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Assegno di mantenimento all’ex coniuge: è un credito alimentare?

26 Maggio 2020 | Autore:
Assegno di mantenimento all’ex coniuge: è un credito alimentare?

La risposta ha notevoli conseguenze quando si agisce per riscuotere la somma in esecuzione forzata, mediante il pignoramento che può essere bloccato. 

Se  non paghi un debito, come l’assegno di mantenimento dovuto all’ex coniuge dopo la separazione, puoi subire l’espropriazione forzata. Ad esempio la tua ex moglie potrà pignorare i tuoi beni, mobili o immobili, ed i tuoi crediti – anche quando sono erogati periodicamente da terzi, come lo stipendio o la pensione – per ottenere il dovuto.

Ma quando si tratta di crediti alimentari ci sono dei limiti alla pignorabilità. Come si colloca l’assegno di mantenimento all’ex coniuge? È un credito alimentare? Se la risposta è sì, gode di particolari privilegi. Altrimenti, verrà considerato alla stregua di un comune credito, e potrà essere bloccato, ad esempio, da altri controcrediti che il debitore potrebbe eccepire in compensazione.

Di recente le cose sono cambiate perché la Cassazione ha mutato orientamento ed è arrivata a stabilire, con una recente sentenza, che la parte dell’assegno spettante all’ex coniuge non ha natura alimentare, mentre quella dei figli possiede questa qualità. Succede così in pratica che a certe condizioni l’ex moglie non può più pignorare lo stipendio al marito che non paga il mantenimento.

Ma procediamo con ordine e vediamo quali sono i principi che regolano questa delicata materia e qual è l’orientamento dei giudici chiamati a risolvere le controversie in proposito.

Cos’è il credito alimentare

Il credito alimentare è una prestazione economica che spetta a chi si trova in in uno stato di bisogno ed è incapace di provvedere da sé al proprio sostentamento [1]. L’obbligo di prestare gli alimenti fa carico ai parenti più prossimi, a partire dal coniuge.

Quando c’è separazione tra i coniugi, il credito alimentare si trasforma in un credito di mantenimento nella misura stabilita dal relativo assegno e allora l’obbligazione diventa parzialmente svincolata dallo stato di bisogno. Come vedrai tra poco, non può più chiamarsi propriamente credito alimentare e questo comporta importanti conseguenze quando si tratta di riscuotere coattivamente a somma.

L’assegno di mantenimento 

Nella separazione, l’assegno di mantenimento viene erogato per garantire al coniuge un tenore di vita simile a quello di cui godeva in costanza di matrimonio. Questo significa che il suo importo potrà essere superiore a quanto necessario per il mero sostentamento, cioè per garantire le esigenze basilari di vita.

Ma bisogna tenere ben distinto il caso dell’assegno spettante all’ex coniuge da quello riconosciuto verso i figli. Infatti la Cassazione ha stabilito [2] che l’assegno di mantenimento dei figli ha sempre natura alimentare, anche quando essi sono divenuti maggiorenni ma non hanno ancora raggiunto l’indipendenza economica.

Invece l’assegno di mantenimento dell’ex coniuge non è qualificabile come credito alimentare [3] perché trova la sua fonte nel diritto all’assistenza materiale che deriva dal vincolo coniugale, anziché nello stato di bisogno, che può non esserci.

Inoltre l’assegno di separazione si distingue da quello di divorzio, perché il primo presuppone l’adeguatezza dei redditi al livello goduto in costanza di matrimonio (anche se talvolta la Cassazione ha affermato che il parametro del tenore di vita può venire meno), mentre il secondo ha una natura assistenziale, compensativa e perequativa;  per approfondire queste differenze leggi assegno divorzile e mantenimento all’ex: ultime sentenze.

Assegno di mantenimento e pignoramento 

Qualificare l’assegno dovuto nei confronti dell’ex coniuge separato come un credito non alimentare ha una notevole importanza pratica, perché incide moltissimo sulla possibilità di pignorare l’assegno di mantenimento.

Il principio generale è che le somme destinate agli alimenti non possono essere pignorate a meno che il creditore non proceda proprio per cause di alimenti, dunque per crediti della stessa natura e considerati dalla legge di pari rango. Hanno cioè un privilegio [4] che li rende immuni da attacchi – come le procedure esecutive – per soddisfare crediti di livello inferiore, non dotati della stessa forza, che nel caso dei crediti alimentari è massima perché, come abbiamo visto, servono a soddisfare i bisogni primari di vita.

Per questo la legge stabilisce dei precisi limiti al pignoramento per crediti alimentari: un quinto dello stipendio (dunque massimo il 20%) appunto perché si tratta di crediti di mantenimento e non di crediti alimentari in senso stretto (nel qual caso la misura del pignoramento potrebbe arrivare ad un terzo, in favore di chi agisce per riscuoterli).

Ma se lo stipendio è accreditato sul conto corrente in data anteriore al pignoramento, la giacenza bancaria è pignorabile per l’importo eccedente il triplo dell’assegno sociale (che per il 2020 è pari ad €459,83: leggi pignoramento stipendio 2020 per calcolare l’ammontare).

Come evitare il pignoramento

Tutto consiste nel fatto che il credito alimentare – come il mantenimento dei figli – è impignorabile a meno che non si proceda per altri crediti anch’essi alimentari, nel qual caso crediti e controcrediti dello stesso livello giocano ad armi pari. Ma l’assegno di mantenimento all’ex coniuge separato non ha questa natura, perciò è pignorabile anch’esso, sia pure entro i limiti che abbiamo visto sopra.

Ma questo comporta anche la conseguenza che, non essendo un credito alimentare, potrà a sua volta essere compensato con tutti gli eventuali controcrediti che il debitore esecutato potrà vantare e documentare nel giudizio di opposizione all’esecuzione [5], ad esempio il pagamento delle rate di un mutuo che era stato contratto dai coniugi durante il matrimonio e nel loro comune interesse, come ha deciso recentemente la Cassazione [6].

Perciò in questo modo anche il credito derivante dall’assegno di mantenimento diventa compensabile con altri crediti e così  l’ex coniuge obbligato al pagamento potrà bloccare la procedura esecutiva semplicemente opponendo il credito che vanta a sua volta nei confronti dell’ex consorte che aveva agito nei suoi confronti per ottenere il pagamento.

In sintesi, il fatto che il credito dell’assegno di mantenimento non abbia natura alimentare può paralizzare l’azione per riscuoterlo, quando manca l’adempimento spontaneo e l’obbligato al pagamento è titolare di altri crediti nei confronti dell’ex coniuge.

Per approfondire i temi trattati leggi anche questi articoli:


note

[1] Art. 433 Cod. civ.

[2] Cass. sent. n.13609/2016 del 4 luglio 2016; Cass. sent. n.25166/2017 del 24 ottobre 2017.

[3] Cass. sent. n. 9686/2020 del 26 maggio 2020.

[4] Art. 545 Cod. proc. civ., artt. 2751 e 2778 Cod. civ.

[5] Art. 615 Cod. proc. civ.

[6] Cass. sent. n. 9686/20 del 26 maggio 2020.


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