L’appello di Unicef e Oms: «Salvate il latte materno»

27 Maggio 2020
L’appello di Unicef e Oms: «Salvate il latte materno»

L’appello lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità e dall’Unicef.

In un nuovo report realizzato insieme all’International Baby Food Action Network (Ibfan), l’Unicef e l’Oms lanciano un appello: «salvate il latte materno».

Nel tentativo di fermare la commercializzazione dannosa di sostituti artificiali, i Paesi stanno fallendo. Il documento, come riporta l’Adnkronos, rileva che «ancora i Paesi non riescono ancora a proteggere i genitori da informazioni fuorvianti, nonostante gli sforzi» investiti nella promozione dell’allattamento al seno. E la pandemia di Covid-19 ha, se possibile, peggiorato le cose, avvertono le due agenzie Onu.

L’emergenza sanitaria legata alla diffusione del nuovo coronavirus ha messo a dura prova i servizi di sostegno alle neomamme, incluso il counselling sulle poppate, e le misure di distanziamento sociale hannoreso di fatto impossibili le consulenze di gruppo e da mamma a mamma, «lasciando – denunciano Oms e Unicef – una breccia all’industria dei sostituti del latte materno per capitalizzare la crisi e diminuire la fiducia nell’allattamento».

Gli esperti ribadiscono: «Non è più sicuro somministrare latte artificiale per i neonati».

La pandemia, proseguono Oms e Unicef, «evidenzia la necessità di una legislazione più forte per proteggere le famiglie da false affermazioni sulla sicurezza dei sostituti del latte materno o delle pratiche di marketing aggressivo». Ed è quello che le due agenzie chiedono ai governi con urgenza.

«Il latte materno salva la vita dei bambini in quanto fornisce anticorpi che danno ai piccoli una spinta di salute e li proteggono da molte malattie infantili», evidenziano. Dei 194 paesi analizzati nel rapporto, 136 hanno messo in atto una qualche forma di misura legale relativa al Codice internazionale di commercializzazione dei sostituti del latte materno e alle successive risoluzioni adottate dall’Assemblea mondiale della sanità.

L’attenzione al Codice è in aumento, poiché 44 paesi hanno rafforzato le loro normative in materia di marketing negli ultimi due anni, fanno notare gli autori del documento. Tuttavia, «solo 79 paesi vietano la promozione di sostituti del latte materno nelle strutture sanitarie e solo 51 hanno disposizioni che proibiscono la distribuzione di forniture gratuite o a basso costo all’interno del sistema sanitario».

Le restrizioni legali nella maggior parte dei paesi non coprono completamente il marketing che si verifica nelle strutture sanitarie. Solo 19 paesi hanno vietato la sponsorizzazione di meeting di associazioni scientifiche e di professionisti sanitari da parte dei produttori di sostituti del latte materno: latte formula per neonati, latte di crescita e prodotti commercializzati per l’uso da parte di neonati e bambini fino a 36 mesi.

«La commercializzazione aggressiva dei sostituti del latte materno, in particolare attraverso gli operatori sanitari di cui i genitori si fidano per i consigli nutrizionali, costituisce un grave ostacolo al miglioramento della salute dei neonati e dei bambini in tutto il mondo», ammonisce Francesco Branca, direttore del Dipartimento della nutrizione e della sicurezza alimentare dell’Oms.

«I sistemi sanitari devono agire per aumentare la fiducia dei genitori nell’allattamento al seno senza l’influenza delle industrie, in modo che i bambini non perdano i benefici salvavita» del latte materno.

La «commercializzazione inappropriata di sostituti del latte materno – proseguono Oms e Unicef – continua a minare gli sforzi per migliorare i tassi di allattamento al seno e la crisi Covid-19 sta intensificando questa minaccia». Il Codice vieta qualsiasi forma di promozione dei sostituti del latte materno, inclusi pubblicità, regali agli operatori sanitari e distribuzione di campioni gratuiti. Le etichette non possono fare affermazioni nutrizionali e sulla salute o includere immagini che idealizzano il latte formula per l’infanzia. Invece, le etichette devono contenere messaggi sulla superiorità del latte materno.

«Anche i governi e le organizzazioni della società civile non dovrebbero cercare o accettare donazioni di sostituti del latte materno in situazioni di emergenza», ribadiscono Oms e Unicef. «La paura della trasmissione di Covid-19 sta eclissando l’importanza dell’allattamento al seno. E in troppi Paesi madri e bambini vengono separati alla nascita, rendendo l’allattamento al seno e il contatto pelle a pelle difficili se non impossibili», afferma Patti Rundall, del Consiglio globale dell’Ibfan. «Tutto sulla base di nessuna evidenza. Nel frattempo l’industria alimentare per l’infanzia sta sfruttando i timori di infezione, promuovendo e distribuendo consigli fuorvianti e latte formula gratuito, sostenendo che le donazioni sono umanitarie».

Il monitoraggio e l’applicazione del codice sono inadeguati nella maggior parte dei paesi, incalzano le due agenzie. Il report 2020 fornisce informazioni aggiornate sullo stato dell’arte nei vari Stati, compreso un aggiornamento sulle misure che sono state e non sono state recepite.

Finora il coronavirus Sars-Cov-2 non è stato rilevato nel latte materno di alcuna madre con malattia Covid-19 confermata o sospetta, evidenziano gli esperti che a queste donne suggeriscono di allattare se lo desiderano, seguendo alcune precauzioni come: lavarsi le mani frequentemente con acqua e sapone o usare gel a base di alcol e soprattutto prima di toccare il bambino; indossare una maschera medica durante qualsiasi contatto con il piccolo, anche durante la nutrizione; starnutire o tossire in un tessuto e smaltirlo immediatamente lavandosi poi di nuovo le mani; pulire e disinfettare regolarmente le superfici dopo averle toccate.



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