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Braccialetti anti Covid: stop dell’Antitrust

25 Maggio 2020
Braccialetti anti Covid: stop dell’Antitrust

L’Agcom ha disposto in via cautelare l’eliminazione dal sito Geolam di ogni riferimento alla presunta efficacia curativa di questi dispositivi.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcom), meglio nota come autorità Antitrust, ha detto stop alla pubblicizzazione di presunte proprietà di prevenzione e cura del Covid-19 attraverso dispositivi come i bracciali e braccialetti in vendita su internet.

I prodotti venduti

L’Agcom ha disposto oggi, in via cautelare, l’eliminazione dal sito www.geolam.info di ogni riferimento all’efficacia ‘anti-pandemia’ dei dispositivi ”Transmission Plus Braccialetto multifunzioni ad uso personale anti Covid-19”, ”Placchetta combinata IMMUNITARIO + PSICHE”, ”Placchetta IMMUNITARIO”, ”Transmission braccialetto per uso personale”, ”Transmission ciondolo per uso personale” e ”Combiplus card multifunzione ad uso personale e per ambienti”.

Gli accertamenti svolti

Ne dà notizia la stessa Antitrust in una nota diffusa dall’agenzia stampa Adnkronos, in cui aggiunge che, dopo aver svolto alcuni accertamenti d’ufficio e su una segnalazione del ministero della Salute, ha anche “avviato un procedimento istruttorio nei confronti dell’impresa individuale L.A.M. di Luciano Mion, titolare del sito dove sono pubblicizzati e venduti i suddetti prodotti, definiti ingannevolmenteparafarmaci” e di cui si vantano gli effetti ”anti Covid-19”.

Le qualità vantate

Nell’home page del sito – precisa l’Autorità -” vengono descritte, tra l’altro, proprietà che agiscono contro batteri e virus, migliorano il processo respiratorio e rafforzano il sistema immunitario, tramite l’emissione di segnali elettromagnetici opposti a quelli emessi dal Covid-19 e da altri virus e batteri”.

La promozione ingannevole

Nella nota l’Antitrust sottolinea come l’uso di tali affermazioni, “che non hanno alla base alcun processo di sperimentazione e validazione scientifica, è stato ritenuto integrare una pratica estremamente grave, tale da rendere indifferibile l’intervento in via d’urgenza dell’Autorità”.

L’Agcom ha ritenuto, in particolare, che “le modalità di promozione di tali prodotti siano prima facie ingannevoli e aggressive, in quanto sfruttano l’alterata capacità di valutazione del consumatore dovuta all’emergenza sanitaria determinata dall’infezione da Covid-19“.



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