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Assistenti civici: i chiarimenti di Conte

26 Maggio 2020 | Autore:
Assistenti civici: i chiarimenti di Conte

Vertice riparatore a Palazzo Chigi: oggi il bando per reclutare i 60mila volontari, che non avranno incarichi di pubblico servizio.  

Alla fine, come al solito, è dovuto scendere in campo lui. Giuseppe Conte ha indossato la divisa di pompiere e ha puntato l’idrante contro la nuova polemica che ha incendiato gli animi nel suo Governo, dopo gli immigrati e la scuola. Sulla vicenda degli assistenti civici ancora nessuno aveva minacciato le dimissioni, ma era fin troppo evidente che i rapporti tra il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, ed i colleghi di alcuni dicasteri, come la titolare del Viminale Luciana Lamorgese, sono stati compromessi dalle fiamme.

Finché, appunto, è intervenuto Conte, convocando ieri sera un vertice apposta a Palazzo Chigi nel corso del quale è stato trovato questo compromesso: oggi verrà pubblicato il bando per mandare in strada i 60mila assistenti civici che avranno il compito di collaborare con i Comuni nel controllo del rispetto delle regole anti-Covid. Ma non saranno incaricati di pubblico servizio: la loro attività sarà di sorveglianza, soprattutto negli ambienti della movida, senza sostituirsi in modo assoluto alle forze di polizia.

In questo modo, il presidente del Consiglio fa contenti anche i Comuni, che avevano chiesto un sostegno per il controllo del territorio perché – come affermato ieri dall’Anci – «la polizia locale da sola non ce la può fare». Gli assistenti saranno chiamati a espletare gratuitamente prestazioni di volontariato, in sostituzione di una parte dei volontari della Protezione civile rientrati al lavoro.

I ministri interessati dovranno definire i dettagli di questa iniziativa. Il bando che verrà pubblicato oggi, simile a quello messo a punto per infermieri e medici nei mesi scorsi in piena emergenza sanitaria, sarà rivolto a disoccupati e beneficiari di ammortizzatori sociali e di reddito di cittadinanza. Saranno tutti volontari e, quindi – per definizione –, svolgeranno quest’attività a titolo gratuito.

Restano, comunque, le critiche all’interno della maggioranza (oltre alle ovvie contestazioni dell’opposizione). Tra le voci più critiche, quelle di Italia Viva, a partire da Matteo Renzi, secondo il quale si tratta di un intervento inutile. Per la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova, «sapere che vengono destinati quasi 5 milioni di euro per impiegare su base volontaria 60mila persone per due mesi, con un costo a persona di quasi 80 euro, mi fa solo temere che avremo una milizia di persone impreparate». Pure il Movimento 5 Stelle rimane sul «no» a mandare in strada «dei dilettanti allo sbaraglio a fermare ragazzi che magari hanno bevuto qualche drink di troppo».

Tra l’altro, come fa notare questa mattina Il Sole 24Ore, a più di 13 mesi dall’avvio del reddito di cittadinanza restano ancora scritti sulla carta (con qualche eccezione) i progetti utili alla collettività gestiti dai Comuni per impegnare almeno 8 ore la settimana i percettori del sussidio in attività sociali, artistico-culturali, nella tutela dei beni comuni. Oggi, quasi un milione di famiglie, per oltre 2,5 milioni di persone, percepisce mensilmente un assegno per il reddito di cittadinanza di importo medio di 555 euro, ma il coinvolgimento di questi cittadini in attività utili alla collettività è ancora da vedere. Con le misure di condizionalità sospese per altri due mesi dal Dl Rilancio – osserva il quotidiano di Confindustria – avrebbero una grande disponibilità di tempo, almeno i 966mila beneficiari considerati «occupabili». Non i 65mila che hanno sottoscritto un contratto di lavoro, pari a circa il 20% dei beneficiari che hanno firmato un Patto di Servizio, il 6,6% di quelli avviati ai centri per l’impiego.



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