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Tassa Covid su acquisti: i commercianti prendono le distanze

25 Maggio 2020
Tassa Covid su acquisti: i commercianti prendono le distanze

L’hanno applicata pochi esercenti su 300 mila imprese: «Chi l’ha fatto non sarà premiato», ammonisce la Federazione italiana pubblici esercizi.

Il mondo del commercio prende le distanze dalla tassa Covid sugli acquisti: quella voce spuntata da qualche giorno che appare sugli scontrini di alcuni negozi, bar, parrucchieri ed estetisti, che fa aumentare il prezzo pagato dal cliente di due o anche quattro euro per ogni prestazione.

A dissociarsi da queste iniziative adottate da alcuni negozianti e artigiani oggi arriva la Fipe – Federazione italiana pubblici esercizi: “Chi lo ha fatto non sarà premiato“, ammonisce il vicepresidente vicario di Fipe, Aldo Maria Cursano, che è anche presidente di Fipe Confcommercio Firenze, durante un intervento alla trasmissione ‘L’Italia s’è desta’ su Radio Cusano Campus, riportato dall’Adnkronos.

Poi afferma che “nel mondo dei pubblici esercizi non c’è stato alcun aumento dei prezzi. La nostra economia è ancora in ginocchio. Siamo ancora al 15% degli incassi. Chi oggi ha aperto l’ha fatto per dare un servizio, per dare il messaggio che ci siamo, figuriamoci se si vanno a ritoccare i prezzi e a speculare”.

Ma allora cosa è successo e perché si è verificato quel fenomeno? “Quando si è in difficoltà – spiega Cursano – bisogna usare le leve del prezzo. Poi in Italia siamo 300mila imprese, quindi può darsi che qualcuno abbia applicato questa tassa, ma credo che non sarà premiato da questa scelta”.

Passando ai problemi della Fase 2 e in particolare agli assembramenti che si sono registrati durante la movida dello scorso weekend, Cursano ritiene che sulle regole “all’interno dei locali i protocolli sono abbastanza chiari. Il problema riguarda tutto ciò che è intorno agli spazi dei locali. All’esterno la situazione deve essere gestita dalle autorità. Servirebbero più uomini e mezzi, per accompagnare una socialità più sicura e abituarla, fare in modo che tra i ragazzi ci sia maggiore consapevolezza”.

“I giovani hanno il diritto, la voglia di esprimersi, di riconquistare i propri spazi. Un po’ stanno rischiando. Noi adulti dobbiamo accompagnare questa vitalità, cercando di metterla sempre di più in sicurezza, ma non impedendola, questo sarebbe un errore. È sbagliato pensare a piazze a numero chiuso” conclude Cursano.



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