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Investimenti: suggerimenti per un buon portafoglio

2 Agosto 2014
Investimenti: suggerimenti per un buon portafoglio

Più selettività e poca frammentazione; evitare l’acquisto di titoli-doppione.

La costruzione di un portafoglio passa in prima istanza dalle esigenze del risparmiatore. La ripartizione degli investimenti varia in base all’età, alle disponibilità e ad altre variabili.

Il primo punto è concentrarsi su pochi strumenti selezionati ed è una delle priorità suggerite dagli esperti di MoneyFarm Sim (società di consulenza indipendente), secondo i quali è meglio evitare di comprare prodotti che coprono le stesse asset class (ad esempio è inutile comprare un Etf bond governativo europeo e poi un Etf “EuroAggregate”, che per la metà è di nuovo fatto da governativi).

Alcuni asset poi sono simili tra loro: inutile comprare un fondo immobiliare se si è già pesantemente investiti su real estate in modo diretto (appartamenti di proprietà o concessi in affitto).

Un secondo punto molto importante riguarda il fatto che mettere insieme asset class decorrelate (cioè che non si muovono nella stessa direzione) non necessariamente darà una performance positiva. Di certo si riduce il rischio, ma non è detto che se ne aumenti la performance.

I portafogli consigliati dalla Sim vengono di regola rivisti ogni due mesi a meno di eventi eccezionali. Questo lasso di tempo è considerato un punto di equilibrio valido per evitare ritocchi troppo frequenti alla propria esposizione finanziaria.

La maggiore diversificazione si realizza sul fronte dell’azionario, giudicato il segmento più complesso da replicare, oltre al fatto che la correlazione dei listini azionari per effetto della crisi finanziaria si è attenuata. Un po’ diverso il discorso per i bond, che è soggetto a minori variabili (tassi, spread, rischio credito) e che mostra quindi dinamiche più omogenee.

L’attuale situazione di mercato ha però prodotto un altro effetto: la compressione dei rendimenti a zero per i bond e il forte rialzo delle azioni rende pericolosa la semplice gestione passiva dei mercati. Non basta più replicare gli indici, perché il rischio di trovarsi perdite in portafogli ben diversificati aumenta.

Anche MoneyFarm ha deciso di inserire nel proprio portafoglio gli Etf “intelligenti”, vale a dire quelli strumenti che non clonano semplicemente un indice ma che incorporano strategie più complesse (ad esempio coprendo il rischio cambio per i bond societari o selezionando le azioni che hanno i dividendi più interessanti o la volatilità più bassa).


note

Autore immagine: 123rf com


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