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La residenza ha una scadenza?

27 Maggio 2020 | Autore:
La residenza ha una scadenza?

Quando e per quale motivo si può essere cancellati dall’anagrafe comunale? E che cosa comporta?

Quando ti sei stabilito nel Comune in cui abiti, sei andato all’ufficio anagrafe per registrare la tua residenza. Probabilmente, in quel momento hai pensato di essere a posto e di non dover tornare più in municipio per rinnovare la pratica. Ma è davvero necessario? La residenza ha una scadenza?

Tecnicamente sì, ma si devono verificare degli eventi particolari che vedremo tra poco. Tuttavia, non bisogna confondere la residenza con il certificato di residenza. Sono due cose diverse e quest’ultimo sì che ha una scadenza fissata per legge, indipendente dagli eventi. La normativa, infatti, prevede un termine oltre il quale i certificati anagrafici perdono la loro validità.

Vediamo di seguito quando scade la residenza in base ai diversi casi.

Residenza: che cos’è?

Per residenza si intende il luogo in cui un cittadino ha la sua abitazione principale, vale a dire quella in cui trascorre la maggior parte delle giornate dell’anno, al netto di quelle di vacanza o di trasferta di lavoro, anche se si tratta di periodi prolungati.

Il luogo di residenza, dunque, è quello indicato – come dicevamo all’inizio – all’anagrafe e che viene riportato, ad esempio, sul documento di identità o sulla patente. Significa che qualsiasi ufficio pubblico darà giustamente per stabilito che tu sarai reperibile presso quell’abitazione, anche se fisicamente non ti trovi lì per un periodo di tempo.

Attenzione, perché dichiarare all’anagrafe che hai fissato altrove la residenza costituisce reato di falso in atto pubblico. Quindi, guai a dichiarare come tua residenza la seconda casa o quella dei tuoi genitori.

Residenza: quando scade?

C’è, però, un momento in cui la residenza scade e bisogna rinnovarla? In realtà, nel momento in cui viene registrata presso l’ufficio anagrafe non occorre fare più nulla, a meno che non si verifichino determinate situazioni. Nello specifico:

  • decesso;
  • trasferimento in un altro Comune o all’estero;
  • trasferimento del domicilio in un altro Comune, nel caso di persone senza fissa dimora;
  • irreperibilità accertata o al censimento;
  • mancato rinnovo della dichiarazione di dimora abituale nel Comune (solo per i cittadini stranieri extracomunitari).

In qualsiasi caso di questi citati si viene cancellati dall’anagrafe comunale e, di conseguenza, scade la residenza. Non la si perde, invece, se il cittadino si assenta per un periodo di tempo e stabilisce un domicilio altrove. È il caso di chi viene trasferito per lavoro e deve rimanere in un’altra città per diversi mesi.

Se il cittadino viene cancellato dall’anagrafe, può ripristinare la residenza con una nuova richiesta di iscrizione.

Scadenza per decesso

Se la residenza scade a causa del decesso del cittadino, i familiari del defunto non devono fare nulla: l’ufficiale di stato civile lo comunicherà all’anagrafe competente, anche se di un Comune diverso.

Scadenza per trasferimento

Se il cittadino porta l’abitazione principale in un altro Comune, viene cancellato dall’anagrafe e, quindi, scade la sua residenza in quel municipio.

Come accennato prima, se si tratta di una persona senza fissa dimora, la cancellazione dall’anagrafe avviene dopo due giorni dalla data in cui risulta che è stato spostato il domicilio in un altro Comune.

Il cittadino italiano che si trasferisce all’estero per più di un anno può iscriversi all’Aire, cioè all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero.

Scadenza per perdita di reperibilità

La residenza scade d’ufficio quando il cittadino risulta irreperibile al censimento generale della popolazione o quando, dopo ripetuti accertamenti, risulti introvabile.

Tuttavia, l’interessato può presentare il modulo di mancata dimora, accompagnato da una copia di un documento di identità.

In questo caso, il cittadino perde il diritto di voto e la possibilità di ottenere i certificati anagrafici.

Scadenza per mancato rinnovo della dimora abituale

Questa eventualità riguarda i cittadini stranieri extracomunitari. Entro 60 giorni dal rinnovo del permesso di soggiorno, devono presentare al Comune la dichiarazione di dimora abituale, insieme alla copia del nuovo permesso. Decorsi 180 giorni dalla scadenza del permesso di soggiorno senza che sia stata rinnovata la dichiarazione di dimora abituale, l’ufficio anagrafe lo invita ad esibire il nuovo permesso di soggiorno, rendendo contemporaneamente la dichiarazione di dimora abituale.

In caso di mancata presentazione della documentazione, il cittadino viene cancellato dall’anagrafe. Il procedimento di cancellazione si conclude trascorsi 30 giorni dalla data in cui l’interessato ha ricevuto l’invito a presentare la dichiarazione di dimora abituale.



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