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Alunni violenti: come tutelarsi

18 Agosto 2020 | Autore:
Alunni violenti: come tutelarsi

Diritto di istruzione e libertà di insegnamento. I comportamenti scorretti degli alunni e degli docenti. Quando si sfiora la responsabilità penale.

Il diritto all’istruzione è garantito dalla nostra Carta Costituzionale e non può essere compresso o limitato per nessun motivo.

Allo stesso modo, il sistema giuridico tutela il diritto all’insegnamento e l’operato dei docenti che lavorano all’interno delle scuole e delle università. I professori devono essere messi nelle condizioni di svolgere la propria attività con serenità e competenza. Tale circostanza deve essere garantita sia dal sistema scolastico nel suo complesso sia dai ragazzi che partecipano alle lezioni. Per tal motivo sono punite tutte le forme di interruzione dell’attività di insegnamento che non abbiano una valida giustificazione. Pensa, ad esempio, al caso in cui tutti gli studenti di una classe decidano di abbandonare l’aula mentre il docente fa lezione di matematica. In tale ipotesi, con ogni probabilità, il dirigente scolastico applicherà le sanzioni proporzionate alla condotta posta in essere.

Per una valida formazione dei ragazzi è inoltre indispensabile la collaborazione delle famiglie. La cosiddetta alleanza educativa è importante soprattutto quando si generano delle situazioni intollerabili all’interno della scuola. Pensa, ad esempio, al caso degli alunni violenti: come tutelarsi? Purtroppo sono a tutti noti i numerosi episodi di aggressione subiti dai docenti durante lo svolgimento delle loro funzioni. Per tal motivo è molto importante interrogarsi sul fenomeno del bullismo scolastico e verificare quali sono le soluzioni possibili al problema.

Come funziona il sistema scolastico italiano?

Il sistema scolastico italiano dipende dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e si sviluppa su diversi livelli. Esso va dalla scuola primaria (le elementari) sino alla scuola secondaria di secondo grado (le superiori) e prevede una formazione obbligatoria dai sei sino ai sedici anni di età. Ne deriva che, sino a quando non si raggiunge la soglia limite, nessun cittadino italiano può esimersi dalla frequenza delle lezioni. L’obbligo può essere assolto anche all’interno delle scuole paritarie che rilasciano titoli di studio con valore equivalente a quello delle scuole statali.

Le famiglie che limitano o impediscono l’esercizio di tale diritto possono essere segnalate ai servizi sociali e denunciate presso le autorità competenti (forze di polizia e procura della Repubblica).

In tale contesto, giocano un ruolo fondamentale gli USR (uffici scolastici regionali) e gli USP (uffici scolastici provinciali). Tali istituzioni contribuiscono a determinare le attività che devono essere svolte all’interno degli istituti scolastici statali.

Il diritto allo studio deve essere garantito a tutti i minori, a prescindere dalla razza, dalla nazionalità, dalle condizioni economiche e dalle condizioni di salute. Per tal motivo è obbligo dello Stato adottare le misure di supporto al reddito per le famiglie svantaggiate (pensa, ad esempio, al bonus libri) e di aiuto alla salute dei ragazzi con disabilità fisiche o mentali (pensa, in tal caso, alla figura dell’insegnante di sostegno).

Dove sono contenute le regole di comportamento a scuola?

All’interno del sistema scolastico tutte le figure coinvolte dal processo di formazione hanno il dovere di tenere un determinato comportamento. L’ottica che deve prevalere è quella del rispetto reciproco e del raggiungimento dello scopo finale: l’istruzione dei ragazzi.

Esiste un preciso Patto di corresponsabilità educativa che deve essere rispettato dagli studenti, dalle loro famiglie, dagli insegnanti, dai dirigenti scolastici e dalle istituzioni che si trovano al vertice.

In particolare, attraverso tale accordo la scuola e gli alunni si impegnano a condividere e a rispettare i principi di comportamento vigenti in tale contesto. Si tratta, in altri termini, di una forma condivisa di responsabilità per ottenere la migliore proposta educativa, formativa e di insegnamento possibile.

A tale patto si affianca lo Statuto degli Studenti e delle Studentesse che individua i diritti e i doveri degli alunni, dei docenti e del personale amministrativo (cosiddetto ATA). Tale strumento consente ai soggetti coinvolti di esercitare le proprie prerogative e attivare i canali di tutela in caso di loro trasgressione.

In entrambi i documenti, un’attenzione particolare viene rivolta ai fenomeni del bullismo e del cyberbullismo che, purtroppo, stanno dilagando anche in Italia come nel resto del mondo.

Come tutelarsi dagli alunni violenti?

Il fenomeno degli alunni violenti, spesso riuniti in branco, è alla portata di tutti. I telegiornali molto frequentemente divulgano video e notizie di ragazzi (a volte al di sotto dei quattordici anni) che deridono o aggrediscono fisicamente i propri insegnanti.

È un problema serio che merita tutta l’attenzione del caso e richiede una profonda riflessione sul futuro dei nostri giovani.

Inoltre, la questione deve essere affrontata sotto il profilo della tutela e della protezione che devono essere garantiti sia agli insegnanti sia agli altri studenti, anch’essi, spesso, oggetto delle violenze dei bulli.

Se sei un docente e ti senti perseguitato dai tuoi studenti non disperare e non rimanere in silenzio. Il sistema giuridico italiano è dalla tua parte e mette a tua disposizione una serie di strumenti.

Il primo passo da compiere che però consigliamo è quello di interpellare il dirigente scolastico e la famiglia dei ragazzi violenti. L’idea di una soluzione condivisa è sicuramente la migliore perchè consente di individuare il problema e di intervenire insieme sul ragazzo che pone in essere gli atteggiamenti contestati.

Tuttavia, può capitare che il nucleo familiare preso in considerazione non intenda collaborare oppure presenti al suo interno dei problemi ancora più seri (di solito l’aggresssività dei ragazzi parte da difficoltà sociali o familiari).

In tal caso non puoi non tutelarti, sia per proteggere la tua professionalità e la tua integrità fisica sia per intervenire tempestivamente sullo sviluppo morale dell’alunno.

I passi da compiere sono, allora, i seguenti:

  • mettere a conoscenza del fenomeno il dirigente scolastico e il docente responsabile nel settore del bullismo;
  • porre la questione all’attenzione degli assistenti sociali del Comune in cui ha sede la scuola;
  • presentare querela presso le autorità competenti che daranno avvio a un procedimento di ricerca e di individuazione dei reati posti in essere.

Con riferimento a questo ultimo punto di vista, ricorda che per il sistema penale il ragazzo al di sotto dei quattordici anni di età non può essere imputato. Ciò non toglie però il diritto al risarcimento del danno, la responsabilità della famiglia per colpe nell’educazione ed eventuali interventi di ricovero in casa di cura per pericolo sociale.



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