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L’assegno di mantenimento è compensabile con altri crediti?

26 Maggio 2020
L’assegno di mantenimento è compensabile con altri crediti?

L’assegno di mantenimento all’ex coniuge non ha natura alimentare al contrario di quello dovuto ai figli. Pertanto, è pignorabile e compensabile. 

Da alcuni mesi, non versi più l’assegno di mantenimento alla tua ex moglie. Nello stesso tempo, però, anche lei non sta pagando la sua parte del mutuo sulla casa cointestata che, a suo tempo, avevate firmato con la banca. Così, per evitare che l’immobile venga messo all’asta, sei tu a pagare tutta la rata.

Ora, però, lei ha iniziato a minacciarti di pignorarti lo stipendio. Per trovare una soluzione pacifica, le hai proposto una compensazione del tuo debito con il suo. Tu devi qualcosa a lei, lei deve qualcosa a te: c’è la possibilità di annullare le due posizioni passive e ricominciare da capo.

Lei non ne vuol sapere e vorrebbe avere subito i suoi soldi che – afferma – le servono per campare. «Poi – ha proseguito – per quanto riguarda la banca… “si vedrà”», non essendo una sua priorità. A te, invece, interessa salvare l’immobile. Così ti chiedi se l’assegno di mantenimento è compensabile con altri crediti. Cosa prevede la legge a riguardo?

La risposta proviene da una recente e interessante sentenza della Cassazione [1] che abbiamo già avuto modo di commentare in un precedente articolo dal titolo “Come evitare il pignoramento dell’ex moglie“. 

La pronuncia apre il corso a un nuovo filone interpretativo, rimettendo in gioco anche la natura stessa del credito dell’ex coniuge derivante dal mancato versamento dell’assegno di mantenimento. 

Il caso analizzato dalla Cassazione è proprio uno identico a quello che abbiamo esemplificato in apertura cosicché ci verrà più facile spiegare cosa ha detto la Corte. 

Cos’è la compensazione?

Prima di spiegare se l’assegno di mantenimento è compensabile con altri crediti, dobbiamo precisare cosa si intende per compensazione. 

Immaginiamo che una persona debba pagare 500 euro a un’altra e che quest’ultima, a sua volta, gliene debba 300. Con il meccanismo della compensazione, si estinguono crediti e debiti di ugual importo. Con la conseguenza che il debito maggiore (nel nostro caso, quello di 500 euro) scenderà a 200 euro, mentre l’altro debitore non dovrà versare nulla. 

La compensazione è quindi un normale meccanismo pratico che evita di dover scambiare troppe volte i soldi quando non ce n’è bisogno.

Come opera la compensazione?

La compensazione richiede che i crediti siano tutti certi nel loro ammontare ed esigibili (cioè non subordinati a condizioni o termini). 

La giurisprudenza ha ritenuto che non possano essere compensati con altri debiti i crediti alimentari, quelli cioè dovuti ai familiari che versano in condizioni di bisogno. E ciò proprio per la finalità che assumono tali pagamenti: quella cioè di garantire la sopravvivenza al beneficiario. 

Si può compensare il credito dell’assegno di mantenimento?

Secondo la Cassazione, il credito relativo all’assegno di mantenimento per i figli, anche maggiorenni, se ancora economicamente non indipendenti, è alimentare [2]. Tale credito, infatti, presuppone uno stato di bisogno strutturale, proprio perché riferito a soggetti carenti di autonomia economica e come tali titolari di un diritto di sostentamento. Tale credito, pertanto, è indisponibile (cioè non può essere oggetto di rinuncia) e non può essere pignorato se non per crediti alimentari. Di conseguenza, non è neanche compensabile [3].

Fino a qualche tempo fa, anche l’assegno di mantenimento dovuto all’ex coniuge è stato ritenuto avente natura alimentare. Ma ora la Corte ha rinunciato a tale interpretazione. Secondo, infatti, il nuovo indirizzo interpretativo, l’assegno divorzile o il mantenimento a seguito della separazione non ha struttura alimentare, posto che trova la sua fonte nel diritto all’assistenza materiale inerente al matrimonio e non nell’incapacità della persona che versa in stato di bisogno e non è in grado di provvedere a sé [4].

Tale circostanza era stata riconosciuta anche dalla Corte Costituzionale [5].

Da tale “degradazione” dell’assegno di mantenimento dovuto all’ex coniuge, non più quindi considerato come credito alimentare, deriva non solo la sua pignorabilità ma anche la compensabilità con crediti di altra natura (non solo alimentare).

Dunque, nell’esempio di partenza, il marito può chiedere al giudice di compensare il proprio debito dovuto a titolo di mantenimento con l’ex moglie con il proprio credito vantato nei confronti di quest’ultima. 

Ciò, lo ribadiamo, vale solo per il mantenimento dovuto all’ex moglie e non ai figli.  


note

[1] Cass. sent. n. 9686/20 del 26.05.2020.

[2] Cass. sent. n. 13609/2016, n. 25166/2017.

[3] Cass. sent. n. 11689/2018.

[4] Cass. sent. n. 6519/1996.

[5] C. Cost. sent. n. 17/2000.


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