Tech Dialer o numeri speciali: per la truffa sulla bolletta, responsabile la compagnia telefonica

Tech Pubblicato il 25 ottobre 2013

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Bollette telefoniche con importi spropositati a causa di connessioni costosissime: Antitrust e Consiglio di Stato condannano il gestore per pratiche commerciali scorrette.

Sviluppati prima dell’avvento della ADSL, ma ancora molto usati nelle zone poco coperte dalla banda larga, i dialer sono programmi per la connessione ad internet.

Basta un doppio clic e il programma compone [1] un numero di telefono tramite il quale si può accedere alla rete Internet, ovviamente pagando un costo stabilito dal proprio operatore telefonico.

La grande semplicità d’uso di queste applicazioni, che molto spesso non necessitano neanche di installazione per poter essere utilizzate, ha fatto sì che, nel corso degli anni, le stesse venissero modificate per comporre un numero differente rispetto a quello previsto per la connessione.

La frode ai danni dell’utente

Con operazioni che possono avere anche profili di responsabilità penale [2], il malcapitato utente poco esperto, magari allettato da promesse di facili risparmi, utilizza per le proprie sessioni di connessione un dialer fraudolento che porta ad un aumento vertiginoso dei costi in bolletta.

Come se non bastasse, alcuni dialer particolarmente pericolosi portano a conseguenze ulteriori, come ad esempio a sostituirsi alla normale connessione, celando in questo modo, dietro il nome di un gestore conosciuto, le proprie costosissime connessioni, oppure fungendo da veri e propri ricettacoli di virus.

Le numerazioni incriminate [3] vengono contattate per il tramite di prefissi satellitari o speciali e prevedono una fatturazione maggiorata di cui una percentuale, addebitata al cliente, viene girata dal gestore telefonico alla società che ha in gestione lo specifico numero contattato.

Proprio in relazione a questo dato è intervenuta, recentemente, la magistratura [4].

La vicenda

Nella vicenda, che riguardava una società accusata dall’antitrust di essere a conoscenza dell’utilizzo abusivo dei dialer, i giudici hanno stabilito la responsabilità anche del gestore dei numeri. Questo perché, pur essendo a conoscenza del fenomeno, il gestore non si era attivato, da un lato per dare una corretta informazione circa i costi di fatturazione ai propri clienti, dall’altro per limitare l’utilizzo di simili numeri.

La motivazione di questo mancato intervento viene identificata dai giudici del fatto che una parte degli introiti ricavati dalle fatturazioni a carico dei clienti venivano direttamente incamerati dalle società che avevano a disposizione i numeri a tariffazione maggiorata.

In pratica la società, ben sapendo che i numeri a tariffazione maggiorata comportavano una fonte di guadagno, non si era mai attivata veramente per impedirne l’abuso. Questo le è costato una multa molto salata.

Il problema per gli utenti

La sentenza è molto utile nel caso in cui, a causa di dialer o numerazioni a pagamento, gli utenti finali si trovino dei costi spropositati bolletta, senza però essere a conoscenza di aver mai effettuato chiamate ai numeri a tariffazione maggiorata.

Di fronte quindi alla sgradita sorpresa di un costo non previsto nella propria bolletta, legato a questi numeri, ora il consumatore ha un’arma in più.

Cosa fare per tutelarsi

Se un consumatore si trova in questa situazione è bene, in primo luogo, controllare che i numeri a tariffazione maggiorata siano stati contattati inconsapevolmente (e che quindi un altro membro della famiglia o un dipendente o collaboratore non li abbiano chiamati volontariamente).

Nel caso ci si connetta ad Intenet tramite un dialer, ad esempio, è necessario controllare che l’applicazione provenga direttamente dal nostro gestore di telefonia e che siano impostati correttamente i parametri di connessione.

Dopo essersi assicurati di ciò è necessario contattare al più presto il proprio operatore telefonico, per segnalare consumi eccessivi e richiedere spiegazioni a riguardo, in particolare circa la specifica numerazione contattata.

Dal momento che, spesso, contattare gli operatori risulta particolarmente difficoltoso tramite i call center, può essere utile rivolgersi ad un legale il quale potrà provvedere a contattare la società in questione tramite raccomandata.

L’ausilio di un avvocato potrà inoltre essere utile anche per verificare se sono presenti gli estremi per procedere penalmente, nei casi più gravi in cui unitamente al dialer siano stati inseriti nel computer anche altri programmi dannosi.

Se non si riesce a trovare una soluzione in questo modo, sarà possibile rivolgersi al Comitato Regionale per le Comunicazioni (Co.Re.Co.) cui il proprio legale potrà inoltrare una istanza.

A seguito il ciò vi sarà una udienza per la conciliazione in cui verranno sentiti tanto il consumatore quanto la compagnia telefonica.

Nel caso in cui anche in questa sede non si riesca a raggiungere un accordo, si potrà provvedere ad agire per le vie giudiziarie.

di ANDREA PASSANO

note

[[1]] “Dial” in inglese significa, appunto, comporre.

[2] Ad esempio si può richiamare la frode informatica prevista dall’articolo 640 ter cod. pen.

[3] Un esempio di queste numerazioni definite Vas (Value added service) è dato dai numeri con prefisso 899

[4] Cons. Stato 853/12 del 17/02/12


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