Bonus baby sitter: le difficoltà nella domanda

26 Maggio 2020
Bonus baby sitter: le difficoltà nella domanda

Serve la doppia registrazione all’Inps: del genitore e del dipendente. Questo penalizza le famiglie con donne lavoratrici. E molti non hanno la babysitter fissa.

Il bonus babysitter varato dal Governo a marzo con il Decreto Cura Italia e ora raddoppiato con il Decreto Rilancio (ma solo per chi non ne aveva usufruito in precedenza) non funziona: all’atto pratico, ci sono troppe difficoltà e ostacoli per presentare la domanda.

È l’opinione di Licia Ronzulli, vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato, che in una nota riportata dall’agenzia stampa Adnkronos dice: “Sono moltissime le famiglie che, di fronte alle inutili complicazioni, dopo due giorni persi a inseguire la burocrazia, hanno già deciso di rinunciarci“.

Infatti – prosegue la senatrice – “i soldi promessi per aiutare le madri e i padri a gestire i figli possono essere richiesti solo attraverso una doppia registrazione all’Inps – genitore e babysitter – resa ancora più complicata dal fatto che spesso il personale impiegato in questo generi di lavoro, specie saltuario, fatica con la lingua italiana e non è molto avvezzo all’utilizzo del web”.

Così, per Ronzulli ”si crea una inaccettabile discriminazione che risulta penalizzante per chi, invece, avrebbe maggior bisogno di aiuto, cioè le famiglie con figli. Questo eccesso di controllo e di burocrazia, riservato solo ai genitori, ideato per una semplice misura temporanea,si tramuta in un aggravio proprio per le donne lavoratrici, che dovranno occuparsi personalmente della registrazione delle babysitter o recarsi – pagando il servizio – a un caf, sottraendo altre ore alle cure dei figli”.

“Le procedure scelte -prosegue Ronzulli- creano oltretutto una incomprensibile e inaccettabile disparità tra famiglie agiate che già avevano una babysitter fissa – con codice Inps – e che scaricheranno alcuni costi di questi mesi sulle casse dello Stato e famiglie che invece hanno dovuto ricorrere ad aiuti di ’emergenza’ proprio a causa della pandemia, cioè alle famiglie più fragili”.

“Il governo – conclude l’esponente di Forza Italia – è ancora in tempo per rimediare e lo deve fare. Per quanto ci riguarda proporremo in Parlamento che il cosiddetto bonus babysitter venga modificato in un assegno di emergenza sul modello di quello che il governo ha riservato ai lavoratori, cioè con una semplice pec, a tutte le famiglie che, in questi mesi, hanno dovuto gestire in autonomia minori in età scolare”. Per approfondire leggi anche come avere e usare il bonus babysitter.



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