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Lo sai che? Dire “sei una rovinafamiglie” è ingiuria

Lo sai che? Pubblicato il 25 ottobre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 25 ottobre 2013

Scatta il reato anche se la vittima non è materialmente presente al momento in cui viene proferita l’espressione offensiva, ma viene informata da altri soggetti.

Leggendo la sentenza in commento, si potrebbe giustamente esclamare: “cornuto e mazziato”. Dare infatti della “rovinafamiglie” all’amante del marito costituisce reato di ingiuria.

L’espressione è forte e particolarmente offensiva, ritiene la Cassazione con una sentenza pubblicata ieri [1].

Ma non solo. Il reato scatta anche se tale parola non è stata riferita direttamente in faccia alla vittima; basta che quest’ultima lo abbia saputo da altre persone presenti al momento dello sfogo. Scatta ugualmente l’ingiuria – ricorda la Suprema Corte – anche se il soggetto passivo del reato non ha direttamente percepito le espressioni indirizzategli; è sufficiente che ne sia stato informato da altri presenti.

In generale, l’offesa si può manifestare sia con espressioni verbali, sia con gesti dispregiativi (come uno sputo), sia ancora attraverso mezzi di comunicazione a distanza, come una email, una lettera, una telefonata indirizzata alla persona offesa.

L’ingiuria deve essere proferita in presenza del destinatario. Tuttavia, è sufficiente che il soggetto offeso, anche se non materialmente visto da chi agisce, sia in grado di percepire le espressioni lesive a lui rivolte.

note

[1] Cass. sent. n. 43407 del 24.10.2013.


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