Riforma del Csm: magistrati eletti per sorteggio

25 Maggio 2020
Riforma del Csm: magistrati eletti per sorteggio

La proposta viene rilanciata dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Mercoledì il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede presenterà al Senato il progetto.

La crisi della magistratura per i suoi rapporti con la politica, che sono emersi nelle intercettazioni compiute nei confronti dell’ex capo dell’Anm Luca Palamara, sta provocando una tempesta o, come dice il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, un “vero e proprio terremoto” che adesso “impone una risposta tempestiva delle istituzioni. Ne va della credibilità della magistratura, a cui il nostro Stato di diritto non può rinunciare”.

Il guardasigilli annuncia che “nel mio discorso al Senato di mercoledì, tra i progetti da cui ripartire nel settore della giustizia, ho fatto riferimento alla riforma del Consiglio Superiore della Magistratura: adesso – sottolinea – non si può più attendere”.

Gli fanno subito eco le forze di maggioranza: per il capo politico del M5S, Vito Crimi, “La riforma del Csm non è più rinviabile. Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede porterà una proposta che dirà basta alle degenerazioni del correntismo e garantirà all’organo di autogoverno quella indipendenza necessaria a governare uno dei tre poteri dello Stato” e il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, rilancia: “c”è bisogno di una riforma del Csm ,deve essere in tempi rapidissimi“.

Ma come realizzarla in concreto? Oggi il sindaco di Napoli ed ex magistrato, Luigi de Magistris, lancia la proposta del sorteggio per l’elezione dei componenti del Csm. De Magistris, come riporta l’agenzia stampa Adnkronos in un intervento a Omnibus su La7, questa mattina ha affermato: “Non credo più nella capacità interna della magistratura di liberarsi da sola di questo cancro delle correnti, lo dico con amarezza perché vengo da 4 generazioni di magistrati. Non avrei mai pensato che potesse essere la soluzione, ma forse è arrivato il momento di prevedere il sorteggio con valenza di un anno, non di più perché come il sangue si deve rigenerare”.

Secondo de Magistris “lo Stato non si è mai affidato alle persone competenti, anzi le ha messe spesso nell’angolo. E le correnti sono diventate appartenenza, se sei indipendente dall’esterno ma non lo sei all’interno non sei un magistrato che applica il principio dell’indipendenza e dell’autonomia”. E ribadisce: “per questo forse è arrivato il momento, per me orribile, di prevedere un sorteggio. Non è possibile che per diventare procuratore devi andare a un cenacolo insieme alla politica”.

De Magistris ritiene, infine, che “il magistrato che entra in politica non può tornare a fare il magistrato. Entrare in politica è legittimo ma non puoi schierarti da una parte e tornare a fare il magistrato, se fai anche solo una causa civile la gente può pensare che non hai più quella apparenza, oltre all’essenza, di indipendenza ed autonomia”.

Anche per l’ex procuratore di Perugia, Luigi De Ficchy, “Il legame si spezza con una nuova legge elettorale. L’unico modo a mio avviso è un’iniziale sorteggio tra tutti i magistrati che abbiano le caratteristiche per partecipare – presi in tutta Italia, in tutte le correnti o anche fuori dalle correnti – per poi selezionare 100 o 200 nomi e tra questi fare le elezioni. Questo sistema salverebbe il dettato costituzionale, perché consentirebbe di fare vere e proprie elezioni e al contempo impedirebbe di fare una carriera associativa finalizzata a entrare negli organismi istituzionali”.

Così anche l’ex pm Carlo Nordio, che su Il Giornale scrive: “Le correnti sono ovunque, Specialmente al Csm. È da un quarto di secolo che predico la soluzione più semplice: l’elezione per sorteggio dei membri del Csm. L’obiezione è una colossale sciocchezza. Ovviamente non si sorteggerebbe il primo che passa per la strada, ma seguendo alcuni criteri ragionevoli. Restringendo la rosa ai magistrati di Cassazione”.

Una proposta che, però, non trova d’accordo l’ex procuratore di Torino, Armando Spataro, che dalle colonne di Repubblica contesta come “Nella magistratura c’è chi auspica automatismi nelle nomine a incarichi direttivi e semi-direttivi e chi continua a sostenere che la auspicata riforma del Csm deve partire da quella del suo sistema elettorale, invocando in varie forme l’ipotesi del sorteggio per designare i componenti del Csm. Sarebbe lo strumento per contrastare le deviazioni correntizie? No, sarebbe un’offesa enorme all’intera magistratura”.

Per Spataro, “la migliore riforma consiste nell’invocare per i magistrati elettori, così come per i cittadini nelle elezioni politiche, una più approfondita conoscenza dei programmi e dei profili dei candidati”. Sarebbe una “scelta consapevole – conclude Spataro – che, senza cancellare luoghi di aggregazione ideale e culturale come le correnti devono essere, conferisce autorevolezza ai rappresentanti eletti”.



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