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È vietato tagliare le orecchie ai cani?

27 Maggio 2020 | Autore:
È vietato tagliare le orecchie ai cani?

Spesso l’amputazione viene fatta per questioni estetiche o di concorso. Ma la conchectomia è legale in Italia? Cosa si rischia?

Hai appena adottato un cane simpatico, tenero, che ti ha conquistato subito. Ha un solo difetto, però: le orecchie. Non ti piacciono. Hai visto su Internet alcune foto di altri animali della sia razza a cui sono state modificate le orecchie perché erano troppo lunghe, troppo cadenti, troppo, insomma. Non vorresti farlo soffrire ma, in cuor tuo, ci stai facendo un pensierino. Ti chiedi, però, se è vietato tagliare le orecchie ai cani.

Certo, a nessuno passerebbe per la testa di tirare di forbice o di bisturi e dare una sistemata ad un essere umano perché ha le orecchie a sventola. Ma chissà perché con gli animali non ci si pone questo problema. C’è chi li vuole a propria immagine e somiglianza o chi pensa di poterli aggiustare come fossero un vestito da cui tagliare quello che avanza. È legale? Spesso, non ci si pone questa domanda, perché – come in tutte le cose – «se lo fanno gli altri, significa che lo posso fare anch’io». Non è proprio così. Anzi, diciamolo pure: è vietato tagliare le orecchie ai cani. Ti spieghiamo perché e in base a quali leggi.

Perché si tagliano le orecchie ai cani?

Per logica, ogni cosa che si fa dovrebbe avere il suo perché. A meno che si segua un’altra logica, cioè quella di fare le cose soltanto perché le fanno gli altri, per non essere diversi, senza porsi tante domande. Qui, però, una domanda bisogna porsela perché si sta decidendo di far soffrire un animale e, quindi, ci vorrebbe un motivo più che valido: perché si tagliano le orecchie ai cani?

Questa «usanza», se vogliamo chiamarla così, tecnicamente si chiama «conchetcomia», sostantivo che sta per «pratica che prevede il taglio delle orecchie di varie razze di cani per ragioni estetiche e di concorso». E già abbiamo trovato un paio di motivi: «Ragioni estetiche e di concorso».

Ma ce ne sono altri, ovviamente tirati da un fantomatico cappello a cilindro dai padroni dell’animale. C’è chi, ad esempio, ipotizza che un cane da guardia con le orecchie tagliate riesca a incutere più timore ad eventuali intrusi. Insomma, come pensare che se un uomo si desse una ritoccata alle orecchie a sventola, i ladri scapperebbero via a gambe levate per lo spavento. Il che non sarebbe, comunque, da escludere.

Altri sono convinci che tagliare le orecchie al cane possa servire all’animale a difendersi meglio: così facendo, se attaccato da un avversario non rischierebbe di essere afferrato per le orecchie e neutralizzato. Ammesso che all’avversario passasse per la testa di fare un «corpo a corpo» con un cane, cosa abbastanza improbabile. Come sopra: al padrone di casa non verrebbe mai l’idea di fare altrettanto su sé stesso.

Poi c’è chi va a caccia e pensa al «bene» dell’animale: meglio amputagli le orecchie, così non rischia di graffiarsele tra i cespugli. Come dire: mi taglio i piedi, così non mi fanno male le scarpe. A mali estremi, estremi rimedi.

Che succede al cane se gli si tagliano le orecchie?

Questo intervento di conchectomia, cioè questa sorta di «chirurgia plastica» forzata sulle orecchie del cane non fa, certamente, piacere all’animale. Basti pensare che occorre tagliare pelle, cartilagini e vasi sanguigni. Che provoca un dolore atroce e sanguinamento abbondante, oltre al disagio successivo, al rischio di infezioni, a non escludere la morte del cane per un’emorragia difficile da controllare.

Senza dimenticare che le orecchie sono per lui uno strumento fondamentale di comunicazione: con quell’organo, il cane esprime sottomissione, aggressività, complicità, gioia o tristezza. Un po’ come se all’uomo venisse tolta la capacità espressiva del viso.

Tagliare le orecchie ai cani è vietato?

Quanto detto fin qui fa capire perché la legislazione nazionale e internazionale ha vietato tagliare le orecchie ai cani. Primo perché si tratta di un intervento completamente inutile: le ragioni sopra esposte non giustificano un sacrificio del genere. E poi per la sofferenza gratuita che si procura all’animale.

L’Italia, insieme ad altri Paesi europei, ha firmato nel 1987 una Convenzione [1] in cui si stabilisce che non è consentito questo intervento. Non solo: è vietato anche qualsiasi tipo di amputazione sugli animali domestici, realizzata al solo scopo di modificarne l’aspetto o comunque per finalità non curative. Tra gli interventi non consentiti rientra anche il taglio delle orecchie del cane. A meno che non si tratti di un’operazione volta a tutelare la salute dell’animale.

Va ricordato che le convenzioni internazionali vengono ratificate dai Paesi firmatari con apposite leggi. L’ha fatto anche l’Italia. Tardi (solo nel 2010, cioè 23 anni dopo la firma dell’accordo europeo) ma l’ha fatto [2]. Trasgredire a questa norma non conviene: si rischia la reclusione da 3 a 18 mesi o la multa da 5.000 a 30.000 euro [3].


note

[1] Convenzione Europea del 13.11.1987 per la protezione degli animali da compagnia

[2] Legge n. 201/2010 del 04.11.2010

[3] Art. 544 ter cod. pen.


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