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Furgone nel parcheggio condominiale

25 Maggio 2020 | Autore:
Furgone nel parcheggio condominiale

Parcheggio condominio: cos’è, a chi appartiene, come modificarne l’utilizzo. Regolamento e assemblea possono stabilire quali veicoli possono sostare?

Condividere gli stessi spazi non è mai semplice, nemmeno quando sono ampi e regolamentati; è ciò che accade in condominio, ove le persone che vivono nei propri appartamenti sono costretti a rispettare l’uso comune e condiviso che bisogna fare di tutti le aree condominiali. A volte i dissidi scattano per via dell’occupazione illegittima dell’androne, altre volte per aver sporcato il cortile, altre ancora per non aver lavato il pianerottolo. Può addirittura succedere che si litighi per l’uso delle aree destinate alle autovetture, ad esempio quando un furgone si trovi nel parcheggio condominiale.

Quali problemi possono derivare da un furgone parcheggiato in condominio? Molto semplice: il mezzo di trasporto potrebbe facilmente occupare gli stalli adibiti alle altre vetture di dimensioni ordinarie. E infatti, la maggior parte delle volte i parcheggi condominiali sono strutturati in modo tale da offrire ricovero solamente a pochi autoveicoli, per di più di dimensioni ridotte o, comunque, ordinarie (modello utilitaria, per intenderci). Cosa succede se uno degli inquilini posteggia un furgone nel parcheggio condominiale? Cosa si può fare? Si può costringere il proprietario del furgone alla rimozione? Vediamo cosa dice la legge.

Parcheggio condominiale: cos’è?

In linea di massima, possiamo definire il parcheggio come quell’area adibita alla sosta dei veicoli.

Secondo il codice della strada, i parcheggi devono essere ubicati fuori della carreggiata e comunque in modo che i veicoli in sosta non ostacolino lo scorrimento del traffico. Le aree adibite al parcheggio delle autovetture devono essere debitamente identificate mediante segnaletica verticale e orizzontale: si pensi alle strisce disegnate sull’asfalto ad indicare i posti auto [1].

Secondo il codice civile [2], il parcheggio rientra tra le aree comuni del condominio: ciò significa che esse spettano a ciascun condomino, il quale può farne l’utilizzo che ritiene migliore, in conformità della destinazione dell’area e senza ledere il diritto degli altri condòmini di farne un uso paritario.

Parcheggio condominiale: quando non è area comune?

In via eccezionale, l’area adibita a parcheggio dei veicoli che si trovi in prossimità del condominio non è una zona di proprietà comune se il titolo (cioè, l’atto di acquisto da cui derivi la proprietà; nel caso del condominio può essere il contratto con cui l’iniziale, unico proprietario dell’edificio condominiale abbia poi venduto singolarmente gli appartamenti) prevede il contrario, e cioè che il parcheggio spetti solamente a uno o ad alcuni condòmini, ma non a tutti.

Se il parcheggio è condominiale solo in parte (nel senso che è di proprietà solo di alcuni condòmini) oppure non lo è affatto (in quanto è di proprietà solamente di un condomino), allora solamente i legittimi titolari potranno beneficiarne, nei limiti del proprio atto di proprietà.

Nell’area antistante il condominio c’è una piccola area dove possono parcheggiare al massimo due vetture. In base all’atto di acquisto, il parcheggio è di proprietà solamente dei due condòmini che abitano a pianterreno.

Parcheggio comune: come va usato?

Quando il parcheggio è condominiale, nel senso che è di proprietà di tutti, allora si deve applicare la consueta norma [3] secondo cui ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto.

Dunque, se il titolo non dispone diversamente, qualunque condomino può beneficiare dell’area adibita a sosta delle vetture, purché non impedisca agli altri lo stesso godimento dell’area.

Da tanto deriva che non è possibile impedire il parcheggio agli altri condòmini, ad esempio mettendo in sosta un veicolo di dimensioni esagerate, oppure inibendo l’ingresso agli altri inquilini, oppure parcheggiando al di fuori degli stalli, cioè delle aree delimitate con la segnaletica orizzontale.

Furgone nel parcheggio condominiale: è legale?

È ora più chiara la problematica del furgone nel parcheggio condominiale: attese le dimensioni del veicolo, è possibile che lo stesso occupi una porzione di area superiore a quella prevista dal posto auto ordinario, impedendo così di parcheggiare agli altri condòmini.

Si tratterebbe, in poche parole, di un indebito utilizzo della cosa comune, visto che di fatto si darebbe luogo a un’occupazione illegittima, che supera quella di spettanza del singolo condomino.

Dunque, se il regolamento condominiale non stabilisce nulla a riguardo e nemmeno l’assemblea si è pronunciata a riguardo, allora vale la regola sopra enunciata: ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto.

Ciò significa che se il furgone non “deborda” dai confini, cioè è contenuto nei normali limiti degli stalli o, comunque, pur superandoli, non crea limitazioni agli altri condòmini, allora nulla potrà essere fatto per la sua rimozione: il furgone può rimanere in sosta nel parcheggio condominiale.

Detto in altre parole, nel caso in cui il regolamento di condominio non precluda esplicitamente la possibilità  di posteggiare negli spazi comuni, il divieto di parcheggio di determinati veicoli non può ricavarsi automaticamente dal dettato del codice civile, sempreché venga rispettata la destinazione del bene e l’uso comune.

Ma cosa accade se il regolamento prevede un espresso divieto di parcheggiare furgoni e veicoli simili nell’area esterna del condominio? L’assemblea condominiale può proibire il parcheggio di determinati mezzi di trasporto? Con quali maggioranze? Scopriamolo insieme.

Furgone: quando non può sostare nel parcheggio condominiale?

Da quanto detto nel precedente paragrafo possiamo affermare che un furgone non può sostare in un parcheggio condominiale se il regolamento adibisce l’area solamente al parcheggio di autovetture, escludendo espressamente ogni altra categoria di veicolo. Ma non solo.

Una previsione del genere potrebbe anche essere adottata dall’assemblea. Vediamo a quali condizioni e con quali maggioranze.

Delibera assembleare e uso del parcheggio condominiale

Secondo la giurisprudenza [4], per la variazione di clausole che disciplinano l’uso delle cose comuni è sufficiente la deliberazione assembleare approvata con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio.

Al contrario, se si volesse inibire o limitare del tutto il godimento della cosa comune a uno dei condòmini, allora occorrerebbe l’unanimità: la delibera adottata a maggioranza, infatti, non può alterare il rapporto di equilibrio tra tutti comproprietari, cosicchè l’intento dell’assemblea condominiale di garantire ad alcuni comproprietari un uso particolare e più intenso della cosa comune non può comportare legittimamente la cessazione dell’uso della cosa stessa secondo la sua naturale destinazione da parte di altri comproprietari, come l’assegnazione in via esclusiva di posti auto ad alcuni dei condomini

Dunque, inibire o limitare il parcheggio a uno dei condòmini necessiterebbe di una deliberazione all’unanimità, in quanto solo l’unanimità dei condòmini può modificare il principio della parità di godimento sancito dalla legge.

Anche altra giurisprudenza [5] ha stabilito che la limitazione sui diritti di singoli condomini in ordine all’uso dei beni comuni deve essere approvata con deliberazione all’unanimità e non a maggioranza.

Al contrario, la maggioranza sarebbe sufficiente se si decidesse solamente in merito a un diverso impiego della cosa comune, senza escludere o limitare il diritto (astratto) dei condòmini: è il caso della delibera assembleare che decide che nel parcheggio possono sostare solo autovetture.

Ovviamente, la delibera assembleare occorre quando il furgone (o mezzo di dimensioni analoghe) sosti nel parcheggio condominiale senza che vi sia un previo espresso divieto regolamentare e senza che il posteggio pregiudichi già di per sé l’uso comune del bene: e infatti, se ricorresse quest’ultima ipotesi (ad esempio, se il furgone invadesse gli spazi riservati agli altri condòmini), il parcheggio del furgone sarebbe illegittimo senza alcun dubbio.

Furgone nel parcheggio condominiale: cosa fare?

Se il furgone si trova illegittimamente nel parcheggio condominiale, impedendo agli altri l’utilizzo dell’area, allora si potrà agire contro di lui per ottenere la rimozione del veicolo: in particolare, l’intero condominio potrà agire, anche in tribunale, nei riguardi del condomino inadempiente.

È possibile anche deliberare di comminare una multa a carico dell’inadempiente, qualora il regolamento preveda questo meccanismo sanzionatorio.

Furgone nel parcheggio condominiale: quando è reato?

Il condomino che insiste nel voler tenere il suo furgone nel parcheggio condominiale rischia di commettere perfino reato.

Secondo la giurisprudenza [6], risponde penalmente del reato di violenza privata [7] colui che si rifiuta di rimuovere il proprio veicolo parcheggiato all’ingresso del cortile comune in uso anche ad altri condomini, così impedendone l’accesso, con la coscienza e la volontà di comprimere la libertà di autodeterminazione della parte offesa.

Dunque, chi posteggia il proprio furgone nel parcheggio condominiale con la precisa intenzione di bloccare l’ingresso o l’uscita di altri veicoli, rischia di essere incriminato del reato di violenza privata.

In altri casi, la giurisprudenza [8] ha perfino ravvisato il reato di stalking [9] quando si impiega il proprio veicolo per perpetrare continue ritorsioni e ripicche nei confronti di una persona, ad esempio parcheggiando il mezzo di trasporto in modo tale da non consentire l’accesso alla propria abitazione o alle proprie vetture: si prenda il caso di colui che, sistematicamente, metta il proprio furgone di traverso, in modo da impedire l’accesso al parcheggio condominiale.


note

[1] Art. 137 del regolamento di attuazione al codice della strada.

[2] Art. 1117 cod. civ.

[3] Art. 1102 cod. civ.

[4] Corte d’Appello di Roma, sent. n. 650 del 16 febbraio 2011; Cass., sent. n. 5626 del 18 aprile 2002; Cass., sent. n. 17694 del 14 agosto 2007.

[5] Trib. Salerno, sent. n. 1179 del 3 aprile 2019.

[6] Cass., sent. n. 51236 del 16 ottobre 2019.

[7] Art. 610 cod. pen.

[8] Cass., sent. n. 1551 del 16 gennaio 2020.

[9] Art. 612-bis cod. pen.

Autore immagine: Canva.com


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