Lockdown e violenza sulle donne, i dati sull’aumento dei casi

27 Maggio 2020
Lockdown e violenza sulle donne, i dati sull’aumento dei casi

Le restrizioni causa Coronavirus hanno portato a un aumento degli episodi, quantificato e monitorato dalla rete DiRe. 

Quello che temevamo è successo: durante il lockdown per proteggerci dal Coronavirus, c’è stata un’impennata delle segnalazioni di episodi di violenza sulle donne. Lo documenta DiRe (Donne in rete contro la violenza) che, attraverso gli 80 centri antiviolenza e case della donna a lei associati, ha contato qualcosa come 5939 casi tra il 2 marzo e il 3 maggio. Questo è il numero di donne che si sono rivolte a centri antiviolenza per chiedere aiuto. Di queste, come ci informa una nota dell’agenzia di stampa Adnkronos, 1815, ovvero il 30%,  erano contatti nuovi, cioè donne che, per le prima volta, si rivolgevano a DiRe.

“La quarantena risulta aver aggravato decisamente, almeno nel nostro paese, quella piaga universale che è la violenza di genere”, dicono Giovanna Gianturco e Gaia Peruzzi, del dipartimento di Comunicazione e ricerca sociale della Sapienza, sul magazine online Sapienza Medica, della facoltà di Medicina e Odontoiatria guidata da Antonella Polimeni. “Ci sarebbe da tenere conto del fatto che la violenza di genere include anche le forme di violenza contro uomini e donne omosessuali – continuano – e contro tutte le minoranze di identità e di orientamento sessuale, per le quali non disponiamo a oggi in Italia di ricerche comparabili a quelle sulla violenza contro le donne”.

L’iniziativa dell’Università La Sapienza e i requisiti

Al boom di aggressioni “La Sapienza” di Roma ha voluto rispondere con un’iniziativa concreta: un corso di formazione che partirà a fine giugno, ‘Culture contro la violenza di genere: un approccio transdisciplinare’, mettendo insieme più facoltà dell’ateneo.

Il corso, a cui può partecipare chi è in possesso del diploma di scuola secondaria superiore o di altro titolo di studio conseguito all’estero riconosciuto equivalente, ha una durata di tre mesi. “Docenti di scienze sociali, politiche, mediche, giuridiche, psicologiche e umanistiche, provenienti dell’accademia e della società civile, metteranno a disposizione degli allievi del corso approcci e competenze differenti utili all’acquisizione di una prospettiva critica sul fenomeno della violenza di genere, alla sua comprensione e al suo contrasto in qualsiasi forma e nelle sue varie fasi”, spiegano i promotori.

Il corso è nato a partire dall’iniziativa trainante della facoltà di Medicina e Odontoiatria e della facoltà di Scienze politiche, Sociologia e Comunicazione. Ma vede anche il coinvolgimento anche delle facoltà di Giurisprudenza, Lettere e Filosofia, Medicina e Psicologia. Il percorso sarà articolato in quattro moduli didattici caratterizzati da un approccio trasndisciplinare: 1) La violenza di genere: coordinate di un fenomeno; 2) Le attività di sostegno a favore delle vittime di violenza; 3) I meccanismi di prevenzione; 4) Le azioni di contrasto. La domanda di ammissione al corso dovrà essere inviata all’indirizzo mail corsoformazionesapienza.ccvig@uniroma1.it ,entro e non oltre il 21 giugno alle 12.



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