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Come evitare il pignoramento dell’ex moglie

26 Maggio 2020
Come evitare il pignoramento dell’ex moglie

Il credito dell’ex moglie non ha natura alimentare per cui, in caso di precedente pignoramento, si accoda e non concorre sullo stesso stipendio. 

La Cassazione ha emesso una sentenza [1] che potrebbe indurre in tentazione anche le anime più pure e pie. La Corte ha spiegato indirettamente come evitare il pignoramento dell’ex moglie. Si tratta di una pronuncia che capovolge anni di giurisprudenza e cambia radicalmente le carte in tavola in materia di mantenimento al coniuge. 

In verità, l’interpretazione appena sposata dai giudici supremi non è che la naturale conseguenza del nuovo orientamento giurisprudenziale in tema di assegno divorzile, varato con le famose sentenze del 2017 e del 2018 (quest’ultima a sezioni unite [2]) e che, per forza di cose, produce ulteriori effetti anche nel momento in cui dovesse sopraggiungere il pignoramento dello stipendio del coniuge a seguito dell’inadempimento all’obbligo di versare gli alimenti.

In questo articolo daremo atto di tale svolta epocale e spiegheremo dunque come, da questa, si può arrivare facilmente a spiegare come evitare il pignoramento dell’ex moglie.

Ma procediamo con ordine. 

Cosa succede se l’ex coniuge non paga l’assegno di mantenimento?

Se il coniuge tenuto a versare l’assegno di mantenimento o l’assegno divorzile è inadempiente o in ritardo, l’ex può avviare nei suoi confronti il pignoramento dei beni. Tra tali beni pignorabili c’è soprattutto lo stipendio.

In alternativa, è possibile richiedere al tribunale un provvedimento con cui ordini al datore di lavoro dell’ex coniuge inadempiente di versare il quinto dello stipendio direttamente nelle mani del creditore (di solito, l’ex moglie) piuttosto che al dipendente. 

Il mancato pagamento è anche punito come reato, così come viene punito il coniuge che pone in essere atti simulati o fraudolenti finalizzati a non pagare.

Pignoramento dei beni dell’ex coniuge che non versa il mantenimento 

Lo strumento più utilizzato per ottenere il pagamento del mantenimento è l’azione esecutiva ossia il pignoramento.

La sentenza di scioglimento del matrimonio o di cessazione dei suoi effetti civili è, infatti, un titolo esecutivo: può, quindi, essere posta direttamente in esecuzione senza bisogno di dover prima fare una causa o procurarsi un decreto ingiuntivo. Il coniuge interessato, tramite il suo avvocato può redigere l’atto di precetto (un invito a pagare entro non oltre 10 giorni) e poi procedere al pignoramento. 

Il pignoramento può essere mobiliare (arredi e oggetti in casa), immobiliare (case, terreni) o presso terzi (conto in banca, canoni di locazione, stipendio, pensione).

Richiesta di pagamento al datore di lavoro 

In caso di inadempimento del pagamento dell’assegno di divorzio, l’ex coniuge creditore può utilizzare uno strumento diretto nei confronti di un soggetto terzo, debitore dell’ex coniuge obbligato (si può trattare, ad esempio, del datore di lavoro; dell’ente che eroga la pensione, di chiunque sia debitore di somme di denaro periodiche nei confronti dell’obbligato come il conduttore di un immobile o l’onerato di una rendita vitalizia).

Senza bisogno di adire il giudice, l’ex coniuge creditore deve costituire in mora a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento l’ex coniuge obbligato e inadempiente concedendogli un termine di almeno 30 giorni per adempiere.

Trascorso tale periodo può notificare il provvedimento in cui è stabilita la misura dell’assegno di mantenimento al terzo tenuto a corrispondere periodicamente somme di denaro all’ex coniuge obbligandolo così a versare direttamente le somme dovute nelle sue stesse mani. L’ex coniuge creditore deve darne comunicazione all’ex coniuge inadempiente.

La differenza della disciplina in esame rispetto a quella prevista in tema di separazione consiste nel fatto che il creditore può agire direttamente senza bisogno di fare una richiesta al giudice per essere autorizzato.

In entrambi i casi, il pignoramento dello stipendio non può essere superiore a un quinto per ciascuna mensilità.

Che succede se c’è già un pignoramento sullo stipendio?

Veniamo al succo della pronuncia odierna. Cosa succede se, al momento in cui il coniuge tenta il pignoramento dello stipendio dell’ex, quest’ultimo è già oggetto di una trattenuta del quinto da parte di un altro creditore che, in precedenza, ha agito per il pignoramento?

Facciamo un esempio pratico.

Mario si separa da Roberta ma non le versa il mantenimento che il giudice ha quantificato. Roberta avvia un pignoramento contro Mario e aggredisce lo stipendio. Senonché, in precedenza, Mario era stato già raggiunto dal pignoramento del proprio condominio a cui non aveva pagato le bollette. 

Che fine fa il credito dell’ex coniuge se lo stipendio del debitore è già oggetto di un pignoramento?

La regola impone di distinguere i crediti in tre categorie:

  • crediti di natura alimentare: ad esempio, somme dovute per il mantenimento dei figli o dei genitori invalidi in condizioni di grave bisogno;
  • crediti per somme dovute allo Stato, alle Pubbliche Amministrazioni o agli enti locali: sono tutte le imposte e le sanzioni, di solito riscosse attraverso le cartelle esattoriali;
  • crediti di altra natura: vi rientrano tutti gli altri debiti, da quelli verso il condominio ai fornitori, da quelli contratti per il lavoro a quelli con il padrone di casa, da quelli con la banca a quelli con le società fornitrici delle utenze domestiche.

Ebbene, nel caso in cui i due pignoramenti attengano a crediti della stessa categoria, il pignoramento successivo, benché azionato, avrà efficacia solo dopo che il precedente credito sarà stato integralmente soddisfatto. Avviene ciò che tecnicamente viene chiamato “accodo”.

Mario ha un debito con il condominio e uno con un fornitore. Quest’ultimo avvia il pignoramento dello stipendio per secondo, quando già il condominio ha notificato il proprio atto di pignoramento presso il datore di lavoro di Mario. A questo punto, il fornitore dovrà attendere che il debito con il condomino venga integralmente pagato (con i vari “quinti” dello stipendio) prima di poter iniziare a ricevere le somme cui ha diritto. 

Viceversa, se i due pignoramento attengono a crediti di categorie diverse, potranno coesistere e, quindi, il debitore si vedrà pignorare due quinti dello stipendio anziché uno solo. 

La concomitanza di più pignoramenti sullo stesso stipendio non può spingersi a più della metà della busta paga.

Che succede se la moglie pignora lo stipendio del marito già pignorato?

Arriviamo alla recente pronuncia della Cassazione. Fino a ieri, la Corte ha sempre ritenuto che l’assegno di mantenimento dovuto all’ex moglie avesse natura alimentare; perciò il relativo pignoramento poteva concorrere con quello di un altro creditore di categoria diversa (ad esempio, il fisco, i fornitori, il locatore, il condominio, ecc.).

Oggi, la Corte ha cambiato idea: ha natura alimentare solo il mantenimento dovuto ai figli non autosufficienti (in quanto presuppone uno stato di bisogno strutturale laddove si riferisce a soggetti privi di autonomia economica), ma non quello al coniuge che trova origine nel matrimonio.

Come evitare il pignoramento dell’ex coniuge

Di qui è facile pensare al “giochetto” che, d’ora in poi, colui che è tenuto a versare l’assegno di mantenimento potrà inscenare per non farsi pignorare lo stipendio, un espediente spesso usato dai debitori. 

In buona sostanza, il coniuge inadempiente potrà, prima di ricevere il pignoramento dell’ex, firmare una cambiale a una persona connivente (di solito, un amico o un parente) per un importo molto elevato. Questa avvierà un pignoramento strumentale del quinto dello stipendio del debitore, così “bloccando” – per un lungo periodo di tempo – la possibilità, ad altri creditori della stessa categoria, di effettuare un contestuale pignoramento di un altro quinto. E tra questi ora c’è anche l’ex moglie. 

Infatti, la sentenza della Cassazione ha comportato lo slittamento del credito derivante dall’assegno di mantenimento dalla categoria dei crediti alimentari a quella generale e residuale, redendo più facile che il pignoramento concorra con quello di altri creditori. 

note

[1] Cass. sent. n. 9686/20 del 26.05.2020.

[2] Cass. S.U. sen. n. 18287/18.

Autore immagine: it.depositphotos.com


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