Coronavirus e crisi: come modificare l’assegno all’ex

25 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus e crisi: come modificare l’assegno all’ex

La riduzione del reddito a causa dell’emergenza può mettere in difficoltà chi deve effettuare il versamento. Ecco la possibile via di uscita.

Lavoratori, commercianti, professionisti: sono tante le categorie colpite dalla crisi innescata dall’emergenza coronavirus, con lo stop forzato alle attività e la conseguente riduzione del reddito. Diventa, così, più difficile non solo tirare fino alla fine del mese, ma anche garantire all’ex l’assegno divorzile o rispettare gli accordi di separazione a favore dei figli non autosufficienti. Le conseguenze possono essere pesanti, poiché non versare l’assegno stabilito da un giudice o durante un accordo di negoziazione assistita viene considerato reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare. Si rischia la reclusione fino a un anno e la multa fino a 1.032 euro.

L’incubo, quindi, di chi ha visto diminuire bruscamente le entrate a causa del Covid ma deve, comunque, staccare l’assegno ogni mese è quello di subire la beffa oltre al danno: non solo non sa da dove tirar fuori i soldi ma rischia pure la galera.

D’altronde, non è possibile decidere autonomamente di interrompere i versamenti all’ex. L’unica soluzione resta quella di modificare o la cifra dell’assegno o la frequenza dei pagamenti. Si può, innanzitutto, chiedere per iscritto una moratoria senza interrompere, comunque, il flusso ma garantendo l’importo più alto possibile. Sarebbe fondamentale trovare un accordo con la controparte, almeno finché non passa il momento di maggiore difficoltà. Ma anche la controparte può far notare di avere pagato il prezzo della crisi del coronavirus e di avere bisogno di quel denaro. In mancanza di un provvedimento che modifichi le condizioni attuali, resta in vigore quanto disposto dal giudice. Anche se c’è un’intesa tra le parti: sarebbe solo temporanea e, alla scadenza, tutto tornerebbe come disposto al momento della separazione.

L’unica possibilità per modificare tali condizioni è che i redditi di chi deve pagare l’assegno si siano ridotti in modo stabile e che, quindi, non sia possibile oggettivamente rispettare gli accordi economici stabiliti a suo tempo. Significa che non basta una temporanea situazione di crisi.

Nel caso in cui la contrazione del reddito sia stabile ed effettiva, la prima cosa da fare è prendere il telefono e chiamare il proprio avvocato. L’accordo di negoziazione assistita è una via valida per modificare le condizioni dell’assegno. Se questo non è possibile, il legale sarà costretto a depositare presso il tribunale del luogo di residenza del beneficiario dell’assegno l’istanza di modifica, allegando lo stato di famiglia, il certificato di residenza dei coniugi e la copia autentica del provvedimento del giudice in cui vengono stabiliti i termini economici da cambiare. È previsto un contributo unificato di 98 euro. Verrà fissata un’udienza che, successivamente, sarà trattata in camera di consiglio. È opportuno preparare una relazione con l’aiuto di un professionista sull’evoluzione della situazione reddituale di chi chiede la modifica, da allegare alla domanda.



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