Superbonus 110%: potrebbe durare fino al 2022

28 Maggio 2020 | Autore:
Superbonus 110%: potrebbe durare fino al 2022

Apertura da Palazzo Chigi ad una proroga, utilizzando anche il Recovery Fund. Verso il portale unico con chiarimenti e spiegazioni pratiche.

Non è detto che sia il 31 dicembre 2021 la data ultima per poter fare i lavori di ristrutturazione edilizia che danno diritto al superbonus del 110% (leggi la nostra guida). Il Governo non esclude di poterlo allargare al 2022, se i soldi lo consentiranno. «C’è un vincolo di risorse – ha spiegato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro – ma sarebbe importante riuscire ad estenderlo al 2022 perché darebbe una soglia temporale non banale che ci permetterebbe di utilizzare il 110% anche per l’abbattimento e la ricostruzione. Se lavoriamo tutti bene – ha continuato Fraccaro durante un convegno sul superbonus organizzato dall’Associazione dei costruttori edili – a novembre quando avremo la legge di Bilancio potremmo già aver dimostrato che questa impostazione orientata alla sostenibilità ambientale è la strada da percorrere, A tale scopo, il Governo potrebbe destinare una parte delle risorse che arriveranno dall’Europa grazie al Recovery Fund.

Intanto, e per superare gli ostacoli della burocrazia, Palazzo Chigi vorrebbe creare un portale unico in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate e con i ministeri dello Sviluppo e dell’Economia «per spiegare a operatori, tecnici e cittadini come si possono svolgere i lavori, come si può usufruire del superbonus. Lì caricheremo linee guida, circolari e tutti i documenti».

Proprio chiarezza e semplicità viene chiesta dall’Ance, dalle banche e dal mondo assicurativo, attori coinvolti insieme ai singoli contribuenti nell’erogazione del superbonus tramite la cessione del credito d’imposta. Il dirigente del ministero dell’Economia, Raffaele Russo, ha cominciato a precisare che «dalla lettura della norma appare già chiaro che la responsabilità, in caso di beneficio indebito, resti in capo solo al cedente beneficiario del credito di imposta e non al cessionario (cioè alla banca)».



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube