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Cosa fanno le banche con i nostri soldi

25 Maggio 2020 | Autore:
Cosa fanno le banche con i nostri soldi

Investimenti, conti correnti, depositi, libretti, denaro consegnato agli istituti di credito. Ma che fine fa il contante? Per quali scopi viene utilizzato?

Hai messo da parte un piccolo gruzzoletto che tieni a casa da qualche anno. In questi ultimi periodi però cominci a nutrire il timore di essere derubato. L’età avanza e sei consapevole del fatto che gli anziani sono le vittime preferite dai truffatori.

Decidi allora di depositare tutto presso una banca, ma ti poni sempre una domanda: cosa fanno le banche con i nostri soldi? Dopo tanta fatica e tanti sacrifici non vuoi correre il pericolo di fare un investimento sbagliato, di sottoscrivere un contratto controproducente o di scegliere un istituto di credito che non fa al caso tuo. Sei un tipo diffidente per natura e vuoi vederci chiaro prima di affidare i tuoi risparmi a degli estranei. Inoltre, le tue perplessità sono aumentate da quando ti sei imbattuto in un articolo di diritto che analizzava le attività realizzate dalle banche con il denaro dei loro correntisti. Hai letto che tali enti acquisiscono la proprietà delle somme depositate. Ma è vero? C’è da preoccuparsi?

Nelle righe che seguono ti forniremo tutti i chiarimenti che ti servono per consentirti di assumere una decisione con maggiore tranquillità.

Cosa sono gli istituti bancari?

La natura, le funzioni, la struttura e l’organizzazione degli istituti di credito sono previsti dal Testo Unico Bancario.

Secondo le disposizioni in esso contenute la banca è un ente che ha lo scopo di raccogliere denaro tra il pubblico e di erogare credito alle famiglie e alle imprese. Si tratta di una duplice finalità che è strettamente collegata al suo interno. Infatti, da un lato le banche accolgono il contante dai loro correntisti e, dall’altro, lo concedono in prestito maturando di volta in volta gli interessi applicati.

L’esercizio dell’attività bancaria può essere effettuato soltanto a determinate condizioni, in quanto l’istituto deve:

  • avere la forma di una società per azioni (o di società cooperativa per azioni a responsabilità limitata);
  • avere la sede legale e la direzione generale nel territorio della Repubblica
  • avere un capitale versato di ammontare non inferiore a quello determinato dalla Banca d’Italia;
  • presentare un programma concernente l’attività iniziale, unitamente all’atto costitutivo e allo statuto;
  • avere i presupposti per il rilascio dell’autorizzazione dalla Banca di Italia (indispensabile per l’esercizio dell’attività di raccolta del denaro);
  • essere composto da soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, di direzione e di controllo dotati dei requisiti di onorabilità, competenza, correttezza, professionalità e indipendenza;
  • essere sprovvisto di elementi che ostacolino l’effettivo esercizio delle funzioni di vigilanza (pensa all’esistenza di stretti legami personali o professionali tra la banca o i soggetti del gruppo di appartenenza e i soggetti deputati al controllo).

Soltanto in presenza di tali condizioni, che tutelano privati e aziende da eventuali frodi o abusi, l’ente bancario può essere autorizzato ad agire sul mercato.

Come si depositano i soldi in banca?

Le banche raccolgono i risparmi tra il pubblico. Esse, quindi, accolgono i depositi di famiglie, singoli individui, imprese, persone giuridiche che si rivolgono a loro per custodire i propri risparmi.

Tale attività può essere esercitata solo se sono stati stipulati degli specifici contratti. Essi sono disciplinati dal codice civile che individua le modalità attraverso le quali i contanti possono essere versati all’istituto di credito.

Tra questi, il più noto e utilizzato è sicuramente il conto corrente. È questo lo strumento di risparmio più in voga tra i cittadini italiani in quanto vincola entrambe le parti (banca e titolare del conto) a tenere determinati comportamenti e garantisce reciproci vantaggi:

  • la banca acquisisce denaro da poter investire e ottiene il pagamento mensile del canone di gestione del conto;
  • il correntista protegge i suoi soldi da eventuali furti, matura gli interessi (se previsti), ha la possibilità di utilizzare le carte rilasciate sul conto (carta di credito o bancomat a seconda dei casi), realizza tutte le operazioni consentite dal contratto (prelievo, bonifici, domiciliazione delle bollette, prestazione di garanzie per locazioni o prenotazioni varie e così via), ha la possibilità di ottenere dei finanziamenti in caso di spese impreviste.

Salvo patto contrario, i versamenti e i prelevamenti si eseguono alla sede della banca presso la quale si è costituito il rapporto.

Il contratto di conto corrente, a garanzia di entrambe le parti, deve essere redatto per iscritto e deve indicare dettagliatamente tutti gli aspetti relativi alla gestione del rapporto. Viceversa, l’istituto bancario rischia di essere sanzionato per elusione delle norme vigenti in materia. Devi, infatti, sapere che ogni istituto di credito è soggetto alla vigilanza e al controllo della Banca di Italia e deve rendere conto del proprio operato quando pone in essere comportamenti vietati dalla legge (anche dinanzi alla magistratura).

Come usano le banche i soldi depositati?

La nota dolente in tema di contratti bancari è la norma che stabilisce il passaggio di proprietà del contante consegnato dal correntista. Infatti, secondo il codice civile, nei depositi di una somma di denaro presso una banca, questa ne acquista la proprietà. In altri termini, quando consegni al funzionario dello sportello i tuoi soldi per versarli sul conto (o su altro mezzo di risparmio), perdi la titolarità del tuo denaro e la trasferisci all’ente di credito.

Si tratta, però, di un falso problema perché tu perdi la proprietà delle banconote depositate, ma mantieni il diritto alla restituzione del loro valore alla scadenza del contratto o su tua richiesta nel rispetto del termine di preavviso. La banca è quindi tenuta a ridarti la somma depositata nella stessa specie monetaria di origine.

Facciamo un esempio.

Hai 10.000 euro in contanti da depositare sul tuo conto corrente. Prendi appuntamento con il funzionario della tua banca per versare il denaro. Quando consegni la cifra, l’istituto di credito assume la proprietà delle banconote che consegni, ma si impegna a restituirti la somma per intero non appena la richiedi.

Fino a quando la somma depositata rimane nella proprietà della banca, questa può utilizzarla per tutte le operazioni finanziarie che la contraddistinguono e, quindi può:

  • darla in prestito o concederla in mutuo a un cliente;
  • acquistare azioni od obbligazioni;
  • pagare contratti (dipendenti, fornitori, utenze e così via);
  • comprare beni o servizi.

Tutte queste attività non devono però compromettere il tuo diritto di credito. In altri termini, la banca non può realizzare attività che la facciano andare in perdita e che non le consentano di restituirti i tuoi soldi. Per evitare tali rischi è prevista l’attività di vigilanza sugli istituti bancari.



1 Commento

  1. per me li usano x pagarsi i loro lauti stipendi, e in caso di crisi corrono allo stato x chiedere sovvenzioni a costi zero, tanto è sempre il popolino che paga

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