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Assicurazione: legittimi i premi più cari in base al territorio?

25 ottobre 2013


Assicurazione: legittimi i premi più cari in base al territorio?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 ottobre 2013



È giusto che gli automobilisti virtuosi paghino una polizza Rc auto più o meno cara a seconda della provincia di residenza dell’assicurato?

Una delle principali lamentele, da parte degli automobilisti, è la differenza di prezzo che le assicurazioni praticano a seconda della provincia di residenza dell’assicurato. Non è un mistero, infatti, che vi siano determinate zone territoriali – specie quelle a forte tensione demografica – dove le polizze sono oggettivamente più care rispetto ad altre.

Ma è legittima questa sorta di “discriminazione”?

La legge [1] stabilisce che per le classi di massimo sconto (cioè quella più bassa), “a parità di condizioni soggettive e oggettive”, ciascuna delle compagnie di assicurazione deve praticare identiche offerte.

La norma, se da un lato mira a garantire un prezzo di offerta uguale agli assicurati che risultano collocati nella migliore classe di bonus-malus, dall’altro lato precisa che ciò è possibile solo “a parità di condizioni soggettive e oggettive”. Quest’ultima precisazione è una sorta di una clausola di salvaguardia, di non facile interpretazione e, forse, volutamente generica e ampia.

Ci si è chiesti, in particolare, se le diverse condizioni di rischio rilevabili nelle varie aree del territorio nazionale rientrino tra quelle “condizioni oggettive” che giustificano offerte non identiche.

Sul punto, è intervenuto il ministero dello Sviluppo economico [2]. La nota ministeriale ha ritenuto che le assicurazioni hanno libertà di determinare le tariffe anche in base al territorio di residenza dell’assicurato; ragionando diversamente, infatti, si finirebbe – dice il Ministero – per contrastare con il principio di libertà tariffaria affermato dalla normativa comunitaria.

Dunque, sempre stando al parere del ministero, le maggiorazioni tariffarie si possono giustificare anche per oggettive differenze di rischio rilevate nei singoli territori (frequenza dei sinistri, livello dei risarcimenti eccetera).

Assicurazioni (ancora una volta) salve.

note

[1] Comma 3 quinquies dell’art. 32 della l. 24.03.12 n. 27, comma introdotto in sede di conversione in legge del decreto-legge 24.01.12 n.1.

[2] Min. Sviluppo Economico, con nota del 18 aprile 2012.

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