Scuola: addio ai voti in pagella, tornano i giudizi

27 Maggio 2020
Scuola: addio ai voti in pagella, tornano i giudizi

Cambia il metodo di valutazione degli alunni delle elementari: non ci saranno più i numeri da 1 a 10 ma una scala di espressioni verbali e sintetiche.

Addio ai voti in pagella: dal prossimo anno scolastico la valutazione finale degli alunni nella scuola elementare non sarà più espressa con i voti numerici ma attraverso un giudizio sintetico sulle capacità dimostrate dal bambino a scuola.

La Commissione Cultura del Senato ha infatti dato il via libera ad un emendamento presentato dalla senatrice Vanna Iori al Decreto Scuola. Ce ne dà notizia la nostra agenzia stampa Adnkronos.

La norma in arrivo modifica la riforma varata nel 2008 dall’allora ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini [1], che aveva introdotto la valutazione numerica nella scuola primaria.

Ora il testo dell’emendamento approvato in Commissione dovrà passare al voto dell’Aula del Senato insieme al Decreto Scuola nel quale è contenuto; non dovrebbero esserci sorprese perché il Governo è intenzionato a porre la fiducia e quindi sembra scontata la conversione in legge.

Favorevoli i primi commenti che giungono dai sindacati: «Ritengo positivo tornare al giudizio nelle scuole elementari. Poteva essere pienamente applicato a partire da quest’anno se la politica non avesse perso tempo in scontri e incontri per lo più di dibattito interno e non per la scuola», dice Maddalena Gissi, segretaria generale  della Cisl Scuola.

Intanto in vista della riapertura dell’anno scolastico a settembre la viceministra dell’Istruzione, Anna Ascani, anticipa che «sta uscendo il rapporto intermedio della commissione Bianchi in cui si dice in modo chiaro che per i bambini della primaria e per i ragazzi della secondaria di primo grado la didattica dovrà essere al 100% in presenza, quindi dovremo moltiplicare gli spazi, accrescere
l’organico, non del doppio ma di una di una buona percentuale».

Per Ascani nel post emergenza Coronavirus , che ha visto l’attuale anno scolastico concludersi senza una ripresa delle lezioni fisiche nelle scuole, «la soluzione non è quella dei turni orari che comporterebbe problemi alle famiglie ma di ampliare le attività didattiche. La didattica a distanza va bene per tamponare l’emergenza ma non può sostituire la scuola».


note

[1] Legge 30 ottobre 2008, n. 169.


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