Coronavirus: tutte le novità sulla riscossione

25 Maggio 2020
Coronavirus: tutte le novità sulla riscossione

Le risposte alle Faq su cartelle esattoriali, avvisi di accertamento, rottamazione ter, saldo e stralcio, rateizzazioni, fermi amministrativi e pignoramenti su stipendio o pensione.

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha pubblicato sul proprio sito internet le nuove risposte alle domande più frequenti (Faq) dei contribuenti in merito alle nuove misure introdotte in materia di riscossione dal Decreto Legge Rilancio [1].

Il provvedimento contiene un’ampia serie di interventi che sospendono i pagamenti e posticipano la riscossione a causa dell’emergenza economica Coronavirus. Si tratta, come avevamo anticipato, dello stop ai pagamenti di cartelle esattoriali ed avvisi di accertamento, della rottamazione ter e del saldo e stralcio, ma anche delle nuove regole sulla rateizzazione dei debiti fiscali e dello stop ai pignoramenti su stipendi e pensioni.

Le Faq odierne sviluppano e approfondiscono le modifiche alla normativa sulla riscossione durante il periodo di emergenza Covid-19, che l’Agenzia delle Entrate aveva già illustrato a livello generale nella guida a tutte le agevolazioni previste nel Decreto Rilancio. Ecco dunque le questioni pratiche risolte ora dall’Agenzia Entrate-Riscossione in risposta alle domande frequenti dei cittadini.

Quanto dura la sospensione?

I pagamenti sono differiti al 31 agosto 2020. Questa è la data cui il Decreto Rilancio ha differito il termine “finale” di sospensione del versamento di tutte le entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di addebito e avvisi di accertamento affidati all’Agente della riscossione. I versamenti dovranno essere effettuati entro la fine di settembre.

I pagamenti sospesi sono quelli in scadenza dall’8 marzo al 31 agosto 2020. Per i soggetti con residenza, sede legale o la sede operativa nei comuni delle iniziali “zone rosse” di alcuni Comuni della Lombardia e del Veneto (allegato 1 del Dpcm 1° marzo 2020), la sospensione decorre dal 21 febbraio 2020.

Possono arrivarmi nuove cartelle?

No. Nel periodo di sospensione – dall’8 marzo 2020 al 31 agosto 2020 – l’Agenzia delle Entrate-Riscossione non effettuerà la notifica delle nuove cartelle di pagamento, nemmeno tramite posta elettronica certificata (Pec).

Devo pagare le cartelle già arrivate?

Parliamo delle cartelle notificate tempo fa e scadute dopo l’8 marzo (data di inizio del periodo di sospensione). Bisogna pagarle ora, per evitare di recupero, oppure i termini sono sospesi? L’Agenzia ribadisce che “i termini per il pagamento sono sospesi fino al 31 agosto 2020. I versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati entro il 30 settembre 2020“.

Quando e come dovrò pagare?

I pagamenti non effettuati perché sospesi dovranno essere fatti entro il 30 settembre 2020, ma non necessariamente in unica soluzione. “Per le cartelle di pagamento in scadenza nel periodo di sospensione puoi anche richiedere una rateizzazione“, chiarisce l’Agenzia. E sottolinea che ” al fine di evitare l’attivazione di procedure di recupero da parte di Agenzia delle Entrate- Riscossione è opportuno presentare la domanda entro il 30 settembre 2020″.

Che succede alle rateizzazioni?

Chi ha già un piano di rateizzazione in corso, con rate che scadono durante il periodo di sospensione, può beneficiare della sospensione del pagamento dall’8 marzo al 31 agosto 2020, che vale anche per le rate in scadenza. Tutte queste rate dovranno essere versate “comunque entro il 30 settembre 2020”.

Posso pagare le rate in ritardo?

Sì. Infatti chi avrà particolari difficoltà a rispettare il piano e quindi a versare entro il 30 settembre tutte le rate scadute tra marzo ed agosto deve sapere che il Decreto Rilancio “estende da 5 a 10 il numero massimo delle rate, anche non consecutive, che comportano la decadenza del piano di rateizzazione in caso di mancato pagamento. Tale agevolazione si applica ai piani di rateizzazione in essere e a quelli che verranno concessi a fronte di istanze presentate fino al 31 agosto 2020″.

Sulle cartelle scadute sarà avviato il recupero coattivo?

No. Durante il periodo di sospensione Agenzia delle Entrate-Riscossione “non attiverà alcuna nuova procedura cautelare (es. fermo amministrativo o ipoteca) o esecutiva (es. pignoramento)”.

Fermi amministrativi: si sospendono?

Dall’8 marzo al 31 agosto tutte le azioni di recupero, cautelari ed esecutive, dei carichi affidati alla riscossione sono sospese senza distinzioni. Pertanto “fino a quest’ultima data, Agenzia delle Entrate-Riscossione non procederà all’iscrizione di fermi amministrativi o alle iscrizioni di ipoteche. Solo dopo il 31 agosto, a fronte del mancato o integrale pagamento del debito e, in assenza di una richiesta di rateizzazione, l’Agenzia potrà richiedere l’iscrizione del fermo amministrativo sul veicolo o dell’ipoteca sull’immobile”.

Il pignoramento su stipendio o pensione prosegue?

Anche chi aveva un pignoramento dello stipendio o della pensione effettuato dall’Agente di riscossione e già in corso alla data di entrata in vigore del Decreto Rilancio può tirare un sospiro di sollievo.

“Fino al 31 agosto 2020 sono sospesi gli obblighi derivanti dai pignoramenti presso terzi, effettuati prima della data di entrata in vigore del Decreto n. 34/2020, se relativi a somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego nonché a titolo di pensione e trattamenti assimilati”, spiega l’Agenzia.

Pertanto “il datore di lavoro, dall’entrata in vigore del Decreto e fino al 31 agosto 2020, non effettuerà le relative trattenute che riprenderanno, salvo l’eventuale pagamento del debito, a decorrere dal 1° settembre 2020″.

Rottamazione ter e saldo e stralcio: quando bisogna pagare?

Il Decreto Rilancio consente di pagare le rate in scadenza nell’anno 2020 della “Rottamazione-ter” e del “Saldo e stralcio” entro il 10 dicembre 2020 senza l’applicazione di interessi e senza perdere i benefici delle definizioni agevolate.

Però stavolta non ci sarà la consueta tolleranza di 5 giorni oltre quella data. “Il Decreto prevede che la scadenza del 10 dicembre 2020 non ammette alcun ritardo“, ricorda l’Agenzia. Quindi, è necessario fare attenzione, perché il pagamento delle rate della ”Rottamazione-ter” e/o del ”Saldo e stralcio”, effettuato dopo il 10 dicembre 2020, sarà acquisito a titolo di acconto sull’intero debito e il contribuente perderà i benefici delle misure agevolative.

Infine, c’è un’agevolazione extra per chi era già decaduto, cioè non aveva pagato entro i termini le rate che erano in scadenza nell’anno 2019. Ora il Decreto ha previsto la possibilità di richiedere la rateizzazione dei debiti oggetto di “Rottamazione” o di “Saldo e stralcio” per i quali il contribuente ha perso il beneficio della definizione agevolata.


note

[1] Decreto Legge n.34/2020 del 19 maggio 2020.


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