HOME Articoli

Lo sai che? Assegno di divorzio: spetta anche se il matrimonio è stato breve

Lo sai che? Pubblicato il 25 ottobre 2013

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 25 ottobre 2013

Perché un coniuge possa aver diritto all’assegno divorzile non rileva tanto la durata del matrimonio, per quanto breve, quanto la agiata condizione economica dell’ex.

In base alla nostra legge [1], il giudice, quando pronuncia il divorzio, può prevedere l’obbligo, a carico di uno dei coniugi, di versare all’altro un assegno periodico. Questa possibilità dipende da una serie di variabili tra cui:

– la mancanza di adeguati redditi del beneficiario o l’impossibilità di procurarseli per ragioni oggettive;

– la durata del matrimonio;

– il reddito di entrambi i coniugi.

Con una recente pronuncia [2], la Cassazione ha, tuttavia, stabilito che, anche nel caso in cui il matrimonio sia durato poco e i coniugi non abbiano convissuto, il coniuge che abbia ingenti disponibilità economiche deve mantenere l’ex, anche se quest’ultimo ha adeguati redditi propri.

Per esempio: se il marito ha un reddito particolarmente elevato e la moglie ha comunque una propria autonomia economica, anche dopo un matrimonio “lampo” l’uomo dovrà mantenere la donna.

Il notevole dislivello economico tra le parti deve far presumere, infatti, che durante il matrimonio, il coniuge meno abbiente (se pur autonomo) abbia goduto di un tenore di vita molto più elevato di quello che potrebbe avere a matrimonio cessato. Pertanto, è facile pensare anche che egli si sia creato delle aspettative circa il possibile tenore di vita dopo il divorzio, a prescindere da quanto sia durato il matrimonio.

Peraltro, precisano i giudici, occorre fare una distinzione tra il concetto di “stile di vita” e quello di “tenore di vita”. Infatti, pur in presenza di ingenti disponibilità economiche (che potrebbero portare a un tenore  vita elevato), un coniuge è libero di scegliere se improntare il proprio stile di vita alla sobrietà.

Ad esempio, è il caso di chi vada a mangiare in una trattoria pur potendosi permettere un ristorante di lusso. Tuttavia tale scelta non può vanificare la semplice possibilità (offerta dal godimento dell’assegno) di usufruire di una maggior agiatezza economica.

In ogni caso, sottolinea la suprema Corte, la brevità del matrimonio giustifica il riconoscimento di un assegno di divorzio di importo inferiore a quello che sarebbe stato riconosciuto se l’unione tra i coniugi fosse durata più tempo.

La vicenda

Nel caso in esame la coppia, sposata per poco tempo, aveva deciso di non convivere durante il matrimonio e di frequentarsi in modo sporadico. La donna era primario presso un ospedale mentre l’uomo possedeva numerosi immobili di prestigio (in Italia e in Francia), sicuro indice di disponibilità di rilevanti risorse economiche. La Corte, perciò, sulla base della forte differenza di reddito  tra le parti, confermava la decisione del giudice d’Appello di imporre, a carico del marito, un ingente assegno di divorzio di 1200 euro.

Nel caso in cui vi sia una forte sproporzione tra le disponibilità economiche dei coniugi, il giudice che pronuncia il divorzio, anche in caso di matrimonio molto breve, potrà riconoscere il diritto ad un assegno anche al coniuge che abbia una propria autonomia di reddito, come nel caso in cui uno sia un ricco imprenditore e l’altra un’impiegata.

note

[1] Art. 5 comma. 6 L. 898/70.

[2] Cass. sent. n. 23442/13 del 16.10.13.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

4 Commenti

  1. Vorrei sapere fino a quale età i figli hanno diritto a ricevere il mantenimento economico dai genitori.

    1. Questa è una risposta automatica.
      La ringraziamo per la Sua richiesta.
      L’enorme numero di consulenze che riceviamo ogni giorno ci ha obbligato ad attivare uno speciale servizio di richiesta, tramite “ticket”, onde poter dare un riscontro a tutti, professionale e in tempi certi.
      Per acquistare il “ticket” online è necessario collegarsi a un pagina qualsiasi del nostro portale https://www.laleggepertutti.it. In calce ad ogni articolo, o subito prima della prima parola, troverà un banner con scritto: “Richiedi una consulenza”. Quindi dovrà effettuare il pagamento attraverso Paypal. Per maggiori informazioni ci telefoni o chieda l’IBAN dello Studio Associato.
      Si tratta di un’operazione molto semplice (euro 28.00 iva compresa o, per le consulenze telefoniche, 50 euro iva compresa) che ci consente così di rispondere alle svariate domande che ci arrivano da tutta Italia.

  2. se durante la separazione successivo divorzio la moglie convive ed ha un figlio da un altro e lascia il lavoro il marito divorziato ha ancora degli obblighi di sostentamento nel caso il convivente lascia la casa ‘ coniugale’? grazie

  3. Salve Elvia,
    sulla questione La rimando alla lettura di alcuni articoli del nostro portale:
    https://www.laleggepertutti.it/43985_nuova-famiglia-non-giustifica-la-riduzione-del-mantenimento-dei-figli
    https://www.laleggepertutti.it/48942_si-alla-riduzione-dellassegno-di-mantenimento-per-nuova-famiglia-se
    https://www.laleggepertutti.it/35198_si-allassegno-di-mantenimento-se-la-nuova-relazione-non-e-stabile
    precisandoLe, tuttavia, che per ricevere una specifica consulenza sul Suo caso, occorre cliccare sul banner in cima ad un qualsiasi articolo con su scritto “Ricevi consulenza su questo argomento”: il sistema la guiderà.
    In caso di difficoltà non esiti a chiamarci.
    Cordiali saluti

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI