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Assistenti civici: un boomerang per il Governo

25 Maggio 2020 | Autore:
Assistenti civici: un boomerang per il Governo

Gelo dal Viminale sulla proposta di Boccia: non ci prendiamo in carico i volontari, che poteri avranno e chi li addestrerà? Contrari anche M5S e Iv.

Se questo Governo pensasse di mettere su un circo, gli crescerebbero i nanetti. Non ce n’è una che gli vada bene: sulla regolarizzazione dei migranti, la ministra Teresa Bellanova minacciava le dimissioni. Sul concorso per l’assunzione dei precari della scuola, la ministra Lucia Azzolina minacciava le dimissioni. Ora, un’altra donna a capo di un ministero, Luciana Lamorgese, titolare del Viminale, non minaccia le dimissioni ma prende le distanze nettamente e piuttosto seccata dal collega degli Affari Regionali, Francesco Boccia, per l’arrivo dei 60mila assistenti civici incaricati di controllare la movida nelle città. «Le decisioni assunte, senza preventiva consultazione del ministero dell’Interno – fanno sapere dall’entourage di Lamorgese – per l’istituzione della figura degli assistenti civici in relazione alle misure di contrasto e di contenimento della pandemia Covid-19, non dovranno comportare compiti aggiuntivi per le prefetture e per le forze di polizia già quotidianamente impegnate nei controlli sul territorio».

Un comunicato che contiene una doppia notizia. La prima: su questa iniziativa nessuno aveva detto alcunché al Viminale che, per definizione, ha tra i suoi compiti la sicurezza dei cittadini ed il controllo del territorio. La seconda: su questo fronte, da parte del ministero dell’Interno, collaborazione zero. Un autentico boomerang per il Governo, che ora si trova costretto a schivare il colpo di ritorno e a risolvere l’ennesimo pasticcio.

Le questioni che il Viminale mette sul tavolo sono sostanzialmente due. Una riguarda la scelta delle persone, cioè chi si occuperà di verificare che siano all’altezza del compito a loro assegnato, che non abbiano precedenti penali, che non siano sottoposte a misure di prevenzione. L’altra è proprio quella dei compiti degli assistenti civici: che cosa devono fare? Chi investirà loro del ruolo di incaricati di pubblico servizio? Chi addestrerà questi 60mila volontari? Come potranno intervenire in caso di assembramento o di rissa e con quali poteri? In altre parole: non potranno sostituirsi alle forze dell’ordine. Quindi, quello che fa notare Lamorgese è: Boccia ha dato per stabilito che saranno in carico al Viminale o ha fatto i conti senza l’oste quando si è presentato in diretta nazionale sul Tg1 dell’altra sera con tanto di maglietta degli assistenti già pronta?

Il clima nella maggioranza è tornato teso. Il capo politico del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi, boccia la proposta di Boccia – il gioco di parole è antipatico ma inevitabile – e avverte che «la misura va certamente bloccata, almeno finché non ci sarà un confronto e ci vedremo chiaro». Rincara la dose l’esponente di Italia Viva, Ettore Rosato: «La proposta di utilizzare assistenti civici non sta in piedi, il volontariato va valorizzato ma nelle forme giuste. Le strade – suggerisce il presidente di Iv – sono due, da una parte potenziare il servizio civile, formativo e utile per i giovani, dall’altra sostenere il Terzo Settore che è stato accanto ai Comuni in questa emergenza. Ma non inventiamoci un volontariato di Stato».

A proposito dei Comuni, pure l’Anci, l’associazione che raggruppa gli Enti locali, dice la sua. Spezzando una lancia a favore di Boccia: «Si sono creati troppi assembramenti attorno ai locali, specie nella fascia giovanile della società – commenta il vicepresidente Matteo Ricci – e alla fine gli unici responsabili sono sempre i sindaci, che però non hanno gli strumenti per intervenire. Noi chiediamo un intervento più incalzante da parte delle forze dell’ordine, ma anche una migliore organizzazione del volontariato, come si prova a fare con lo strumento degli assistenti civici, che può essere uno strumento in più a disposizione. Soltanto con le polizie municipali – mette le mani avanti Ricci – i Comuni non ce la fanno».



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