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Licenziamento e transazione: i contributi vanno versati ugualmente

6 Agosto 2014
Licenziamento e transazione: i contributi vanno versati ugualmente

L’accordo tra le parti che prevede un risarcimento al posto della reintegra non cancella l’obbligo di versare i contributi all’Inps.

Il datore di lavoro è tenuto a pagare, agli istituti previdenziali, i contributi teoricamente maturati dal lavoratore nel periodo compreso tra la data del suo licenziamento e quello in cui il giudice lo ha reintegrato sul posto di lavoro. Ciò vale anche se le parti hanno raggiunto una transazione (ossia un accordo) nella quale hanno concordato la rinuncia alla reintegra in cambio del pagamento di una somma di denaro. La natura retributiva delle somme pagate non viene meno neanche se le parti concordano una diversa qualificazione di tali importi.

Così la Cassazione ha stabilito in una recente sentenza [1]. La vicenda nasce da una cartella esattoriale emessa dall’Inps nei confronti di un datore di lavoro che era stato condannato a reintegrare sul posto di lavoro un dipendente licenziato illegittimamente. Dopo la sentenza con la quale era stata accertata l’illegittimità del recesso, le parti avevano sottoscritto una conciliazione, che prevedeva il pagamento di una piccola somma a titolo di transazione, e di un’ulteriore somma (di importo molto più rilevante) a titolo di integrazione del TFR. L’istituto di previdenza contestava la qualificazione data dall’accordo alle somme pagate, ritenendo che queste si configurassero come controprestazione della rinuncia alla reintegrazione sul posto di lavoro. Tale rinuncia, secondo l’Inps, comportava l’assoggettamento delle somme pagate alla contribuzione previdenziale ordinaria.

La Suprema Corte – confermando l’interpretazione fornita dai giudici di merito – aderisce a questa lettura, ricordando che le transazioni intervenute tra lavoratore e datore di lavoro non possono influire sul credito relativo ai contributi che vanta l’istituto previdenziale, che si fonda sulla retribuzione dovuta, e non su quella in concreto pagata.

La Corte rileva inoltre che, in caso di reintegrazione sul posto di lavoro, il rapporto prosegue, anche in assenza di effettiva prestazione, fino all’effettiva reintegra oppure fino all’eventuale accordo di risoluzione consensuale.

Se interviene questo accordo, conclude la sentenza, le somme riconosciute al lavoratore sono soggetto a contribuzione previdenziale, almeno fino a copertura delle retribuzioni che sarebbero spettate nel periodo di riferimento.

Queste considerazioni restano valide anche delle nuove norme sui licenziamenti approvate nel 2012. La nuova disciplina, infatti, pur intervenendo sulla disciplina previdenziale delle somme pagate in aggiunta o in sostituzione della reintegrazione, nulla dice in merito al trattamento contributivo delle eventuali transazioni aventi ad oggetto la rinuncia al posto di lavoro, e quindi lascia inalterati i termini della vicenda.


note

[1] Cass. sent. n. 17180 del 29.07.2014.

Autore immagine: 123rf com


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