Salute e benessere | Articoli

Sintomi leucemia

17 Agosto 2020 | Autore:
Sintomi leucemia

Campanelli d’allarme, fattori di rischio, diagnosi, trattamento del tumore delle cellule del sangue. Le decisioni della Cassazione sui casi di leucemia. 

Hai febbre, sudorazioni notturne, mal di testa, stanchezza e affaticamento, dolori ossei e articolari. Magari hai notato la perdita di peso, l’ingrossamento della milza e dei linfonodi, sei suscettibile alle infezioni oppure hai riscontrato una maggiore facilità al sanguinamento. Attenzione, non sottovalutare questi sintomi, ma rivolgiti subito al tuo medico di fiducia per approfondire la loro natura. Questi segnali potrebbero essere i campanelli d’allarme che ti avvertono dell’insorgenza della leucemia.

Ma cos’è la leucemia? Un tumore delle cellule del sangue.

Devi sapere che tutte le cellule del sangue sono prodotte dal midollo osseo, un tessuto spugnoso che si trova nelle ossa piatte. Il midollo osseo produce le cellule staminali, le quali, attraverso un processo di maturazione e di differenziazione, danno origine ai globuli rossi (che trasportano l’ossigeno in tutto il corpo); ai globuli bianchi (che aiutano a proteggerci dalle infezioni e, normalmente, si moltiplicano in base alle esigenze del nostro organismo); alle piastrine (che contribuiscono alla coagulazione del sangue).

Quando si sviluppa la leucemia, il midollo osseo produce grandi quantità di globuli bianchi, i quali non funzionano correttamente ed impediscono la normale crescita dei globuli rossi e delle piastrine. Quali sono le conseguenze? Stanchezza, emorragie e infezioni. Insomma, si potrebbero manifestare i sintomi della leucemia che ti ho descritto poc’anzi. Ci tengo a precisare che non si tratta di segnali che portano necessariamente alla diagnosi di leucemia, in quanto sono comuni a molte altre patologie. Pertanto, ti consiglio di rivolgerti al tuo medico di base per analizzare l’origine di eventuali disturbi.

Tuttavia, nelle fasi iniziali, la leucemia cronica potrebbe non dare alcun segno della sua presenza, in quanto le cellule leucemiche interferiscono in modo limitato con le funzioni delle altre cellule. Al contrario, nella leucemia acuta, i sintomi compaiono precocemente e possono peggiorare in brevissimo tempo.

Le cellule leucemiche si spostano nell’organismo e, a seconda del loro numero e della localizzazione, le manifestazioni cliniche possono essere varie. Se desideri saperne di più sull’argomento, prosegui nella lettura del mio articolo. Ti parlerò dei sintomi, delle cause, della diagnosi, del trattamento e delle diverse tipologie di leucemia. Infine, ti spiegherò quali sono state le ultime decisioni dei giudici supremi sul tema. In questi anni, la giurisprudenza si è trovata ad affrontare più casi sulla leucemia.

I tipi di leucemia

È possibile distinguere le varie forme di leucemia:

  • a seconda della rapidità di progressione della patologia: leucemia acuta e leucemia cronica;
  • in base al tipo di cellula di origine: leucemie linfatiche e leucemie mieloidi.

Leucemia acuta e leucemia cronica: differenze

In presenza di leucemia acuta, il numero di cellule tumorali aumenta con estrema velocità ed i sintomi si manifestano precocemente. La leucemia acuta richiede una terapia tempestiva e aggressiva, in quanto insorge e progredisce rapidamente.

Nella leucemia cronica, le cellule tumorali proliferano più lentamente. I globuli bianchi si accumulano nel sangue, nel midollo osseo, nella milza e nei linfonodi e, per un certo periodo, possono anche funzionare normalmente. Come ti ho anticipato nel paragrafo introduttivo, durante la fase iniziale, nelle leucemie croniche, il paziente spesso non mostra alcun sintomo.

Gli adulti possono essere colpiti da entrambi i tipi di leucemia, mentre i bambini sono più spesso soggetti alla leucemia di tipo acuto.

Leucemie linfatiche e leucemie mieloidi: differenze

Parliamo di leucemia linfoide, se la patologia nasce dalle cellule linfoidi del midollo osseo, da cui si sviluppano i linfociti (globuli bianchi che si trovano nel sangue circolante e nel tessuto linfatico). Parliamo di leucemia mieloide se la cellula di partenza è di tipo mieloide (da cui si sviluppano globuli rossi, piastrine e globuli bianchi diversi dai linfociti).

I sottotipi di leucemia

I sottotipi di leucemia sono:

  • la leucemia linfoblastica acuta (LLA);
  • la leucemia linfocitica cronica (LLC);
  • la leucemia mieloide acuta (LMA);
  • la leucemia mieloide cronica (LMC).

I sintomi della leucemia

I sintomi della leucemia variano a seconda del tipo di leucemia; i più comuni sono i seguenti:

  • febbre o brividi;
  • debolezza;
  • infezioni frequenti;
  • inspiegabile perdita di peso;
  • stanchezza persistente;
  • ingrossamento dei linfonodi, del fegato e/o della milza;
  • emorragie;
  • sanguinamento insolito e frequente dalle gengive o dal naso;
  • piccole macchioline rosso-violacee sulla cute, dette petecchie;
  • sudorazione eccessiva, spesso notturna;
  • dolori ossei
  • sensazione di svenimento;
  • pallore;
  • affanno;
  • facilità alla formazione di lividi.

Quali sono le cause della leucemia?

Attualmente, le cause della leucemia sono sconosciute. Tuttavia, fattori genetici e ambientali sembrano giocare un ruolo importante.

Il rischio di sviluppare alcuni tipi di leucemia può aumentare nei seguenti casi:

  • esposizione a radiazioni ionizzanti (ad esempio, i sopravvissuti ai disastri nucleari);
  • esposizione a determinate sostanze chimiche (ad esempio, il benzene, alcuni pesticidi e le sostanze chimiche presenti nel fumo di tabacco);
  • chemioterapia;
  • fumo di sigaretta;
  • storia familiare di leucemia.

Ad aumentare il rischio di leucemia sono anche alcune alterazioni genetiche presenti dalla nascita, come la sindrome di Down.

In alcuni soggetti, la leucemia è causata da anomalie cromosomiche. Queste anomalie consentono alla cellula di crescere e dividersi rapidamente e di sopravvivere più a lungo rispetto a una normale cellula. Con il passare del tempo, le cellule alterate possono sopraffare le altre cellule normali del midollo osseo, provocando la comparsa dei sintomi della leucemia.

Leucemia: la diagnosi

La diagnosi di leucemia, specialmente se si tratta della forma cronica, potrebbe avvenire causalmente in occasione di esami di routine. In questi casi o in presenza dei sintomi di leucemia, durante la visita il medico controllerà l’eventuale presenza di un ingrossamento dei linfonodi, del fegato o della milza. Inoltre, cercherà di indagare su segni sospetti come pallore, emorragie, dolori ossei o articolari.

Oltre alla visita medica, bisognerà effettuare:

  • gli esami del sangue: soprattutto l’emocromo e gli indicatori del funzionamento di reni e fegato per evidenziare l’eventuale presenza di valori anomali di globuli bianchi, globuli rossi e piastrine;
  • l’analisi del midollo osseo: si preleva un campione di midollo osseo dall’osso del bacino tramite un ago molto sottile per esaminare le caratteristiche delle cellule malate. Si tratta di una procedura ambulatoriale che si effettua previa anestesia locale;

A questi esami, è possibile associare: radiografia, ecografia o TC per la misurazione dell’estensione della patologia.

Leucemia: i trattamenti

Il trattamento della leucemia dipende dalla sua tipologia (leucemia acuta o cronica, mieloide o linfoide), dall’età e dalle condizioni fisiche del paziente.

È possibile trattare la leucemia in modo efficace attraverso:

  • la chemioterapia: prevede l’uso di farmaci (somministrati per bocca o per via endovenosa) al fine di favorire la distruzione delle cellule tumorali; tuttavia, questo trattamento può danneggiare anche le cellule normali;
  • la radioterapia: si procede alla somministrazione di radiazioni ionizzanti per interrompere la proliferazione delle cellule tumorali. Spesso, l’irradiazione è mirata ad un bersaglio specifico come il midollo osseo;
  • l’immunoterapia: si serve del sistema immunitario del paziente per uccidere le cellule tumorali;
  • la terapia bersaglio/mirata: consiste nell’uso di farmaci appunto mirati a specifiche alterazioni presenti nelle cellule neoplastiche, allo scopo di bloccare la proliferazione cellulare;
  • il trapianto di cellule staminali: il midollo osseo malato viene sostituito con le cellule di un midollo sano. Prima del trapianto, si somministra una chemioterapia ad alte dosi e/o radioterapia per distruggere il midollo osseo malato. Per via endovenosa, saranno infuse le cellule staminali del donatore.

Leucemia: giurisprudenza

Dopo averti parlato dei sintomi, dei fattori di rischio, della diagnosi e dei trattamenti della leucemia, ora ti spiegherò cosa hanno deciso i giudici della Corte di Cassazione a proposito dei casi che hanno avuto come protagonisti pazienti con diagnosi di leucemia.

Malattia con elevata probabilità di origine professionale

Analizziamo un caso che riguarda la tutela contro le malattie professionali. Innanzitutto, dobbiamo precisare che l’inclusione della malattia fra quelle per le quali l’origine professionale è “di elevata probabilità” determina una presunzione legale in ordine al rapporto causale o concausale.

Da una parte, il lavoratore ha l’onere di dimostrare la presenza del fattore che ha scatenato l’insorgenza della malattia con riferimento al materiale abitualmente adoperato nello svolgimento della sua attività lavorativa.

Dall’altra parte, l’istituto assicuratore ha l’onere di provare l’inesistenza del nesso eziologico, che può consistere soltanto nella dimostrazione che la malattia:

  • sia stata causata da un diverso fattore patogeno;
  • oppure che per la sua rapida evolutività o per altra ragione, non sia ricollegabile all’esposizione a rischio, in relazione ai tempi di esposizione e di manifestazione della malattia.

Nel caso sottoposto alla Suprema Corte, gli Ermellini [1] hanno cassato la sentenza impugnata che, ripartendo l’onere probatorio tra l’Inail ed un lavoratore di calzaturificio (addetto all’incollaggio e alla serigrafia), non aveva considerato che le nuove tabelle [2] avevano incluso la leucemia (prevalentemente mielocitica) tra le malattie la cui origine lavorativa è di elevata probabilità, indicando il benzene come fattore scatenante la tecnopatia, né dato rilievo alla presunzione legale in ordine al rapporto causale o concausale.

Pensione di invalidità: presupposti 

Per quanto concerne il diritto alle provvidenze previdenziali, la natura permanente della riduzione della capacità lavorativa richiede che lo stato invalidante sia:

  • connaturato alla malattia in atto o alle terapie ad esso legato;
  • connotato da una certa perduranza significativa nel tempo, affinché possa determinare un reale situazione di bisogno.

In un caso analizzato dalla Corte di Cassazione, è stato escluso il diritto all’assegno di invalidità in quanto la patologia da cui era affetto il ricorrente (leucemia mieloide) e gli effetti collaterali della terapia somministrata erano in fase di remissione. Pertanto, si trattava di un’invalidità soltanto temporanea.


note

[1] Cass. Sezione L Civile sent. n. 8638 del 3.04.2008.

[2] D.M. del 27.04.2004.

[3] Cass. Sezione L Civile sent. n. 11185 del 23.04.2019.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube