Coronavirus e mascherine di comunità, come realizzarle

25 Maggio 2020
Coronavirus e mascherine di comunità, come realizzarle

Arriva la guida dell’Istituto superiore di sanità con tutti i consigli per cucire in casa protezioni per il viso.

Vi avevamo già parlato delle cosiddette mascherine di comunità (leggi l’articolo: Coronavirus, sì alle mascherine di comunità). Lo abbiamo fatto quando il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss) Silvio Brusaferro le ha autorizzate durante una conferenza stampa per fare il punto sulla pandemia di Coronavirus: “Servono a evitare una dispersione delle goccioline contenute nel nostro espirato e a proteggere gli altri – disse Brusaferro a inizio maggio -. Sono mascherine multistrato, che una persona può anche confezionare in proprio. Devono aderire attorno alla bocca e alle narici, facendo in modo che la nostra espirazione rimanga all’interno”.

Proprio perché, secondo l’Iss, questo tipo di mascherine può essere utile per limitare i contagi, è stata pubblicata sul sito dell’istituto un’infografica che riprende il documento dei Centers for disease control and prevention (Cdc). Contiene tutto ciò che c’è da sapere su realizzazione e utilizzo delle mascherine di comunità. Vediamo più in dettaglio.

Cosa serve per realizzarle

Materiali semplici ed economici: è il grande vantaggio della produzione casalinga di mascherine di comunità, insieme al fatto di poter scegliere la stoffa e, quindi, personalizzarle. Diventerà un divertimento, se avete un po’ di manualità. L’Iss elenca tutto ciò che è indispensabile procurarsi:

  • due rettangoli di tessuto da 25 x 15 cm;
  • due pezzi di elastico da 15 cm (o spago, strisce di tessuto, elastici per capelli);
  • ago e filo (o forcina);
  • forbici;
  • macchina da cucire.

Come farle

Il procedimento, spiega l’Iss, è semplice e fatto di pochi passaggi. I seguenti:

  • ritagliare due rettangoli di tessuto da 25 x 15 cm. Utilizzare cotone o altro tessuto non allergizzante, a trama fitta. Sovrapporre i due rettangoli e cucirli come se fosse un unico pezzo di stoffa;
  • ripiegare la stoffa sui lati lunghi e fare un orlo di circa mezzo centimetro. Quindi piegare la stoffa su entrambi i lati corti e cucirli lasciando uno spazio di un centimetro per far passare l’elastico;
  • passare l’elastico attraverso l’orlo laterale su ambedue i lati corti della mascherina. Usare un ago grande o una forcina per infilare l’elastico nell’orlo. Legare bene le estremità dell’elastico. Se non si ha a disposizione un elastico, si possono usare lacci o elastici per capelli;
  • tirare delicatamente l’elastico in modo che i nodi siano nascosti all’interno dell’orlo;
  • sistemare accuratamente la stoffa intorno all’’elastico e raggrupparla in modo che la mascherina si possa ben adattare al viso. Quindi cucire bene l’elastico per evitare che si muova.

Quando usarle

L’istituto precisa che, come le altre mascherine, devono essere indossate nei luoghi chiusi e anche all’aperto, quando sappiamo che non potremo rispettare il distanziamento sociale. Dispensati dall’obbligo i bambini di età inferiore ai 6 anni, ma anche chi ha difficoltà a respirare o non può toglierle da solo (ricordiamo che per metterle e toglierle vanno prese dai lacci, senza toccare la parte frontale della mascherina che serve a coprire il viso). Non sono dispositivi medici, come le mascherine chirurgiche, né dispositivi di protezione individuale.

Come usarle

L’Iss ritiene che queste mascherine diano una mano a contrastare la circolazione del Covid se usate bene e costantemente, perché possono ridimensionare la circolazione di droplet, cioè le goccioline che emettiamo parlando, starnutendo o tossendo. Di conseguenza, efficaci nel limitare le occasioni di contagio. Gli esperti raccomandano di farle aderire perfettamente al viso, coprendo naso e bocca, dopo averle prese per gli elastici e mai per la parte anteriore che copre la faccia. Devono includere più strati di tessuto (non a caso Brusaferro ha parlato di “mascherine multistrato“). Bisogna fare in modo che consentano la respirazione senza costrizioni e che siano lavabili senza essere danneggiate o deformate. Infatti, dopo un uso prolungato di alcune ore e comunque quando ci accorgiamo che la parte anteriore, a contatto con bocca e naso, è diventata umida, le mascherine di stoffa vanno lavate in lavatrice a 60 gradi. Attenzione a non toccare occhi, naso e bocca quando le togliete e, subito dopo, lavate le mani.



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