Il coronavirus taglierà le prossime pensioni

25 Maggio 2020 | Autore:
Il coronavirus taglierà le prossime pensioni

Il calo del Pil condiziona il calcolo degli assegni per chi ha versato i contributi dal 1996 in poi. Ecco quanto si perde se il Governo non interviene.

Ci mancava pure questa. Andare in pensione nei prossimi anni vorrà dire avere un assegno più basso. Colpa del coronavirus e del conseguente calo del Pil, che avrà delle ripercussioni sul montante contributivo per i versamenti dal 1996 in poi (per quelli prima c’è il regime retributivo) su cui viene calcolato l’assegno. In sostanza: se nessuno interviene (e dove leggi «nessuno», leggi «il Governo»), si prenderà meno di pensione tra un paio di anni. Quanto in meno? Tra il 2,5% e il 3% per chi dovrà incassare quella totalmente contributiva. L’alternativa è che il Governo blocchi l’applicazione del tasso di variazione del montante. Cosa non scontata, visto che con tutti gli aiuti erogati per l’emergenza e la crisi che ci aspetta, a qualcuno potrebbe passare per la testa l’idea di recuperare i soldi da qualsiasi parte.

Come spiega oggi il quotidiano Il Messaggero, il meccanismo risale al criterio della riforma Dini del 1995 che mirava a garantire l’equilibrio finanziario del sistema, liquidando pensioni frutto dei contributi versati e dell’andamento del Pil. Come noto, su tutti i contributi versati dal 1996 in poi l’assegno si calcola con il metodo contributivo, escludendo solo chi a quella data aveva più di 18 anni di versamenti, che mantengono il più vantaggioso sistema di calcolo retributivo (quasi tutti sono, ormai, andati in pensione).

Chi, invece, ha iniziato a lavorare dal 1996 in poi, si ritrova con un metodo di calcolo che prevede la rivalutazione del montante versato sulla base di un coefficiente calcolato ogni anno dall’Inps sull’andamento del prodotto interno lordo nei 5 anni precedenti. Nel 2015, per la prima volta, il coefficiente presentò un segno negativo, ma il governo Renzi, con il decreto legge 65 del 2015, stabilì che per quell’anno la variazione non venisse applicata in modo che il montante non subisse riduzioni.

Quello stesso decreto determina anche come ci si deve comportare se si presentano di nuovo le condizioni per avere un coefficiente negativo, cosa molto probabile attualmente, In pratica, quel segno meno deve essere recuperato negli anni successivi sottraendolo dai tassi positivi, senza mai scendere sotto lo zero. Ad ogni modo, anche se non si arrivasse ad un coefficiente negativo, appare chiaro che sarà molto vicino allo zero e, comunque, molto più basso rispetto a prima dell’emergenza coronavirus. Questo, in parole estremamente semplici, significa che in un futuro per niente lontano (2022, appunto, per via dello sfasamento di un anno previsto dalla legge) le pensioni saranno più basse rispetto a quelle erogate prima del Covid.



1 Commento

  1. Buon giorno, mi permetto di aggiungere un eventuale modifica in quanto non vengono considerate le situazioni di svalutazione attuate da imprenditori legati alla criminalità verso i propri dipendenti che, non hanno riconosciuto lo sviluppo attuato alle loro aziende e non sono hanno retribuito con i dovuti e effettivi riconoscimenti di livelli quindi di contributi pensionistici. Anzi attuavano campagne diffamatorie con il solo intento di svalutare le professionalità meritorie per appropriarsi illegalmente delle conoscenze acquisite, riuscendo a delegittimare i soggetti colpiti contemporaneamente al sistema che non tutela le parti lese. Per tanto si propongono delle potenziali variabili da attuarsi a seconda dei casi e comunque da lasciar valutare ai giudici o agli inquirenti già dalle inchieste. Come quella di rendere retroattiva la penale di tortura qualora emergono che gli intenti che sono stati attuati per finanziamenti al terrorismo internazionale e non far cadere tutto per le prescrizioni o, condoni, indulti o varie immunità per difendere o sollevare dalle responsabilità coloro che hanno svalutato l’intero sistema lavorativo che è alla base del sistema democratico.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube