Coronavirus: si potrà rinviare l’Imu

26 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus: si potrà rinviare l’Imu

Concessa ai Comuni la possibilità di prorogare il termine per il pagamento dell’acconto che scade il 16 giugno, ma servirà un’autocertificazione.

Non sarà una regola valida in automatico per tutti ma è già importante che ci sia: i Comuni potranno rinviare il pagamento dell’Imu in scadenza il 16 giugno. Una delibera del Consiglio comunale avrà il potere di prorogare tale scadenza a beneficio di chi ha subìto delle pesanti perdite economiche a causa dell’emergenza coronavirus. Questi contribuenti, inoltre, non saranno tenuti a versare delle sanzioni o degli interessi a causa del pagamento posticipato.

La conferma arriva dall’Ifel, l’Istituto per la Finanza e l’Economia Locale, che dipende dall’Anci, l’Associazione che raggruppa i Comuni italiani. Nella nota pubblicata recentemente, viene proposto il 30 settembre come possibile data per prorogare la scadenza dell’acconto del 16 giugno, mentre il 31 ottobre sarebbe il termine ultimo per permettere ai beneficiari la proroga di autocertificare le loro difficoltà economiche.

Nel dettaglio, la nota dell’Ifel riferisce che gli enti locali «possono stabilire una proroga dei termini di versamento dell’acconto Imu 2020, limitatamente ai contribuenti che hanno registrato difficoltà economiche senza applicazione di sanzioni ed interessi». Sarà, però, necessario certificare i danni economici avuti a causa dell’emergenza Covid-19, «mediante presentazione di specifica comunicazione da presentare a pena di decadenza entro una determinata data, ad esempio il 31 ottobre».

Si tratta, dunque, di una proroga «selettiva del termine che costituisce un tangibile, seppur provvisorio sostegno a chi, persona fisica o esercente di attività economica, sta registrando difficoltà economiche a causa dell’attuale situazione». Inoltre, in questo modo «restano salvaguardate le esigenze di cassa del Comune».

L’obbligo di versare l’Imu interessa i proprietari di fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli che non hanno diritto all’esenzione. L’acconto si calcola sulla base delle aliquote e delle detrazioni deliberate dai Comuni per l’anno precedente. La prima rata è pari alla metà di quanto versato a titolo di Imu e Tasi per il 2019. Quindi, va versato il 50% di quanto pagato lo scorso anno per i due tributi. È, comunque, possibile pagare in un’unica soluzione se si conoscono le deliberazioni adottate dalle amministrazioni comunali, che hanno comunque tempo fino al 31 luglio per deliberare aliquote, detrazioni e riduzioni.



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