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È consentito campeggiare?

27 Maggio 2020 | Autore:
È consentito campeggiare?

Tende, camper, caravan, bungalow. La passione della vacanza a contatto con la natura. Divieti e possibilità.

Ami il contatto con la natura: ti senti libero, in pace con te stesso e con il creato. Il profumo della rugiada e il canto degli usignoli sono la tua sveglia mattutina. Le escursioni quotidiane ti consentono di mantenerti in forma e di riappropriarti di ritmi di vita più salutari.

Ecco perché – almeno una volta all’anno – decidi di abbandonare il tran tran quotidiano, prendi le ferie, rinunci alle comodità della città, carichi sul caravan la tua tenda da campeggio e ti spingi fino a mete sconosciute.

Dedichi una settimana piena alle tue esigenze, alla tua tranquillità e al benessere di corpo e mente. Sai bene che è consentito campeggiare, anzi sai che è una buona abitudine per lasciarsi alle spalle stress e vita frenetica. Tuttavia, non sai fino a che punto è possibile spingersi. In altre parole, non conosci bene i divieti esistenti in materia. Lungo il tragitto, infatti, hai la necessità di fermarti per riposare, rifocillarti e fare rifornimento di carburante.

La sosta del caravan è considerata campeggio? Quali sono le conseguenze alle quali vai incontro in caso di violazione delle regole?

Nel nostro articolo trovi le risposte ai tuoi dubbi.

Che cos’è il campeggio?

Il desiderio del campeggio corrisponde a un vero e proprio stile di vita; è un modo alternativo di fare vacanza.

Di solito, quando pensiamo alle ferie immaginiamo subito alberghi lussuosi provvisti di ogni comfort, spiagge incontaminate di isole famose, villaggi formato famiglia.

Tuttavia, accanto a tali tipologie di relax, negli ultimi anni si sono sviluppate abitudini più rustiche e spartane, in cui prevale il desiderio della libertà, del contatto con la natura, della scoperta di luoghi mai visitati prima. E questa opportunità è garantita dalla proprietà o dal noleggio di un camper che consente agli amanti del campeggio di spostarsi rapidamente da un posto a un altro oppure di sostare per un periodo più lungo in un solo luogo.

Il campeggio, in alcuni casi, coincide con l’arte della sopravvivenza. Se il caravan è affiancato da una tenda in cui pernottare, è possibile spingersi in luoghi selvaggi e inesplorati, dormire accanto al fuoco di bivacco, ammirare le stelle che illuminano il cielo notturno.

Tuttavia, oltre alle sensazioni di avventura e di romanticismo che il campeggio suscita, è importante conoscere le norme presenti in materia, soprattutto quando ci si sposta lungo le strade di maggiore traffico e importanza. Il nostro legislatore, infatti, ha preso in considerazione alcuni aspetti specifici di tale modalità di circolazione.

Dove è consentito campeggiare? 

Le disposizioni relative al campeggio, al bivacco, all’accampamento e alla circolazione di camper e caravan sono contenute nel Codice della Strada. In esso, infatti, si individuano i divieti di sosta e le sanzioni alle quali vanno incontro i trasgressori.

In particolare, il nostro sistema giuridico si rivolge agli autocaravan. Si tratta di quei veicoli che hanno una speciale carrozzeria e sono attrezzati permanentemente per essere adibiti al trasporto e all’alloggio di sette persone al massimo, compreso il conducente.

Tali mezzi, ai fini della circolazione stradale, sono sottoposti alla stessa disciplina prevista per gli altri veicoli. Per essi valgono, allora, tutte le limitazioni dettate in tema di velocità, di sorpassi, di sosta e fermata, di segnalazioni acustiche e luminose, di manutenzione e revisione della vettura, di assicurazione obbligatoria.

Con riferimento specifico a tali mezzi di trasporto, il Codice della Strada opera poi una distinzione importante tra parcheggio e campeggio. Tale differenza ci interessa per poter dare una risposta ai nostri dubbi.

Sul punto, il legislatore stabilisce che la sosta dell’autocaravan può avvenire soltanto nei punti in cui è consentita. Ne deriva che in tutta Italia sono predisposte delle zone urbane ed extraurbane adibite al loro parcheggio. Sicuramente esso è garantito all’interno delle aree di ristoro predisposte lungo le autostrade e le strade extraurbane principali (i classici autogrill).

La sosta, però, non va confusa con campeggio, attendamento e bivacco quando:

  • l’autoveicolo poggia sul suolo soltanto con le ruote;
  • non emette deflussi propri, salvo quelli del propulsore meccanico;
  • non occupa comunque la sede stradale in misura eccedente l’ingombro proprio dell’autoveicolo medesimo.

Facciamo un esempio.

Sei partito con il tuo caravan per campeggiare sul Monte Bianco. Per raggiungere la tua meta devi fare un lungo viaggio. Durante il tragitto sosti nelle piazzole in cui è consentito parcheggiare il tuo veicolo. Ti limiti a fermare il caravan senza aprire il carrello tenda, la veranda o portare fuori il tavolino per pranzare. Devi soltanto riposare un pò e fare benzina.

Le piazzole di sosta possono essere messe a disposizione degli utenti a titolo gratuito oppure possono prevedere il pagamento di un ticket. In quest’ultimo caso, per disposizione di legge, alle autocaravan si applicano tariffe maggiorate del 50% rispetto a quelle praticate per le altre autovetture.

Ogni Comune ha la possibilità di istituire aree attrezzate alla sosta degli autocaravan nell’ambito dei rispettivi territori. Al loro interno devono essere predisposti gli impianti di smaltimento dei rifiuti, devono essere inseriti gli appositi segnali stradali e devono essere indicati gli eventuali costi previsti per il loro utilizzo.

L’autorizzazione al campeggio è un requisito ulteriore rispetto alla sosta dell’autocaravan. Infatti, se vi è una maggiore tolleranza per il parcheggio di tali veicoli, le possibilità di bivaccare sono più circoscritte.

Tali opportunità sono riconosciute soltanto all’interno delle aree campeggio presenti in tutta Italia e altamente concorrenziali (al pari di hotel e villaggi vacanze). Il consenso all’attendamento può essere previsto anche all’interno di spazi verdi o di riserve naturali, a condizione che si rispetti l’ambiente circostante e che non si interferisca sul normale ciclo vitale di fauna e flora.

Quali sono le pene in caso di trasgressione?

Un problema particolare che si pone con riferimento ai camper è quello dello smaltimento dei residui organici e delle acque chiare e luride raccolti negli impianti interni.

Sul punto, com’è ovvio, il Codice della Strada stabilisce che è vietato scaricare tali sostanze su strade ed aree pubbliche al di fuori di appositi impianti di smaltimento igienico-sanitario. Chiunque viola tale disposizione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 84 a euro 335.



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