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Matrimonio contratto all’estero: è riconosciuto in Italia?

16 Agosto 2020
Matrimonio contratto all’estero: è riconosciuto in Italia?

Sposarsi in un Paese straniero produce effetti anche nell’ordinamento italiano?

Immagina che tu sia in vacanza a Parigi in compagnia del tuo fidanzato. La città è bellissima e il clima è perfetto. Un giorno, mentre state passeggiando lungo il fiume, lui ti chiede di sposarlo. Tu sei al settimo cielo e accetti la proposta senza pensarci due volte. Decidete di sposarvi proprio lì a Parigi, la città più romantica del mondo. A questo punto, però, ti sorge un dubbio e ti chiedi: il matrimonio contratto all’estero è riconosciuto in Italia? Devi sapere che, in linea generale, il matrimonio celebrato all’estero, nel rispetto delle leggi locali, è valido a tutti gli effetti anche in Italia se regolarmente trascritto nei registri di Stato civile del Comune di appartenenza. Nell’articolo che segue vedremo insieme tutto quello che c’è da sapere quando due cittadini italiani (residenti in Italia) decidono di sposarsi all’estero. Se l’argomento è di tuo interesse, allora ti invito a metterti comoda e a proseguire nella lettura.

Quali sono i requisiti per sposarsi all’estero?

Prima di entrare nello specifico, chiariamo subito che per sposarsi all’estero è necessario avere:

  • la maggiore età. Tuttavia, è ammesso il matrimonio celebrato tra due persone di età non inferiore a 16 anni in presenza di gravi motivi e su autorizzazione del tribunale per i minorenni;
  • la capacità di intendere e di volere necessaria per capire l’importanza dell’atto e per esprimere un consenso valido agli effetti di legge; 
  • la libertà di stato: in altre parole, chi è già sposato non può sposarsi con un’altra persona se non ha divorziato dal primo coniuge.

Inoltre, è necessario che tra i nubendi non ci siano vincoli di parentela, affinità e adozione.

La mancanza di uno dei requisiti oppure la presenza di un impedimento rendono il matrimonio invalido con riferimento all’ordinamento giuridico italiano.

Matrimonio contratto all’estero

All’estero, il matrimonio può essere celebrato dinanzi:

  • ad un’autorità straniera locale: è valido e produce effetti immediati anche nell’ordinamento italiano se vengono rispettate le forme previste nello Stato straniero e se sussistono le condizioni e la capacità per contrarre matrimonio secondo le norme del Codice civile. Non sussiste l’obbligo delle pubblicazioni, a meno che non sia richiesto dalla legislazione straniera;
  • all’autorità diplomatica o consolare: i futuri sposi, entrambi cittadini italiani, devono presentare al Console (di persona oppure tramite fax o email) l’istanza di celebrazione del matrimonio. Una volta accolta l’istanza, è indispensabile richiedere le pubblicazioni all’ufficiale di Stato civile del Comune di residenza;
  • ad un ministro di un culto religioso: il matrimonio religioso celebrato all’estero è valido ed efficace in Italia solo se produce effetti civili per l’ordinamento dello Stato straniero in cui si è celebrato e dovrà essere trascritto con valore dichiarativo nei registri dello Stato civile italiano.

Pertanto, se tu e il tuo fidanzato siete cittadini italiani e avete deciso di sposarvi all’estero, ad esempio a Madrid, dovete presentare un certificato di capacità matrimoniale, rilasciato dal vostro Comune di residenza in Italia. Ciò in quanto la Spagna è uno dei Paesi che ha aderito alla Convenzione di Monaco del 1980 (insieme all’Austria, alla Germania, alla Grecia, al Lussemburgo, alla Moldavia, ai Paesi Bassi, al Portogallo, alla Svizzera e alla Turchia). Invece, per i Paesi che non hanno aderito alla Convenzione, è necessario presentare alle autorità locali – presso cui si celebra il matrimonio – un’attestazione di assenza di impedimenti per contrarre matrimonio da richiedere alla Rappresentanza diplomatico-consolare italiana.

In estrema sintesi, il matrimonio contratto all’estero dal cittadino italiano residente in Italia nelle forme previste dalla legge del luogo di celebrazione deve essere preceduto dalle pubblicazioni (se previste) e deve essere seguito dalla trascrizione dell’atto nei registri dello Stato civile italiano.

Matrimonio contratto all’estero: è riconosciuto in Italia?

Come già accennato, il matrimonio celebrato all’estero può essere riconosciuto in Italia solo se regolarmente trascritto presso il Comune italiano competente.

L’ufficio dello Stato civile estero deve emettere l’atto di matrimonio in originale che, una volta legalizzato e tradotto, deve essere presentato, a cura degli interessati, alla Rappresentanza diplomatico-consolare che, a sua volta, lo trasmetterà in Italia ai fini della trascrizione nei registri di Stato civile del Comune competente.

In alternativa, è possibile presentare l’atto di matrimonio, legalizzato e tradotto, direttamente al Comune italiano di appartenenza.

Un ostacolo alla trascrizione del matrimonio è la sua contrarietà all’ordine pubblico. In buona sostanza, se l’ufficiale di Stato civile nutre ragionevoli dubbi in merito, allora deve investire della questione il Procuratore della Repubblica e attendere una risposta. Contro il rifiuto a procedere alla trascrizione, la parte interessata (cioè gli sposi) possono proporre un ricorso alla Corte d’Appello.

La prova del matrimonio contratto all’estero da un cittadino italiano è costituita dall’atto di celebrazione estratto dai registri dello Stato civile dello Stato straniero.

Matrimonio all’estero e coppie omosessuali

Sicuramente, saprai che in Italia due omosessuali non possono sposarsi, in quanto la legge riconosce esclusivamente il matrimonio tra uomo e donna. Tuttavia, il nostro ordinamento ammette le unioni civili che consentono alle persone dello stesso sesso di assumere – più o meno – gli stessi diritti e doveri che derivano dal matrimonio.

Quindi, se tu e il tuo partner siete omosessuali e avete intenzione di formalizzare il vostro legame all’estero, sappiate che la celebrazione avrà anche effetti in Italia se regolarmente trascritta nei registri di Stato civile. Attenzione però: l’atto sarà trascritto come unione civile e non come matrimonio.



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