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Clima d’odio: altri politici finiscono sotto scorta

27 Maggio 2020
Clima d’odio: altri politici finiscono sotto scorta

Il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, e il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, hanno ottenuto tutela dopo le minacce ricevute sui social.

Il clima d’odio e di tensione sociale maturato negli ultimi giorni, con minacce anche attraverso i social, ha richiesto la necessità di mettere sotto scorta il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ed il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina.

Fontana ha ottenuto l’assegnazione della scorta dalla Prefettura di Varese, dopo le ultime frasi contro di lui che hanno allarmato gli inquirenti. L’interessato conferma in un post su Facebook la notizia e dice: «Mi è stata assegnata la scorta. Sottolineo che non si tratta di una richiesta, ma di una decisione posta in essere dalle autorità competenti. Per me non cambia nulla, il mio lavoro prosegue con la stessa determinazione di sempre. Per il bene dei lombardi e della Lombardia».

Invece la ministra Azzolina è stata messa sotto scorta perché ha ricevuto, oltre ad insulti sessisti, anche specifiche minacce per il concorso scuola destinato ai docenti precari. Dalle parole si è passati ai fatti, perché «hanno tentato di hackerarle il profilo Facebook e il conto corrente», riferisce all’Adnkronos Bianca Laura Granato, senatrice M5s e componente della VII Commissione Istruzione in Senato.

A sostegno di Azzolina interviene il capo politico del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi: «Sulla scuola si è venuto a creare un clima intollerabile, che poteva e doveva essere evitato. Agli attacchi e provocazioni strumentali nei suoi confronti, recentemente si sono aggiunti inaccettabili insulti sessisti e minacce, anche da parte di presunti insegnanti. Lucia Azzolina è un ministro competente e coraggioso, andiamo avanti insieme a testa alta».

Una vicenda simile a quella accaduta ieri al sottosegretario al ministero della Salute, Pierpaolo Sileri, che aveva ricevuto minacce in relazione alla sua attività politica e in particolare alla destinazione dei fondi pubblici per l’emergenza Coronavirus. Episodi che hanno indotto l’interessato a sporgere denuncia alla Procura di Roma, che ha aperto un’inchiesta ipotizzando il reato di minacce gravi, per ora contro ignoti.

«Ho una tutela ma preferisco non parlarne», ha detto Sileri, che però ha voluto riferire una frase eloquente pronunciata nei suoi confronti: «Ho sentito una volta una persona che ha detto più si sale in vetta e più tira forte il vento. Penso sia nostro dovere dare il massimo anche se poi aumentano i rischi».



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