Assistenti civici: cosa potranno fare

26 Maggio 2020
Assistenti civici: cosa potranno fare

Non saranno una guardia civica e non avranno poteri di controllo né qualifica di incaricati di pubblico servizio: solo compiti di volontariato e solidarietà sociale.

I 60mila nuovi assistenti civici annunciati dal ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia non avranno compiti di ordine pubblico e non saranno incaricati di pubblico servizio: dopo le dure reazioni dei ministri dell’Interno e della Difesa, con i quali l’iniziativa non era stata concordata, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha dovuto precisare che il progetto va avanti ma questi soggetti saranno «chiamati ad espletare, gratuitamente, per tutta la durata dell’emergenza sanitaria, prestazioni di volontariato, con finalità di mera utilità e solidarietà sociale, anche attraverso la rete del Terzo Settore».

Mentre già si parla di un fallimento sociale di questo esperimento, ora il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, che assieme al ministro Boccia si era fatto promotore dell’iniziativa, chiarisce all’Adnkronos quali saranno i compiti degli assistenti civici. «Per noi  sono solo volontari che, in questi giorni, hanno dato una mano alle nostre comunità specie nei mesi dell’emergenza portando la spesa o i medicinali a casa a chi è più in difficoltà, che stanno davanti agli ingressi dei mercati per il contingentamento, per contare le persone che entrano ed escono. Non c’entrano né con la movida, né con le guardie civiche, né con i controlli».

E su movida e controlli, in un’intervista a Il Mattino chiarisce ancora: «Mica li fai con i volontari. Quelli toccano alle forze dell’ordine». Poi spiega: «Nelle città abbiamo bisogno di volontari per due scopi. Il primo è aiutare le famiglie fragili, portando per esempio il kit con i prodotti alimentari a casa oppure le medicine agli anziani che vivono soli. Il secondo è consentirci di aprire i parchi e i mercati cittadini, contando le persone che entrano e escono in modo da rispettare il contingentamento».

Decaro, intervenendo anche alla trasmissione televisiva Agorà e riferendosi al Governo, aggiunge che «è facile scrivere nei provvedimenti: contingentare gli ingressi ai parchi. I parchi sono chiusi perché non riusciamo ad assicurare il contingentamento: usiamo le aziende, la polizia locale, i volontari, che ora però sono di meno».

«Se dobbiamo tenere i vigili urbani davanti a tutti gli ingressi dei mercati, dei parchi, dei giardini, non ce la facciamo», ha continuato Decaro, secondo il quale «non bastano i vigili urbani ma servono anche persone che ci aiutano a fare i conteggi e che ci danno una mano, come hanno sempre fatto».

Chiaro e d’accordo su questi punti è anche il sottosegretario all’Interno, Achille Variati, che a Radio 24 dice: «mai daremo un consenso a ronde, sceriffi, guardie civiche. I controlli e le sanzioni sono materia delle forze dell’ordine, su questo non ci può essere nessuna confusione». E sui compiti ribadisce: «parliamo di prestazioni di volontariato con finalità di mera utilità e di mera solidarietà sociale anche attraverso la rete del terzo settore. Figure che, mentre le forze dell’ordine fanno il loro lavoro, anche sanzionatorio, possono aiutare le comunità locali e i sindaci, ad esempio per dispensare i buoni spesa». Variati ha assicurato che «oggi e domani si lavorerà, tra i vari ministeri, per definire meglio le funzioni che possono avere gli assistenti civici».



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