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Coronavirus: verso la chiusura prolungata in tre regioni

27 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus: verso la chiusura prolungata in tre regioni

Il Governo e i presidenti di Lombardia, Piemonte e Liguria orientati a mantenere il divieto di varcare i confini fino al 10 giugno. Si deciderà entro 48 ore.

La decisione dovrebbe arrivare entro venerdì, ma l’orientamento sarebbe quello di chiedere ai cittadini ancora un po’ di pazienza. I governatori di tre regioni avrebbero imboccato la strada che porta al rinvio dell’apertura dei propri confini di un’altra settimana. Si tratta di Lombardia, Piemonte e Liguria. In pratica, e a meno che – rispettivamente – Attilio Fontana, Alberto Cirio e Giovanni Toti non cambino idea, non si potrà entrare o uscire da queste regioni il 3 giugno ma si dovrà aspettare il 10 giugno.

Fontana ne ha parlato ieri con il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia. La Lombardia, infatti, sarebbe la più determinata a seguire questa linea. Oggi, non ci dovrebbero essere novità su questo fronte, mentre saranno i numeri di domani, giovedì, a dare le prime indicazioni su come comportarsi dopo la Festa della Repubblica. Numeri che diranno che sta succedendo nelle terapie intensive e come stanno andando le curve dei contagi e dei decessi. Venerdì, invece, si attendono i numeri dell’R1 che potrebbero confermare la linea della chiusura ancora per una settimana o che potrebbero comportare una svolta e far sì che queste tre regioni si allineino alle altre e vengano consentiti gli spostamenti interterritoriali.

In realtà, finora in Lombardia – la regione più colpita d’Italia dal coronavirus – i dati continuano a mostrare un miglioramento. Ieri, i decessi sono stati 22 contro i 34 di lunedì, anche se domenica scorsa non vennero registrati dei morti. Nelle terapie intensive ci sono meno di 200 pazienti, il che rappresenta uno degli elementi più importanti. In calo anche il rapporto tra tamponi eseguiti e nuovi casi: su 685.058 totali gli attualmente positivi sono 24.477 (-738 rispetto al giorno prima). Ma non bisogna dimenticare che il totale complessivo dei positivi riscontrati dall’inizio dell’emergenza a oggi sono 87.417, cioè un numero, secondo gli esperti, molto più basso di quello reale: probabilmente, dovrebbe essere moltiplicato per dieci se si aggiungono gli asintomatici, i falsi sintomatici e chi ha avuto un’influenza e si sono curati da soli in casa.

La cautela chiesta dalle regioni del Sud potrebbe portare il Governo a decidere una proroga delle chiusure al Nord. Purché lo si dica in tempo utile, fa notare il sindaco di Milano Giuseppe Sala: «Non sarebbe un danno solo economico», commenta il primo cittadino milanese. «In questo momento c’è voglia di uscire e chiedo al governo di non dircelo il giorno prima – La seconda cosa che chiedo al governo è in base a quali parametri si deciderà? Sono sempre trasparente nei confronti dei miei cittadini quindi che non ce lo facciano piovere dall’alto ma ce lo spieghino», conclude Sala.



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