieda delle conoscenze specifiche. L’unica differenza con il Ctu è che quest’ultimo opera in ambito civile, mentre il perito d’ufficio opera in ambito penale.

Chi è il consulente tecnico di parte?

Il consulente tecnico di parte, o Ctp, che può operare sia in ambito civile che in ambito penale, non è un ausiliare del giudice come il consulente tecnico ed il perito d’ufficio, dunque normalmente non ha un ruolo neutrale: il suo compito è invece quello di difendere una delle parti, attraverso una relazione tecnica. L’unica eccezione è rappresentata dal consulente tecnico del pubblico ministero: poiché il PM è una delle parti, ne consegue che il suo consulente tecnico è un consulente tecnico di parte; il perito dovrà comunque avere un atteggiamento equilibrato in quanto rappresenta un organo di garanzia.

Come si diventa Ctu?

Per diventare consulente tecnico d’ufficio è necessario iscriversi presso il tribunale competente, che è quello relativo all’ambito della propria residenza: non è possibile effettuare un’iscrizione per ogni tribunale, l’iscrizione è una sola.

Più precisamente, l’iscrizione nell’Albo dei consulenti tecnici del giudice può essere richiesta mediante domanda da presentarsi al presidente del tribunale, nella cui circoscrizione l’aspirante risiede o ha il domicilio professionale. Nel caso in cui cambino indirizzo, gli iscritti all’Albo dei Ctu sono tenuti a comunicare tempestivamente all’ufficio competente le modifiche.

Le formalità necessarie all’iscrizione possono differire a seconda dell’organizzazione del tribunale, con il quale quindi è necessario prendere contatti per maggiori informazioni.

La domanda di iscrizione all’albo dei Ctu deve essere accompagnata dal certificato di assenza di carichi penali e dal certificato di appartenenza al proprio ordine o collegio.

L’iscrizione presso un ordine un collegio è difatti indispensabile se si esercita una professione regolamentata, ad esempio ingegneri, geometri, medici eccetera. Se invece si esercita una professione non regolamentata, è comunque possibile iscriversi all’albo dei Ctu: ovviamente, in queste ipotesi non deve essere allegato il certificato di appartenenza all’ordine o al collegio, ma è necessario allegare altri titoli che attestino la propria professionalità e la propria esperienza. Per le categorie non previste dagli ordini professionali è inoltre necessaria la previa iscrizione nell’albo dei Periti e degli Esperti, tenuto dalla Camera di Commercio.

La domanda deve contenere la dichiarazione di iscrizione all’ordine professionale o alla Camera di Commercio, l’indicazione della categoria e delle specialità prescelte

Alcuni tribunali, per accettare l’iscrizione richiedono documentazione aggiuntiva, come il certificato di residenza. Altri ancora verificano l’anzianità di iscrizione al proprio albo professionale: può essere richiesto, ad esempio, di avere un numero minimo di anni pregressi di iscrizione all’albo, normalmente dai 2 ai 5.

Come si presenta la domanda d’iscrizione all’albo Ctu?

Anche se le procedure di dettaglio possono differire, vi sono dei punti in comune negli adempimenti richiesti per presentare l’istanza.

La domanda deve essere inoltrata online; al termine della procedura di iscrizione, il candidato deve stampare la domanda generata dal programma, regolarizzandola con l’apposizione di una marca da bollo da 16 euro. Deve poi depositarla in tribunale presso l’ufficio volontaria giurisdizione unitamente a:

  • una fotocopia del documento di identità e del codice fiscale;
  • il curriculum vitae firmato con l’indicazione della propria mail/pec;
  • titoli e documenti utili a dimostrare la speciale competenza tecnica e l’esperienza professionale acquisita.

Quanto costa diventare Ctu?

Come appena osservato, per presentare la domanda d’iscrizione all’Albo dei Ctu è necessario l’acquisto e l’apposizione di una marca da bollo da 16 euro.

In caso di accoglimento della domanda di iscrizione, è obbligatorio effettuare il pagamento dell’importo di 168 euro da effettuare mediante bollettino postale sul c.c. n. 8003, intestato a: “Agenzia delle Entrate- Centro Operativo di Pescara- tasse di concessione governative”.

Quando si diventa Ctu?

Una volta inoltrata l’istanza d’iscrizione all’Albo Ctu, è necessario attendere la riunione periodica di un apposito comitato del tribunale, che decide se ammettere l’interessato tra i consulenti tecnici d’ufficio. Più precisamente, tutte le decisioni relative all’ammissione sono deliberate da un Comitato presieduto dal Presidente del Tribunale e composto dal Procuratore della Repubblica, da un rappresentante dell’ordine professionale o della Camera di Commercio, per coloro che fanno parte di categorie che non sono provviste di Albi professionali.

Questa riunione periodica si tiene normalmente ogni tre o quattro mesi. Nella maggior parte delle ipotesi, salvo la sussistenza di problemi particolari (ad esempio carichi pendenti), la domanda è accettata, ed il candidato Ctu riceve una comunicazione di accoglimento della domanda d’iscrizione. Perché l’iscrizione possa avvenire, è necessario versare la tassa di concessione governativa.

Da quel momento in poi, l’interessato deve solo aspettare che un giudice lo nomini come consulente tecnico d’ufficio in un procedimento giudiziario.

Come si diventa perito d’ufficio?

Il procedimento necessario per diventare perito d’ufficio è del tutto analogo a quello previsto per i Ctu. Per iscriversi all’albo dei periti di ufficio, però, è necessaria un’iscrizione pregressa all’albo dei Ctu, con un’anzianità minima pari ad almeno due o tre anni, a seconda del tribunale.

Come si diventa perito di parte?

Per diventare perito di parte non sono richieste particolari procedure, né iscrizioni presso appositi albi: semplicemente, è sufficiente un incarico da parte di una persona che deve affrontare un procedimento giudiziario ed ha bisogno di un consulente di parte. Chiaramente, se la relazione verte su una materia il cui esercizio è riservato, per legge, a determinate categorie professionali, è indispensabile l’iscrizione presso il relativo albo.

Provvedimenti disciplinari

L’assunzione di un incarico come Ctu comporta notevoli responsabilità. Il Presidente del tribunale esercita un’attività di vigilanza sull’operato dei periti del tribunale e può promuovere procedimenti disciplinari (avvertimento, sospensione dall’albo per un tempo non superiore ad un anno, cancellazione dall’albo) nei casi in cui il consulente:

  • non abbia adempiuto agli obblighi derivanti dagli incarichi assunti;
  • non abbia mantenuto una determinata condotta morale e professionale.

note

[1] Artt. 13 e ss. disp. att. Cod. proc. Civ.

[2] Art. 201 Cod. proc. Civ; art. 225 Cod. proc. Pen.


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2 Commenti

  1. Nulla viene detto sui compensi di cui i predetti CTU avranno diritto. Per norma di legge il compenso viene stabilito a “vacazione” che corrisponde a due ore di lavoro e che lo “stato” stabilisce in circa 9 euro lordi (quindi poco meno di 4 euro netti per ora). I professionisti iscritti a tali albi lo fanno non per un ritorno economico ma unicamente per entrare e restare in un ambiente di lavoro altrimenti precluso.

    1. Noi non lavoriamo a vacazione, presentiamo preventivo se accettato procediamo al lavoro. Mi riferisco a operazioni tecniche per le procure… Fino ad oggi abbiamo oprato in questo modo in tutta Italia.

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