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Firma falsa del cliente sulla procura: avvocato sanzionato se autentica ma non assiste alla sottoscrizione

25 ottobre 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 ottobre 2013



Sospeso l’avvocato che autentica la firma del cliente sulla procura non apposta in sua presenza e rivelatasi poi falsa.

 

Commette illecito disciplinare l’avvocato che non si occupa personalmente della raccolta delle firme da parte dei clienti (per esempio, nella procura alle liti o in un atto di autorizzazione) e le autentica pur se non apposte in sua presenza.

In altri termini, l’avvocato non può accettare e autenticare sottoscrizioni non apposte dinanzi a lui e, se queste si rivelano poi false, egli è disciplinarmente responsabile. È quanto deciso da una recente sentenza del Consiglio Nazionale Forense [1].

Si configura, infatti, una lesione del codice deontologico e più precisamente dei doveri di lealtà, correttezza e diligenza [2].

Il difensore non è giustificato neppure se prova di aver autenticato la firma in buona fede, credendo che provenisse dal reale autore.

È, infatti, suo dovere assistere personalmente all’apposizione della firma o comunque accertarsi che sia autentica: la violazione di tale dovere è sanzionata con la sospensione dall’esercizio della professione.

 

note

 

[1] CNF sent. n. 97 del 3 luglio 2013.

[2] CNF, sent. n. 174  del 15 dicembre 2006.

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