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Giustizia: le mosse di Conte per la riforma

27 Maggio 2020
Giustizia: le mosse di Conte per la riforma

Per il premier è necessario abbreviare i tempi dei giudizi penali e civili e riformare il Codice civile del 1942. Cambierà anche il reato di abuso d’ufficio.

Non c’è solo il ministro Alfonso Bonafede a occuparsi di giustizia: talvolta, specialmente nei momenti difficili, arriva il presidente del Consiglio a dare le linee guida per stabilire la direzione ed illustrare le riforme programmate.

Oggi, Giuseppe Conte ha scritto una lettera al Corriere della Sera indicando una strategia di sette punti per la ripresa del Paese. Tra questi, insieme ad altri punti chiave, come la digitalizzazione, la riduzione della burocrazia, il sostegno agli investimenti e la riforma del sistema fiscale, c’è anche la riforma della giustizia.

Qui, il premier punta innanzitutto ad un’accelerazione del sistema: «È necessario – scrive – abbreviare i tempi della giustizia penale e della giustizia civile». Conte, che è avvocato e docente universitario di diritto, osserva che «il Codice civile è stato varato nel 1942 e ha attraversato tutti questi anni senza una riforma organica».

Il presidente del Consiglio ricorda che «tutti e tre questi progetti di riforma sono ora in Parlamento». Ma l’iter parlamentare non procede celermente; gli schemi di legge delega devono essere ancora esaminati da Camera e Senato e così Conte ne sollecita l’attività: «Invito i gruppi parlamentari a confrontarsi con la massima speditezza».

Poi lancia un’idea: «Possiamo migliorare il diritto societario introducendo modelli di governance più snelli ed efficienti, che potranno rendere più competitivo il nostro ordinamento giuridico e potranno attirare più facilmente investitori italiani ed esteri».

Nell’ambito penale, invece, Conte annuncia: «Introdurremo misure che valgano a realizzare una rivoluzione culturale nella pubblica amministrazione. I funzionari pubblici, pur in un’ottica di rigore e trasparenza, devono essere incentivati ad assumersi le rispettive responsabilità. Faremo in modo di evitare che sui funzionari onesti gravi eccessiva incertezza giuridica, ad esempio circoscrivendo più puntualmente il reato di abuso d’ufficio e la medesima responsabilità erariale».

L’impulso del presidente del Consiglio smuove le acque: l’agenzia stampa Adnkronos apprende dal sottosegretario Andrea Giorgis che questo pomeriggio si svolgerà una riunione con il ministro Bonafede, i due sottosegretari e i rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari della maggioranza di governo. Oggetto dell’incontro, spiega Giorgis, sarà «definire e velocizzare i tempi di questo processo di riforma, del processo civile, penale e del Csm. L’obiettivo è rivedere sia le norme che disciplinano l’elezione dei membri togati del Csm sia le regole che disciplinano il conferimento degli incarichi direttivi e la carriera, al fine di preservare la credibilità e l’autonomia della magistratura».



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